22 gennaio 2017

Viaggio devozionale e sentimentale a Roma: Il trionfo della Croce a Ponte Milvio (Parte XXV)


di Alfredo Incollingo

Il 28 ottobre del 312 d.c. l'imperatore Costantino sconfisse sulle rive del Tevere, a nord di Roma, l'esercito di Massenzio. Fu una vittoria inaspettata perché nessuno avrebbe mai scommesso che le esigue truppe costantiniane potessero avere la meglio su quelle dell'imperatore uscente. Si tratto di un miracolo! Dio stesso era apparso in sogno a Costantino ordinandogli di mostrare in battaglia il Chrismon, le iniziali greche di Cristo. Se avesse adempiuto ai Suoi ordini, avrebbe vinto l'esercito di Massenzio. In hoc vinces, gli disse il Signore, e così fu. Quel giorno si svolse una battaglia cruenta: morirono migliaia e migliaia di uomini e il loro sangue colorò di rosso scuro l'erba dei campi e le acque del Tevere. Saxa rubra, i sassi rossi, è il nome che ancora oggi denomina quel tratto del fiume. Le truppe dell'imperatore sconfitto furono massacrate nel loro tentativo di superare il fiume attraverso Ponte Milvio. Oggi è una costruzione in pietra, all'epoca era in legno; il peso delle armature, dei cavalli e dei soldati provocò il crollo della struttura lignea, causando l'annegamento di numerosi militi. La Croce trionfò dopo la battaglia di Ponte Milvio: l'imperatore Costantino entrò a Roma da vincitore e di lì a pochi anni riconobbe la libertà di culto ai cristiani, dando il suo supporto (politico e morale) alla Chiesa Cattolica.

Se siete stati nel quartiere Flaminio, dove oggi impazza la movida notturna, avrete sicuramente attraversato Ponte Milvio. E' antichissimo, come molti omologhi romani. Ne ha viste letteralmente di tutti i colori. Ha fatto da scenografia alla battaglia tra Costantino e Massenzio, le piene del Tevere lo hanno raso al suolo molte volte e nel 1849 i partigiani della Repubblica Romana vi tentarono un'estenuante difesa della Roma rivoluzionaria. L'esercito francese era ormai alle porte della città e i garibaldini barricarono gli accessi principali. Ponte Milvio era una via di fuga e d'ingresso importante (lì passavano la via Flaminia e la Cassia ed era l'unica via praticabile per andare a nord di Roma) e, per ordine di Garibaldi, dopo lunghi combattimenti, fu fatto saltare in aria. Pio IX aveva vinto la resistenza repubblicana e promosse la ricostruzione dei monumenti e delle strutture pubbliche gravemente danneggiate durante il conflitto. Nel 1850 Ponte Milvio venne ricostruito, rimettendo in segno la caratteristica torre di difesa dell'architetto Giuseppe Valadier.

Il ponte non se la passa bene neanche oggi! I rovi, la sporcizia, l'incuria, il caos notturno e in ultimo i lucchetti mocciani lo hanno gravemente danneggiato. Coincidenze? I segni dei tempi sono sparsi ovunque e il degrado di Ponte Milvio, dove il cristianesimo vinse, ci rammenta che la Croce, una volta vittoriosa, adesso non è riconosciuto come un simbolo di Salvezza.
Il viaggio continua.

 

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