11 gennaio 2017

Correzione formale. Percussoris laetitia


di Satiricus

Dunque, a fronte del caso problematico sollevato nel capo VIII di Amoris laetitia, in cui sembra possibile per il confessore - non sempre dai, ma ogni tanto, almeno con le penitenti petulanti e/o facoltose - comminare l’assoluzione (credo sia la meglio espressione da usarsi) nonostante il perdurare di una situazione adulterina pubblica e notoria, avrei una proposta.

Il Papa propende per il trattamento ad cadsum di uno dei (pochi) peccati oggettivamente gravi, come riportato nel Catechismo, l'adulterio.
D’altra parte i cardinali cojoni, quelli che la Chiesa della Misericordia disprezza, ricordandoci ad ogni istante che la coperta è troppo corta e la Misericordia, battute a parte, non può mai essere per tutti e senza sconti, si chiedono se sia cambiata la morale ecclesiastica. Il punctum quaestionis è soprattutto il passaggio dal livello oggettivo a quello soggettivo nel discernimento: crollano forse i peccati oggettivamente gravi?
Io una mezza soluzione ce l’avrei, che mettesse d’accordo il Papa misericordioso da campo con i cojonazzi, una soluzione che dia la possibilità ai risposati di comunicarsi e ai legislatori di salvaguardare l’oggettività dei peccati: incitiamo all’omicidio (altro dei pochi peccati oggettivamente gravi).
Tutto si risolve: io, coniuge risposato, uccido il mio ex, poi mi pento e - cascasse il mondo! - davvero prometto che non lo faccio due volte! Ergo non sono in stato di peccato pubblico notorio ed oggettivo etc. etc. A questo punto posso ottenere il perdono, posso risposarmi e comunicarmi, mentre la morale tradizionale è salva.
Resta il cavillo della penale secondo il diritto civile, specie in caso di femminicidio - ché gli uomini, anche se li ammazzano, chissene, tranne se erano gay -, ma adesso non è che posso risolvere tutto io.
Percussoris laetitia, la gioia dell’assassino, questa l’unica correzione formale, titolare addirittura, che proporrei al Pontefice - peccato non essere un porporato!

Quanto all’Amoris laetitia, quella vera, i suoi frutti sono insperati e li troviamo a Padova. Qui, conviene ricordarlo, è stato eletto al soglio episcopale un vero prete di Francesco, uno povero e immigrazionista, don Cipolla. Beh, va come ti va, passano pochi mesi e don Cipolla si trova una bella patata bollente tra le mani (in tutti i sensi). Don Contin, parroco della città, è accusato di attività sessuali regolari (c’è chi dice prostituzione) con 3, 10, 15, no 20 parrocchiane: un satiro fatto e finito da fare invidia anche al vostro Satiricus. Il parroco, insinuano le testate locali, aveva in casa una collezione di DVD coi nomi dei papi, e sull’associazione tra venerabili pontefici e categorie del mondo hard lascio fare a voi - pare solo che il dischetto di Pio XI (casti connubii) risulti non leggibile, è un dischetto vecchio, superato.
Che dite, sarà già tempo di estendere la Misericordia al caso presente? Il poraccio, secondo le confessioni (presunte tali) delle sue donne era pure dimagrito: io, in coscienza, lo assolverei, senza manco l’impegno a vivere “come fratello e sorella”.
Ci sono anche gli estremi per un dialogo col mondo islamico, nella forma dell’harem consacrato e le premesse per un sacerdozio uxorato alla brasileira, eh sì, perché, a dargli la possibilità di sposarsi, mica faceva tutte 'ste schifezze. O no?

Concludo la rassegna con l’ultima istantanea - poi basta, che ‘sta rubrica mi diventa trash - e do ragione a Gayburg, o meglio, a me di che dica Adinolfi interessa anche no e l’ho già fatto presente in tempi non sospetti, ma mi interessa moltissimo come mai il canale più comunista d’Italia, quel Rai3 con cui babbo mi ha cresciuto fino al dilagare del digitale, debba spendere denaro pubblico per programmi da fondamentalismo religioso in perfetto stile emozional-new age: "un selfie con Francesco". Ha ragione Gayburg, è stato un flop totale e ce ne rincuoriamo. 9 per cento di share come 9 milioni sono i cattolici brasiliani apostati degli ultimi due anni. Sarà che abbiamo il 91 per cento di cattolici (o almeno di italiani) seri, sarà che i cattolici sono tutti divenuti minchioni epperò non superano il 9 per cento del pubblico televisivo nazionale, nell’uno come nell’altro caso ce ne rincuoriamo. Io personalmente col Papa non ci ho mai voluto fare niente, né un selfie, né un trenino, né un viaggio, né un libro. Interessante però questo spreco di denaro che i comunisti ordignano pur di propagandare l’immagine del Papa che va bene a loro, forse anche a lui. Interessante che i gay, almeno quelli di Gayburg, non capiscano che gli conviene il programma flop dei selfie col Papa, fatto apposta, e non in contrasto, con le serate Rai sulle unioni civili. Interessante da quanti cojoni siamo circondati: e io che credevo fossero solo in quattro (berrettati).

 

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