24 febbraio 2017

Non tutti i Guam vengono per nuocere


di Satiricus

Siamo a 5! No, in realtà il numero è anche più alto, ma non importa mettersi a fare la conta, del resto in teologia i numeri non contano (cit. Spadaro), contano i contenuti e le personalità. La quinta personalità è quella del card. Zen, il quale, “in una intervista con EWTN di Raymond Arroyo ha espresso il suo appoggio ai Dubia dei quattro cardinali che chiedono chiarimenti sulla esortazione apostolica Amoris Laetitia - Capitolo 8, ha detto: "Credo che sia una richiesta molto rispettosa, da parte di quei vescovi e cardinali, di avere chiarimenti"”. Meno male che Zen è un vecchio bauco, altrimenti c’era il rischio che qualcuno lo spedisse a Guam, nell’arcipelago della Misericordia. Guam è divenuta improvvisamente celebre dopo il periodico incarico quivi affidato al card. Burke, ma a ben vedere, e a voler fare della dietrologia gratuita e infondata - del resto essere Campari significa concedersi talvolta anche questi sfizietti e queste ragazzate - la mossa Guam avrebbe un precedente (almeno uno). Si tratta, così malignano i Pasquini, del vescovo Savio Hon Tai-Fai. Protetto di Bertone e successore di Sarah alla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, mons. Savio sarebbe stato spedito a Guam dal 6 giugno al 31 ottobre scorso. Qui la sua missione, ma non la sua permanenza, parrebbe essersi conclusa con la nomina ad Arcivescovo Coadiutore con facoltà speciali di S.E. Mons. Michael Jude Byrnes. Ma perché Guam? Perché davvero c’è un caso spinoso di pedofilia che richiede l’intervento di prelati dal cuore retto e dal pugno di ferro? Oppure perché il viaggetto a Guam va pensato come un’occasione per rivedere eventuali propensioni politiche non abbastanza franceschiane? Non so dirlo, fatto sta che, a ben vedere, simili propensioni non mancherebbero nella carriera di mons. Hon Tai-Fai, in quanto “in passato ha avuto a criticare l’incoerenza fra i proclami liberali del governo cinese e le azioni dell’Associazione patriottica in merito alle ordinazioni episcopali”. Un degno figlio di Zen, insomma, e un personaggino non troppo comodo da avere tra i piedi in quel del Vaticano, specie in questo new deal di politiche sinofile. Sia come sia, nell’attesa di chiarirsi il giusto ordine delle cose, consiglio di leggere il discorso di congedo presentato dal vescovo cinese al termine del proprio mandato in quel di Guam, soffermandosi in particolare sui saluti finali. Poche e semplici parole, che sarebbe curioso sentir risuonare anche da altri pulpiti: “I take the opportunity to express my sincerest heartfelt gratitude to all my dear brothers and sisters for all the support, affection, and fraternal corrections to me”. Keep calm and go to Guam!

 

1 commento :

  1. A Guàm c'è da maggio 2016 lo scandalo del vescovo neocatecumenale pedofilo (che aveva commesso molestie e stupri ai chierichetti quando era seminarista e quando era parroco), di altri preti pedofili ed ora è emerso anche il caso di un altro vescovo emerito pedofilo. Inutile aggiungere che lo scandalo si sta allargando.

    Consiglio di dare uno sguardino alle pagine della categoria "Guàm" del blog Neocatecumenali.

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