18 marzo 2017

Giuseppe, il nome più bello che ci sia

di Alfredo Incollingo

Giuseppe è un nome bellissimo perché è un concentrato di amore paterno. Chi meglio di San Giuseppe sa cosa vuol dire essere padre! Ne ha passate tante e non ha mai smesso di amare Gesù e di riconoscere il grande dono che Dio gli ha concesso.

Essere padre è un dono perché significa dare tutto sé stessi per la cura dei propri figli: non solo nel generarli, ma anche nelle cure. Il lavoro, il proprio tempo libero e le proprie energie sono spesi per dare solidità alla vita del proprio pargolo. E noi, tuttavia, siamo spesso irriconoscenti nei suoi confronti. Quante volte lo abbiamo insultato, purtroppo, e quante volte abbiamo speso lacrime nel gridare la nostra antipatia nei suoi confronti! Eppure lui non smette di amarci, perché nei momenti di difficoltà ci conforta e tra le sue braccia troviamo la serenità che cerchiamo. Un papà c'è sempre e non manca mai di aspettare suo figlio, anche quando questi si mostra iracondo. Perdona le nostre colpe, perché sa che l'intemperanza giovanile è passeggera e che capiremmo alla fine quanto sia stato fondamentale per la nostra vita. Capiremo un giorno i suoi insegnamenti e testimonieremo il suo affetto ai nostri figli.

Anche Gesù avrà chiamato Giuseppe “papà”. “Papà” è una parola cosmica. E' la parola che pronunciavamo quando da piccoli volevamo allontanare l'insensatezza della vita. Tra le sue braccia, nel suo abbraccio, trovavamo quel confine sacro e inviolabile che ci proteggeva da una vita che ci appariva minacciosa. Nelle sue parole trovavamo il significato del vivere e il conforto che ci aiutava a sopportare il trascorrere dei giorni. Giuseppe è un nome bellissimo che ricorda l'importanza del padre nella nostra vita. Senza il papà c'è l'insensatezza, c'è la vertigine e manca un senso alle nostre esistenze.  

La generazione attuale soffre l'assenza paterna, Edipo pare aver vinto la sua battaglia. I suoi progetti nichilisti sono sabotati da Telemaco che parte per il mare alla ricerca del padre disperso e poi alla fine ritrovato. Questa riscoperta deve avvenire con San Giuseppe che è latore di una paternità responsabile e matura e pronta al dono per il bene della propria famiglia. Nella Sacra Famiglia pare avere un ruolo marginale, rispetto a sua moglie Maria e a suo figlio Gesù. Invece è un titano che prende sulle spalle il difficile fardello di essere padre e di esserlo per un figlio speciale.
Giuseppe svolge questo ruolo in silenzio, come tanti papà, che ogni giorno perseverano nell'amare e nell'educare i propri bambini. Oggi quale silenzio avvolge il padre? Il silenzio della sua inesistenza, perché la sua personalità si è eclissata. Quest'immagine si riverbera nelle coppie divorziate, dove il papà è latente e molto spesso subisce le angherie della legge e di un'ex coniuge rapace. Oppure nelle famiglie “libere”, dove i genitori sono ridotti a pure presenze. Invece San Giuseppe, pur nel silenzio, agisce senza gloria né avidità. E' un papà per Gesù e come tale lo cresce in vista della sua missione in Terra. Non tutti i figli sono i Messia, ma tanti papà oggi affrontano le stesse difficoltà d'allora, con i problemi dovuti ad una società che li rinnega. Giuseppe è un nome bellissimo, lo abbiamo già detto, perché è un carico di virtù e d'amore inestimabile. Prezioso è questo nome.

 

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