12 febbraio 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: la conversione dell'ebreo Alphonse Ratisbonne (Parte XXVIII)

di Alfredo Incollingo

Nella ricerca di Dio ci affidiamo troppo spesso alla ragione e alla logica: sono sì fasi importanti, ma sono le basi di questo processo. Pecchiamo di ottimismo razionalista e di gnosticismo, pensando che Dio si possa ridurre a pura conoscenza (matematica). Questa ci può aiutare a comprendere la sua azione nella creazione, ma è Lui stesso che manifesta la sua presenza in noi. Non si può prescindere da ciò: la sua Grazia ci paventa il suo essere e ci accompagna in questa ricerca del divino. In tantissimi casi è la Madre di Dio, Maria, che aiuta i suoi figli a ritrovare la strada: il suo aiuto provvidenziale ha permesso a centinaia, se non a migliaia di uomini e di donne, di contemplare la magnificenza divina.

Probabilmente, quando l'ebreo francese Alphonse Ratisbonne si recò con un amico nella chiesa romana di Sant'Andrea delle Fratte, non immaginava di trovare lì ciò che cercava: Dio. Troppo preso dalle nuove teorie scientifiche e animato da un certo astio anticlericale, il povero Alphonse si smarriva continuamente nel raggiungere il suo obiettivo: la verità. Appena mise piede nella basilica, gli apparve una donna bellissima, la Vergine Maria, e subito la riconobbe, nella stessa posa in cui si trova sulla Medaglia Miracolosa.

Così lo stesso Alphonse raccontò alle autorità durante il processo canonico per riconoscere la soprannaturalità dell'evento nel 1842: “La Vergine non pronunciava alcuna parola, ma compresi perfettamente...provavo un cambiamento così totale che credevo di essere un altro, la gioia più ardente scoppiò nel profondo dell'anima; non potei parlare...non saprei render conto delle verità di cui avevo acquisito la fede e la conoscenza. Tutto quello che posso dire è che il velo cadde dai miei occhi; non un solo velo, ma tutta la moltitudine di veli che mi aveva circondato, scomparve...uscivo da un abisso di tenebre, vedevo nel fondo dell'abisso le estreme miserie da cui ero stato tratto a opera di una misericordia infinita...tanti uomini scendono tranquillamente in questo abisso con gli occhi chiusi dall'orgoglio e dall'indifferenza...mi si chiede come ho appreso queste verità, poiché è certo che non ho mai aperto un libro di religione, non ho mai letto una sola pagina della Bibbia: tutto quello che so è che, entrando in chiesa, ignoravo tutto, e uscendone, vedevo tutto chiaro...non avevo alcuna conoscenza letterale ma interpretavo il senso e lo spirito dei dogmi, tutto avveniva dentro di me, e queste impressioni, mille volte più rapide del pensiero, non avevano solamente commosso l'animo, ma l'avevano diretto verso una nuova vita...i pregiudizi contro il Cristianesimo non esistevano più, l'amore del mio Dio aveva preso il posto di qualsiasi altro amore”.

Fu una conversione immediata, fulminea, come accadde ad un altro miscredente e per giunta persecutore: San Paolo lungo la via per Damasco, dove si recava per perseguitare i primi fedeli di Gesù. Qualche giorno dopo Alphonse si battezzò e nel 1848 entrò nella Compagnia di Gesù, facendo opera missionaria in Palestina.
Il viaggio continua.  

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