31 marzo 2017

Ecco le vere battaglie delle femministe


di Roberto De Albentiis

La vicenda la conosciamo ormai tutti nostro malgrado: sabato 18 marzo, in una trasmissione pomeridiana della RAI condotta da Paola Perego, viene mandata in onda una classifica sui 6 presunti motivi per cui una donna dell’Est Europa sarebbe preferibile come fidanzata ad una italiana: dall’accenno al “fisico marmoreo” e all’aspetto”sexy” (in un bar o in uno spogliatoio maschile se ne sentono di peggio) al fatto che “fanno comandare il proprio uomo” e sono “casalinghe perfette”, non manca neppure uno stereotipo scemo; evitabile? Chiaramente. Una scemenza? Sì. Una cosa che strappa due risate? Ma come no! Ma se le prime ad averci riso sono state alcune donne est-europee, alcune, perfino, che hanno rilanciato con battute o pari classifiche ironiche! O che dire dei fotomontaggi della rete di questi giorni, con classifiche dedicate ai perché del preferire un maschio italiano (“Ti fa comandare”) o una donna del Sud Italia (“Impara fin da bambina a cucinare i patti tipici di otto regioni italiane”)? Una cosa su cui ridere nel fine di settimana tra il 18 e il 19 marzo e magari i primi giorni della settimana seguente? Ebbene no, le femministe si sono subito “indignate”, arrivando a far cancellare la trasmissione televisiva in questione.

Ora, personalmente, non mi dispero per la chiusura di una delle ennesime trasmissioni televisive generaliste dei palinsesti italiani, trasmissione di cui poi ignoravo francamente l’esistenza, ma che sia stata chiusa a seguito delle proteste politicamente corrette delle femministe è uno scempio; la masnada isterica femminista può permettersi di esporre il suo verbo di suprematismo sessuale sugli uomini, dipinti sempre come violenti oppressori (basti pensare agli accenni costanti al “femminicidio” e alla “violenza di genere”, o alle sentenze nei tribunali civili che sono spesso a favore sempre e solo delle donne nelle cause di separazione e divorzio), può permettersi di tacere o addirittura difendere lo scempio dell’utero in affitto (questo non mercifica davvero la donna, anziché qualche pubblicità con signorine succintamente vestite, che pure, però, non si possono criticare se no si cade nella “sessuofobia” e nella “misoginia”?), può imporci gli spottoni a favore delle “famiglie arcobaleno”, può produrre un vero e proprio classismo per di più contro altre donne (vi ricordate le espressioni della Boldrini conto le “donne casalinghe” di alcuni anni fa?), può tacere davanti allo sfruttamento lavorativo femminile (basti per tutti il tragico caso di Paola Clemente, morta di fatica in Puglia due anni fa, ma le femministe si fanno sentire solo per difendere i “diritti riproduttivi”, ovvero condom e aborto senza freni ), ma ehi, davanti al “sessismo”di una trasmissione tv, “nel 2017!!”, non si può tacere, “non una di meno!”, anzi, “non un* d* men*!”!

Il “femminismo”, ancillare alla destrutturazione non solo della società ma dello stesso essere umano, che combatte il fantomatico e inesistente “patriarcato”, che chiede più “diritti” (quali?) quando ha già tutto, è ridicolo al limite della malattia mentale, e questo tassello è solo l’ultimo di questo enorme mosaico che pare un pozzo senza fondo, tanto non ha fine, e quasi viene da invocare davvero l’avvento di un presunto o reale Partito Islamico Italiano, che almeno silenzierebbe queste persone.

Torniamo, per finire, a questa sciocca classifica (pure incompleta, perché non accenna agli svantaggi: ad esempio, non dice, come da altri meme di internet, che dopo i quarant’anni le donne dell’Est diventano “comodini con le gambe e i capelli corti”; per questo meme, invece, nessuna offesa o indignazione?): e se ci fosse del vero in essa? Se l’uomo italiano, europeo occidentale in generale, cercasse un modello di femminilità, e anche di vita familiare e matrimoniale, che non riesce più a trovare in Italia e in Europa? Se l’uomo italiano, nonostante tutto, volesse solamente sposarsi e crearsi una famiglia con una sposa dolce e affabile, con cui condividere un progetto e una comunanza di vita? E se l’uomo italiano, dopo decenni di ideologia femminista, che ha rovinato in primis le donne, non riuscisse più a trovare la sua metà se non nella donna dell’Est, che, oltre ad essere bella, crede ancora in certi valori?

Femministe (non donne, perché non tutte le donne accettano la categoria del femminismo), ma farsi una domanda, porsi un’autocritica, a quando? Non è che siete state voi stesse a rovinare, oltre alla società, proprio tutte le donne? Non è che la logica di supremazia e aggressività, unita al vittimismo e alla destrutturazione della famiglia e della stessa idea di maternità e femminilità, vi ha portato allo scontro frontale e perenne, a prescindere, con gli uomini (ridotti a penose alternative: rimanere celibi, dedicarsi alla prostituzione o all’omosessualità, oppure ricercare altrove, come l’Europa orientale, il proprio sogno d’amore)? Prima di attaccare una sciocca classifica, di cui essere le prime a ridere (se non si offendono le donne dell’Est, perché dovreste sentirvi offese voi?), guardate dentro di voi, e cercate di capire i vostri errori.

http://www.motoretrogrado.it/2017/03/24/ecco-le-vere-battaglie-delle-femministe/

 

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