22 marzo 2017

Il telescopio di Padre Ephrem

(O RETORICHE FRA ALIENI E PROTESTANTI)

«Noi che abbiamo per amica la verità e i dogmi della verità, non seguiremo affatto gli eretici, ma calcando le vestigia della fede lasciataci dai santi padri, custodiremo contro tutti gli errori il deposito della divina rivelazione». (In Ioann., 1. X - San Cirillo di Alessadria)

di Matteo Donadoni

Forse qualcuno più preparato del sottoscritto si ricorda quali sono le leggi dell’argomentazione probabile. Queste vengono studiate dalla topica e applicate dalla retorica. La retorica è quella parte della logica che cerca di argomentare in modo persuasivo sui contenuti (solo) probabili.
Contenuti probabili, perché in retorica non si fa una dimostrazione vera e propria, ma, nei vari piani di abilità pratica, dal professionismo delle aule giudiziarie al linguaggio spiccio del bar, essa è il meccanismo usuale con cui noi accettiamo abitualmente ciò che è vero o ciò che è falso, indipendentemente dalle dimostrazioni. A ben vedere, sono ben poche le affermazioni rigorose che ci capita di sentire o di esprimere. Per quanto possa non piacere, viviamo immersi nella retorica, se non addirittura nelle fallacie sofistiche, più di quanto non crediamo. Inutile lamentarsi delle fake news. Il mondo moderno sarà sempre pronto a cercare di convincervi che un normalissimo cimitero di un orfanotrofio irlandese non sia altro che una fossa comune celante non si sa quali orribili delitti. La verità è che siamo tutti collocati in una situazione di ordine persuasivo. Non è un male in sé, ma occorre attenzione.

Ad esempio, una mattina di fine inverno, ben prima dei festeggiamenti per San Patrizio, potreste svegliarvi con la notizia di rilevanza mondiale secondo la quale il telescopio “Cosoweltanmarzius”, alla radice quadrata del venticinquesimo di unmilionequattromilaseialfa fratto radice di zenzero alla quattordicesima potenza, ha visto il Big Bang! Mah. Notizia verificabile? Chi ha guardato nel telescopio? E se il costruttore della lente avesse sbagliato? Non è dimostrato. Infatti le dimostrazioni incontrovertibili sono pochissime. Il resto è demandato all’autorità, dobbiamo credere all’auctoritas del guardone. Perché siamo tutti collocati in una situazione di ordine persuasivo. Nell’ordine persuasivo, dice Aristotele, conta molto ciò che viene detto, ma conta di più chi lo dice, a chi lo dice e come lo dice. Nella situazioni di persuasione si studiano gli argomenti dal punto di vista retorico, non sono dimostrazioni scientifiche.

Dunque, ci hanno presto edotti che nel sistema solare Trappist-1, a ben 39 anni luce da noi (quantità matematica non concepibile da un uomo comune) ci sono ben sei pianeti potenzialmente simili al nostro, ma lo hanno fatto premurandosi di mostrarci immagini a colori contenenti pianeti visibilmente coperti da oceani, ventilando la possibilità che vi sia vita extraterrestre, che poi in realtà è il vero scopo della loro ricerca. Ovvero la definitiva defenestrazione universale della Terra come centralità assiologia cosmica. Tutto ciò in base alla distanza dalla stella nana in rapporto alla massa del corpo celeste dato. Ora, è evidente che l’immagine è stata elaborata al computer, oltretutto come si fa da un’immagine elaborata ex post a sapere di cosa è composta l’atmosfera di quei pianeti? Certo, se esistessero forme di vita biologicamente funzionanti in un’atmosfera satura di metano sarebbe il loro trionfo ecospaziale. Ciò non di meno il fatto non ha impedito a chiunque di parlarne per giorni, ovviamente sull’onda emotiva. Fosse vero, pazienza.

