14 febbraio 2017

Cirillo e Metodio, missionari d'Europa

di Roberto de Albentiis

Oggi, 14 febbraio, nel calendario cattolico latino moderno si festeggiano i Santi Cirillo e Metodio, due dei Patroni d’Europa e gli Apostoli degli Slavi, due fratelli greci che, funzionari alla corte imperiale di Costantinopoli, lasciarono tutto per diventare monaci e, viaggiando su mandato papale e imperiale, furono tra i più grandi propagatori del cristianesimo nell’attuale Europa centrale e orientale, all’epoca ancora barbara e pagana; maestri di fede, lo furono anche di civiltà, visto che la tradizione attribuisce a loro l’invenzione dell’antico alfabeto comune alla gran parte degli attuali popoli slavi.

La loro vita e la loro festa, apparentemente così lontana (la loro parabola umana fiorì nel IX secolo), sono invece molto attuali per noi, anzi, forse ancora di più: perché i due santi fratelli vissero in un contesto di unità e solidità della fede, mentre oggi la fede è indebolita non solo nella società, ma nella stessa Chiesa; e perché i due santi fratelli vissero da figli di una Chiesa che aveva come scopo primario la difesa e la diffusione della verità, in cui magari non si scrivevano tante encicliche, spesso, quelle attuali, verbose, ma si agiva, e si inviavano missionari su missionari per convertire i pagani, scandinavi o slavi, alla vera fede!

Dalla loro vita possiamo ricavare tre lezioni importanti: la prima, Cirillo e Metodio, da sudditi dell’Imperatore di Costantinopoli e da figli del Patriarca e soprattutto del Papa, vennero inviati in missione in sinergia da queste figure così importanti; quanto bene fa l’unione tra trono e altare, se rettamente intesa! Oggi invece non solo non si proclama più la necessità di cristianizzare il trono, ma si fa addirittura dettare la linea alla Chiesa al trono stesso, un trono oggi massonico, secolare, laicista, e che trova in una Chiesa debole e insicura il proprio volgare cappellano.

Secondo aspetto, la missionarietà: apparentemente semplice, oggi addirittura questo aspetto rischia di essere banalizzato. In missione, chiaro, ma per che cosa e soprattutto per Chi? Perché sì, la missione è partire, ma partire per annunciare Cristo, per convertire tutte le genti, addirittura per dare a Lui la nostra vita, qualora ce lo chiedesse. Oggi si fa tanto parlare di missione, ma non si parla mai di Chi è il soggetto della missione, Nostro Signore Gesù Cristo!

Terzo aspetto, la liturgia: i Santi Cirillo e Metodio, autori dell’alfabeto slavo, tradussero il Vangelo e i testi liturgici nell’aulica lingua slavonica, che unì popoli così diversi nel tessere le lodi a Dio. Solo con la Santa Liturgia si può dar retto culto a Dio e insieme istruire il popolo. Quanto ci sarebbe di insegnamento questo aspetto, oggi che la liturgia è così stravolta e bistrattata; eppure ci si dimentica che una sola Messa rettamente celebrata vale più di mille parole. Dovremmo ricordarcene, e dovremmo imparare molto dai nostri fratelli d’Oriente, loro, figli proprio di Cirillo e Metodio, rimasti attaccati a forme verticali e solenni di culto divino.

Preghiamo i Santi Cirillo e Metodio affinchè l’Europa torni cristiana, e preghiamoli anche perché le nostre gerarchie ecclesiastiche, tutte, si dedichino a predicare il Vangelo e non a fare da cappellani all’Occidente scristianizzato!  

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