04 gennaio 2017

Il pensiero più pericoloso


di Satiricus

Il 2017 si apre salutando l’opera più cattiva degli ultimi lustri, forse più dura e spietata del famigerato "Iota Unum" e più corrosiva e veggente del magistrale "Dizionario dell’omo salvatico" e ovviamente parliamo del "Dizionario Elementare del Pensiero Pericoloso". La troika di studiosi milanesi, Barra-Iannaccone-Respinti, dopo l’avventura del "Dizionario Elementare di Apologetica", considerata da molti un sotto-prodotto vintage dalle tiepide ricadute socio-culturali, ha atteso che l’avversario calasse la guardia e ha infilzato in tempi record il secondo volume della collana, monumento del politicamente scorretto, inno al controcorrente, feticcio che getta fumo negli occhi di pressoché tutta l’intelligentija cattolica vivente. Il Dizionario del Pensiero Pericoloso saccheggia la produzione intellettuale di 200 personaggi, tra cui alcuni indiscussi guru del salotto mediatico e clericale – Augias, Bianchi, Bonino, Cacciari, Mancuso –, parecchi venerati maestri in onor dei quali ancora non si è spento il rantolio delle devote prefiche – Martini, Eco, Pannella, Milani –, oltre che i più scontati mostri sacri della dittatura cerebrale di ieri e di ieri l’altro – Rahner, Heidegger, Leopardi e Lutero –. I curatori si smarcano, o almeno ci provano, “non è certo una ‘lista di proscrizione’” e menomale, ché di questi tempi ci pensa già la Chiesa della Misericordia a compilare liste e a far cadere teste, in un clima di minaccia e ritorsione che meglio di ogni altri esemplifica con che mira la Catholica sia stata preparata a farsi ospedale da campo. “Non è affatto un giudizio sulle persone, non vuole nemmeno essere una valutazione sintetica sull’opera complessiva degli autori citati” e cara grazia, chi siete voi per giudicare? ché poi magari un po’ di questi autori son pure froci, per cui l’arrischio si fa davvero grave. “Il lettore troverà anche nomi che possono accampare meriti culturali, storici, perfino teologici che nessuno intende sminuire, accanto ad altri dal profilo più marcatamente e complessivamente negativo” gesuitizzano, lasciando a noi l’egro compito di stabilire chi appartenga al primo e chi al secondo insieme. Ma non è tutto e qui il pensiero si fa, altro che pericoloso, corusco e ci sottrae qualsiasi ombra di ‘dubia’: “Si tratta piuttosto di un’evidenziazione di quelle parti della loro opera oppure di quelle prese di posizione che risultano problematiche o in contrasto con i parametri [cattolici] di cui sopra”, ecco il sugo della storia, nel fatto che, per tanti e quanti ottimi libri e testi e discorsi e predicozzi abbiano confezionato e diffuso i grandi maîtres su citati, basta un solo passaggio ambiguo o, peggio, controverso, a rendere pericoloso il loro pensiero. Che è quanto denunciò tempestivamente Spaemann, ricordando che la bontà di certi testi, quelli impicciati con la verità (cattolica su tutte), fa rima con perfezione, sì che una sola macchia e contraddizione ne inficia la portata. Con questo arriviamo alle conclusioni, nostre e dei curatori pure: “l’insieme delle ‘voci’ è tutt’altro che esaustivo”, che è poi il più scorretto di tutti i pensieri, in quanto lascia al lettore di immaginare con quale “voce” saremo costretti ad aggiornare il Dizionario nelle sue prossime edizioni. Ma questo lo concedo alla vostra indomita fantasia.

 

1 commento :

  1. Gli ultimi interventi, caro Satiricus, mi lasciano un po' interdetto: dove vai a parare? L'operazione Timone e dintorni, per quanto sgangherata in alcune sue parti, mi sembra un carro da guerra che combatte la buona battaglia, specie sotto la direzione di Cascioli. Non c'è più l'infido Introvigne e mi pare anche Fanzaga da qualche tempo stia alla larga. Per quante navi americane affondassero, i kamikaze non potevano vincere la guerra. Ci vuole un piano. E qualche manuale per orientarsi...

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