Esistono tuttavia situazioni ben più gravi ed urgenti per noi, come l’intercomunione con i luterani ad esempio. Basterebbe verificare un attimo cosa ha detto il fondatore della setta luterana, la quale, non avendo un Ordine sacro, tecnicamente non si può nemmeno definire chiesa, oppure verificare in cosa essi credano o, soprattutto, in cosa non credano per sapere immediate che non è possibile nessuna intercomunione.
Certo, mi devo fidare dell’auctoritas dei libri, o a volte di chi pubblica in internet, o di wikipedia. Come in genere, se vado dal medico per un medicinale, mi fido della sua autorità medica, e in genere, devo dire, me la cavo.

E l’autorità religiosa? La gerarchia cattolica vorrebbe persuaderci che l’intercomunione con i luterani sia cosa buona, contando sul fatto che il sentimentalismo imperante, fondato sull’ignoranza, abbia talmente offuscato le nostre menti (onda emotiva) da farci accettare le peggiori novità teologiche. Peccato che, come detto, il cosiddetto “ministero” esercitato nelle comunità protestanti da cosiddetti “pastori” non ordinati da nessuna autorità proveniente dalla successione apostolica, non abbia alcun valore sacramentale. Dato che questi signori sono de facto semplici laici, la loro cosiddetta “Cena” non è una Messa, e in quel rito non avviene assolutamente nulla di soprannaturale, si può agilmente inferire che un'eventuale “concelebrazione” tra ministri di queste diverse confessioni è non solo una impostura teologica, ma anche, come ha intuito don Elia, qualcosa di impossibile a livello logico e metafisico. Perché, a causa delle intenzioni di una parte concelebrante, che non vuole fare ciò che la Chiesa vuole, avverrebbe e insieme, allo stesso tempo e sotto lo stesso aspetto, non avverrebbe la Transubstanziazione. Dunque, questo processo io lo chiamo sacrilegio.

D’altra parte, dovrei essere persuaso dall’omelia di un pastore come quello incardinato nella mia ex parrocchia cattolica (ora non saprei come definirla), in cui, come dicono, si sosteneva la non veridicità sostanziale dell’episodio dei quaranta giorni di digiuno di Gesù nel deserto? Certamente no. Mi ricordo benissimo invece la spiegazione che ne fece qualche anno fa il mio amico padre Ephrem, profugo siriano ospite in casa di mio padre: Gesù soffrì la fame per quaranta giorni per la sua natura umana, ma non poté morirne, in forza della sua natura divina. L'argomento, unitamente alla testimonianza diretta, permette di confutare anche l’affermazione che trovate riguardo alla Chiesa Ortodossa Siriaca (per la verità scismatica, ma che accetta il primato d’onore di Pietro) su wikipedia, dove si sostiene erroneamente sia una chiesa monofisita. Pare che a Calcedonia vi fu un equivoco linguistico.

Il padre è uno dei monaci del monastero di sant'Ephrem fuggiti dalla Siria, ad oggi è l’unico rifugiato mai ospitato nella mia parrocchia, che al netto di tanta retorica clericale immigrazionista, a famiglie sta a 0ⁿ. Ora vive in Svezia, vicino Göteborg, prima città islamica del paese, dove, nonostante problemi cardiaci, ha dovuto costruire da solo e dal nulla una comunità religiosa costituita da profughi della Siria e dell’Iraq. Ma ha il telescopio della fede padre Ephrem, vede lontano, si occupa di 240 famiglie, cui fa personalmente visita a turno ogni giovedì. Ha formato un coro per accompagnare la liturgia, che per gli ortodossi è importante, e non utilizza l'antica anafora di Addai e Mari, propria della sua tradizione, e che si vorrebbe inserire nel canone della Messa cattolica al fine di creare anfibologie liturgiche. Circondato da mussulmani aggressivi e luterani che tengono più che altro ad apparire teneri ed accoglienti, per dimostrare quanto sia migliore e umana la loro setta e così convertirli, addirittura sta costruendo una chiesa. Non sono per nulla persuaso che cercare l'unificazione con chi si è separato in modo violento teologicamente e sanguinario politicamente sia un'idea intelligente. Noi cattolici dovremmo prima cercare di sanare i pochi problemi politici con gli ortodossi, altrimenti, per non cedere qualche privilegio ecclesiastico, finiremo per tenercelo e, in cambio, per cedere il bene più prezioso che abbiamo, la Messa.  

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