17 febbraio 2017

L'ultimo uomo: la rivoluzione francese ed il secolo dei lumi


di Federico Cavalli

Con questo articolo continuiamo il progetto fatto iniziare con questo pezzo; raccontare ed approfondire le tematiche trattate il 20 gennaio scorso dai professori Enzo Pennetta e Gianluca Marletta, durante l’incontro “l’ultimo uomo” organizzato dal centro studi Minas Tirith

Con la rivoluzione francese si decide dunque di fare a meno di Dio, di creare una società completamente libera da ogni tipo di vincolo religioso, così da poter ottenere un controllo assoluto del potere statale senza essere sottoposti ad una morale umana generata da quel modello antropologico venuto alla luce con la figura di Gesù Cristo; per la prima volta uno stato decide di fare a meno di Dio. La nuova divinità imperante è la dea “ragione”, si instaura dunque un modello sociale del tutto nuovo, frutto di quel movimento culturale chiamato “Illuminismo”. L’esperimento di uno stato senza alcun vincolo morale ed etico, se non quelli imposti della ragione, porta ad un fallimento totale dando inizio ad una delle più violente persecuzioni anticristiane della storia.

La politica antireligiosa suscitò un grande scontento fra la popolazione tanto da sfociare, in alcuni casi, in vere e proprie rivolte, la più famosa delle quali ebbe luogo in Vandea. La controrivoluzione fu fatta principalmente da realisti e cattolici che ritorsero contro la repubblica il diritto all’insurrezione per ottenere la libertà. La rivolta venne soffocata nel sangue, si calcola che su una popolazione di 800000 vandeani ne vennero uccisi più di 117000. Spesso si è soliti, davanti ad atrocità del genere, domandarsi dov’era Dio in tutto ciò; mi domando invece dov’erano l’uomo e la sua ragione in quei momenti. Coloro che operavano per conto della dea Ragione furono i principali artefici delle numerosissime condanne a morte, emanate durante il così detto “regime del terrore”; regime che finì il 9 termidoro dell’anno II (27 luglio 1794) con la caduta e l’esecuzione dei tre più influenti membri del Comitato di salute pubblica: Maximilien de Robespierre, considerato la principale personalità politica del Terrore giacobino, Louis Saint-Just e Georges Couthon.

L’esperimento fallì perché l’essere umano, privato del riferimento divino, crea una società senza freni morali e ciò ha quindi portato alle atrocità rivoluzionarie. Questo particolare risultato viene elaborato da Auguste Comte, filosofo e sociologo francese considerato il padre del Positivismo. Egli ha suddiviso in “fasi le epoche storiche: quella teologica, quella metafisica e quella positiva.
Se la prima rappresenta “l’infanzia del mondo” (la spiegazione dei fenomeni naturali è attribuita ad entità soprannaturali) e la seconda l’adolescenza ( la realtà si spiega attraverso i concetti astratti della filosofia) l’ultima fase è il momento in cui tutte le discipline (etica, politica, filosofia) vengono assoggettate totalmente ad una spiegazione di tipo scientifico. La scienza è quindi strumentalizzata, deviata, modificata per farla divenire il sostituto di qualcosa di cui non può essere, ovvero la religione; la scienza non può sostituirla poiché essa non dirà mai se c’è un fine per le cose.
La contrapposizione fra fede e scienza va quindi rigettata giacché una si occupa del fine delle cose, l’altra della descrizione di meccanismi. Con la rivoluzione francese si passa dal periodo teologico a quello metafisico, l’Illuminismo e la sua Weltanschauung fondano un’altra ideologia, si spodesta il dogmatismo religioso per fare spazio alla necessità di superare le interpretazioni a carattere religioso e animistico trovando, di fatto, un’alternativa al mito della Creazione.

Durante il Secolo dei Lumi la teologia lascia il posto all’indagine del mondo fisico, si vuole e si ha bisogno di una nuova Genesi laica e naturalistica; necessità che incomincerà ad essere soddisfatta grazie agli studi del naturalista Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, che formulò una propria teoria ispiratagli dall’osservazione della rigenerazione degli arti dei gamberi, da cui suppone che l’origine spontanea della vita avviene per via della naturale tendenza delle molecole ad aggregarsi fra di loro secondo delle determinate forme. Teoria smentita dagli esperimenti di Lazzaro Spallanzani, definito da Voltaire stesso “il più grande naturalista d’Europa”.
Il pensiero pre-evoluzionista della teoria di Buffon, secondo cui ogni specie vivente si distingue per piccole sfumature genetiche che nel corso del tempo subiscono lievi cambiamenti, continuò a sopravvivere e ad influenzare le teorie successive . Negli stessi anni in Inghilterra Erasmus Darwin, nonno di Charles ipotizza che gli esseri viventi derivino da un unico antenato comune. Si stavano costruendo tutte le fondamenta necessarie per una nuova società, processo che continuerà ad essere approfondito nei prossimi articoli


 

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