28 febbraio 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: il Carnevale romano (Parte XXXI)


di Alfredo Incollingo

A Carnevale ogni scherzo vale! E' il motto della celebrazioni del Martedì Grasso, il giorno che precede il Mercoledì delle Ceneri e che segna l'inizio della Quaresima pasquale. La Chiesa Cattolica prescrive quaranta giorni di digiuno e di astinenza in preparazione della Pasqua: è la rievocazione del periodo di tempo che Gesù trascorse nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima di iniziare la sua pubblica predicazione. E' una fase di ingresso nel tempo pasquale, vitale per vivere pienamente la liturgia. La Chiesa Cattolica ha tollerato, mai accettato pienamente, il Carnevale per i toni dissacratori e licenziosi di questa festa, derivanti dagli antichi Saturnalia pagani. Nel Medioevo ha iniziato a iscriverla nel calendario religioso, cristianizzandola di fatto e raccomandando un comportamento gioioso sì, ma non immorale. Era consentito ai fedeli mangiare in grande abbondanza e divertirsi come non mai, prima di iniziare i quaranta giorni di digiuno e di preghiera. Lo stesso nome “Carnevale” deriva dal latino “Carnem levare” o Carnem, Vale”: la diversa forma non inficia il suo significato che sottintende l'eliminare la carne dalla propria dieta. Questo alimento era molto costoso e prelibato nei secoli passati ed era un lusso mangiarne in grande quantità. L'eccesso è quindi simbolizzato da un piatto gustoso e sostanzioso. Si richiedeva un comportamento, soprattutto a tavola, modesto: i propri appetiti andavano sottomessi per raggiungere la perfezione spirituale. Nella Roma medievale e in quella moderna i romani si davano letteralmente alla pazza gioia, prima sul Monte dei Cocci, nel Rione di Testaccio, e poi lungo Via del Corso, dove addirittura venivano disputate alcune gare ippiche (da qui il nome della nota via romana).
Dopo i festeggiamenti c'è il Mercoledì delle Ceneri, quando tutti noi dobbiamo accostarci agli altari e riconoscerci umili peccatori pronti a iniziare un percorso di purificazione, quando il sacerdote ci traccia sulla fronte con la cenere il segno della Croce.
Il viaggio continua.

 

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