03 febbraio 2017

Donald Trump e Papa Francesco. Un confronto


di Giovanni Carlini

Donald Trump e il Papa Francesco. In termini sociologici il confronto è particolarmente interessante perchè si studia il cambio di un’era. L’attuale Papa ha rinunciato alle sue posizioni e idee per abbracciare quelle di tutti. Papa Francesco è un perfetto comunicatore. L’ideale come direttore di marketing. Tutto questo la Chiesa lo ha fatto scendendo a patti con i bisogni di quest’era. Concettualmente bellissimo ma disastroso sul piano della continuità nel futuro. Oggi non sappiamo più cosa sia il messaggio religioso. Certo la fede oggi è “ascolto” ma con quali valori? Il Vangelo, in questo papato, è stato ridotto a un’ospedale da campo sotto il fuoco della battaglia. Sicuramente è una strategia vincente sul momento! Ne emerge però una Chiesa confusa che sbanda di cui non si ha certezza.

Esaminando sotto questo punto di vista il confronto tra i 2 statisti è massimo. Papa Francesco ha scelto di perdere la sua identità di valori. Donald Trump ha scelto di lanciare nel Paese dei valori sui quali è stato eletto. 2 mondi completamente opposti. Uno sensibile (troppo) al mondo della comunicazione e al web. L’altro che punta diretto senza esitazione nonostante le critiche. Stabilire chi abbia ragione o torto è veramente sciocco. Qui non esiste chi vince e perde. In realtà o vinciamo tutti o proseguiamo a trovarci nella crisi più acuta.
Assodato che finalmente nella storia abbiamo la scelta tra opposti, cos’è bene per l’Europa 2017? Qui la parola passa agli elettori. La mia personale indicazione è semplice. Immaginandomi naufrago sulla Costa Concordia, avrei preferito un Comandante professionale o un amico simpatico e teso solo a rincuorami? Nei momenti d’incertezza è meglio un interlocutore che ti da ragione o un appiglio certo e sicuro? Quando la nave affonda o sbanda servono ordini certi e sicuri o una benedizione?

http://lnx.giovannicarlini.com/donald-trump-e-papa-francesco-confronti/

 

1 commento :

  1. La strategia di Francesco non è vincente neanche nel breve periodo.
    Mi ricorda la stessa strategia del fu Gianfranco Fini: svendere la storia e la dottrina dell'istituzione che rappresenta, contento di finalmente piacere agli "altri". Ricorderete infatti come tutta la sinistra parlasse bene di Fini quando litigò con Berlusconi e fondò il suo magnifico partito Futuro e Libertà.
    Poi arrivarono le elezioni e quelli di sinistra che applaudivano Fini ovviamente si guardarono bene dal votarlo, mentre il serbatoio elettorale di destra, tradito, era irrecuperabile. Fini è caduto nel nulla.

    La Chiesa non cadrà nel nulla, perché la sorregge Dio, ma il botto di questa baracca "misericordiosa" sarà molto rumoroso.

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