20 dicembre 2016

Trattato sulla "tolleranza"


di Roberto De Albentiis

Molti pensano che il cristianesimo sia la religione “del dialogo” e “della tolleranza”; bene, mi dispiace, ma non è così, il cristianesimo è la religione dell’annuncio che Nostro Signore Gesù Cristo è Dio e Re (non molto relativista, invero, se diceva di essere, e nemmeno “una” ma “la”, “Via, Verità e Vita”), e, soprattutto, è la religione dell’Amore, dell’Amore sacrificale che porta alla Croce, non della melassa sentimentalista e buonista con cui viene oggi scambiato l’amore o della finta tolleranza di derivazione illuministica, nata anzi contro il cristianesimo. Prima lo si capisce, prima finiranno molti equivoci.

Oggi, quando si vuole tappare la bocca a qualcuno per le sue idee scomode (in grande maggioranza cristiane, certo, ma non solo), lo si accusa di essere “intollerante”: si badi bene, non si scende mai nel merito delle affermazioni, giuste o sbagliate che siano, ma si dice che sono “intolleranti”; non si dice che siano vere o false, ma si dice che “non possono essere dette”. Esempi di censure democratiche e politically correct ne abbiamo sotto gli occhi ogni giorno di più: censure “anti-razziste” (con l’effetto di far aumentare la vera xenofobia!), “anti-omofobia” (con l’effetto, anche qui, di far aumentare il fastidio delle persone nei confronti degli omosessuali!), anti-negazioniste (contro la negazione di un ben preciso genocidio, ma solo di quello, e non certo di altri), e chi ne ha più ne metta.

Il mondo moderno è così alieno dal concetto di verità, di qualsiasi verità, che, in nome della tolleranza, non può fare altro che censurare l’interlocutore, perché non in grado di controbattere efficacemente; e si ha così il caso di un pensiero debole, quello liberale moderno, che spinge verso la debolezza e l’appiattimento tutti gli altri pensieri.

Uno dei bersagli preferiti è il pensiero cristiano che, frutto dell’incontro tra l’antica sapienza ebraica, la filosofia greca e il diritto romano, è un osso fin troppo duro da addentare e digerire e, visti gli insuccessi delle persecuzioni aperte, si prova a svuotarlo di significato: ecco quindi che, per mettere in cattiva luce l’interlocutore cristiano, per tappargli la bocca, lo si accusa di essere incoerente, di essere non “tollerante”, come predicherebbe la sua religione. Ma è così?

Certamente quella cristiana è la religione dell’Amore, ma dell’Amore fondato sul Logos (“E il Verbo si fece carne”; il Verbo, prima di tutto, non l’Amore, per quanto Verbo e Amore coesistano), e che dimostra tale solido amore proprio con l’Incarnazione e con la morte in Croce di Cristo; altro che obamiano e arco balenato “love is love”! L’amore mondano nulla ha a che vedere con quello autenticamente cristiano, essendone una mera e vuota parodia; del resto, quanti degli arcobalenati e degli assertori di tale amore sarebbe disposto a sacrificare sé stesso per le sue idee? Piuttosto, si sacrifichino gli altri, in nome della “tolleranza” e dei “diritti umani”!

L’amore cristiano è tollerante? No. O meglio: è tollerante verso la persona, soprattutto se peccatrice (ma chi non lo è?), perché sa che la persona umana, per l’antica colpa di Adamo ed Eva, è peccatrice, debole, fragile, e senza la grazia divina e il proprio impegno personale, nulla può fare di buono; ma non è affatto tollerante verso gli errori e il peccato, no, mai. Del resto, la tolleranza è un fenomeno di invenzione illuminista, nato proprio contro il cristianesimo, e in specie il cattolicesimo: non si scordi che Locke e Voltaire erano fanatici anticattolici, e quando invocavano la tolleranza era solo per dare addosso all’”infame”, cioè alla Chiesa, loro mortale nemica.

Ma poi, che intollerante questo Gesù, che si definisce Dio e Figlio di Dio, che intollerante quando scaccia i mercanti dal Tempio, o che intollerante quando dice che senza di Lui non possiamo fare niente: non poco o male, NIENTE! O che intolleranti gli Apostoli, come San Paolo, che dicevano che i peccatori impenitenti non avrebbero ereditato il Regno dei Cieli, che chi si comunicava indegnamente avrebbe mangiato la propria condanna, o che non solo non bisogna partecipare alle opere delle tenebre, ma addirittura denunciarle! O che intolleranti i primi cristiani, che pur di non partecipare ai sacrifici pagani o anche solo ai giochi gladiatori, subirono cruente persecuzioni!

Il mondo moderno non riconosce la verità e i suoi diritti, che soli dovrebbero avere spazio, e per questo la combatte strenuamente: soprattutto ai giovani insegna ad essere “tolleranti”, di una tolleranza che non fa prendere posizione davanti al bene o al male (che anzi sono sempre più equiparati, con l’esito finale di far trionfare il male sul bene), che rende schiavi dei propri vizi (che vanno non combattuti, ma, appunto, tollerati), che non spinge a grandi gesti e decisioni, ma fa rimanere nelle proprie situazioni.

Vorrei finire con una frase di uno dei più grandi filosofi e teologi del secolo scorso, Reginald Garrigou-Lagrange, che affermava a ragione che “La Chiesa è intransigente sui principi, perché crede, ma è tollerante nella pratica, perché ama. I nemici della Chiesa sono invece tolleranti sui principi, perché non credono, ma intransigenti nella pratica, perché non amano. La Chiesa assolve i peccatori, i nemici della Chiesa assolvono i peccati.” Volete un facile esempio? Pensate al sesso (non me ne si faccia una colpa, il mondo di oggi gronda sesso da ogni poro, ascoltare un’opinione diversa non ucciderà nessuno!). Oggi il mondo propone sesso in tutte le salse, oggi si ha quasi dignità solamente se si è consumatori sessuali, se si incanalano tutte le proprie energie in tali attività, che peraltro con una normale e sana sessualità nulla hanno a che vedere; ma cosa succede se non ci si interessa a queste proposte, se anzi si propongono o si riscoprono vere alternative, come un fidanzamento serio, la dominanza di sé, il matrimonio? Dal mondo “aperto” e “tollerante”, che tutto permette perché dice di volerti bene, si viene ostracizzati e ridicolizzati. La Chiesa propone una ben precisa e, sì, esigente sessualità, ma se per qualsiasi motivo si cade e ci si pente, è pronta a perdonare e dimenticare. Chi è che mostra vero amore e versa comprensione? E questo esempio è applicabile a tutte le realtà possibili.

Termino con uno strano appello: siate san(t)amente intolleranti, intolleranti alle vere e proprie imposture ideologiche, filosofiche ed esistenziali che vi propinano, siate intolleranti con chi vi prende per deficienti, incapaci di gesti eroici o forti, siate intolleranti con le idee false ed errate. E siate amorevoli, e forti, come amorevole e forte era Gesù Cristo, che tutto era tranne che un mollaccione o un finto buonista, ma era insieme forza poderosa e amore infinito.


 

0 commenti :

Posta un commento