19 febbraio 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: la Madonna dei Miracoli (Parte XXIX)


di Alfredo Incollingo

Il Tevere ha rappresentato una risorsa, ma anche un flagello per Roma. Grazie all'imponente corso fluviale la piccola comunità di pastori e di agricoltori è diventata la “città – mondo” che ha civilizzato l'occidente. Quando le piogge imperversavano e la corrente tiberina aumentava di netto il suo vigore, le acque esondavano dal letto del fiume per invadere la pianura circostante, devastando l'agglomerato urbano che era sorto lungo i suoi argini. Per secoli il Tevere ha tenuto sotto scacco la città, meglio di qualsiasi esercito nemico. I Lanzichenecchi al contrario erano dei principianti! Solo la Grazia divina poteva frenare l'irruenza tiberina e gli uomini si appellavano a Dio per ottenere il soccorso.

Il 20 giugno 1325 il Tevere esondò seminando panico e sofferenza nei rioni. Un bambino, caduto nelle acque fangose, invocava l'aiuto materno e delle persone che attonite lo guardavano. Nessuno osava tuffarsi per salvare il piccolo. La madre disperata si inginocchio a pregare l'immagine di una Madonna che era dipinta su un muro lungo il Tevere. Il miracolo avvenne e per l'intercessione di Maria il bambino si salvò. Si riconobbe l'evento sovrannaturale e i romani, colmi di gioia e di fede, edificarono nei pressi del fiume una cappella votiva dove venne conservata la sacra icona. Da allora quell'anonima immagine mariana venne battezzata Madonna dei Miracoli. Nel cinquecento i papi diedero avvio ad un ampio progetto di riqualificazione urbana di Roma. La cappella venne abbattuta ma l'icona venne preventivamente salvata dalla demolizione: ancora oggi è possibile ammirarla nella chiesa di San Giacomo in Augusta.

Nel 1661 papa Alessandro VII, volendo ristrutturare Piazza del Popolo, dispose la costruzione di due chiese gemelle all'imbocco di Via del Corso: Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli. Quest'ultima venne intitolata alla Madonna dei Miracoli, probabilmente come atto di devozione verso la Madre di Dio e di tutti noi, che da sempre ha soccorso il popolo romano. Al suo interno non si troverà l'icona originale, ma una copia, presso al quale è comunque possibile accostarsi per pregare.
Il viaggio continua.

 

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