24 marzo 2017

Islam e Occidente: i retroscena di un confronto millenario


di Alfredo Incollingo

Il 16 marzo presso il Museo di San Salvatore in Lauro, a Roma, si è tenuto il convegno d'approfondimento “Islam e Occidente: per finirla con lo scontro di civiltà”, organizzato dal giornalista Sebastiano Caputo, direttore de “L'Intellettuale Dissidente”. Il quotidiano telematico affronta da anni la questione dei rapporti tra oriente e occidente, cercando di smascherare i pregiudizi e le mistificazioni che avvolgono questo delicato tema. Ad apertura del convegno Caputo, che ha conosciuto in prima persona la situazione siriana, ha dichiarato lo scopo del convegno: parlare di Islam e dell'Occidente al di là della destra e della sinistra, al di là delle loro rispettive visioni del problema. Né la destra né la sinistra sono in grado di darci una ricostruzione generale e veritiera del millenario confronto tra il mondo musulmano e quello europeo, perché entrambi gli schieramenti si soffermano su determinati punti e problemi, tralasciando il resto. Accanto a Caputo, che ha introdotto i lavori del dibattimento, insieme all'editore Lorenzo Vitelli (Casa Editrice “Circolo Proudhon”), sono intervenuti lo storico Franco Cardini, Professore Emerito di Storia Medievale all'Università di Firenze, e il giornalista Alberto Negri, storico inviato del Sole 24 Ore in Medio Oriente e in Asia.

Il professor Cardini, medievalista italiano e fiorentino, ha affrontato in diversi studi il rapporto tra l'Islam e l'Occidente, sottolineando la complessità delle relazioni tra l'Europa e il mondo musulmano. Non si può parlare solo di conflitti, ha affermato, ma anche di momenti conviviali, di reciprocità culturale. I sostenitori dello “Scontro di civiltà” insistono sui conflitti sanguinosi, dimenticandosi delle influenze tecniche e culturali apportate dall'oriente nell'occidente, per esempio. Pensiamo al campo della filosofia e della scienza, sostiene Cardini, lo scibile greco, conservatosi in Persia o in Siria, venne tramandato in Europa dagli intellettuali musulmani durante le Crociate. Gli esempi di reciprocità tra oriente e occidente sono moltissimi così come non si devono dimenticare le guerre che li hanno opposti. Cardini insiste sulla necessità di sgombrare lo studio sul Medio Oriente da tutte le ideologie, che siano di sinistra o di destra, per poter comprendere ampiamente il problema. Ciò cui assistiamo oggi non ha come causa la religione, ma l'economia. Il post-capitalismo, la nostra economia finanziaria, con la globalizzazione cerca di imporre un controllo subdolo sulle nazioni arabe e il revanscismo islamico è la lotta esasperata di questi popoli contro un Occidente predatorio.

Alberto Negri, che ha vissuto per anni in Medio Oriente e sui principali teatri di guerra dell'ultimo decennio, ha narrato la storia delle relazioni tra occidente e oriente dalla seconda metà del novecento fino ai giorni nostri. Solo rifacendosi alla storia degli ultimi decenni, afferma il giornalista, è possibile comprendere gli sconvolgimenti attuali. Furono gli Stati Uniti ad armare i talebani durante l'occupazione sovietica dell'Afghanistan nel 1979. Quando gli americani desistettero dal portare guerra contro le altre nazioni miscredenti, costoro le si rivoltarono contro usando gli stessi fondi economici e le stessi strumenti da loro concessi. La politica estera americana è stata un totale fallimento, ritiene Negri: si sono sabotati governi legittimi, fino a rovesciarli, per imporre regimi sensibili alle strategie americane. Pensiamo alla Libia, all'Iraq o alla Siria, dove Assad resiste agli assalti dei “ribelli moderati” e alle pressioni internazionali. Che cosa ha prodotto tutto ciò? Il disordine che si vive nel Medio Oriente. Israele, gli Stati Uniti e la Turchia hanno giocato per imporre la propria presenza in quelle zone geografiche a scapito di nazioni che da secoli detengono una certa egemonia, come l'Iran o la Siria, afferma Negri. La Turchia in particolare ha sostenuto qualsiasi campagna di disinformazione e di sabotaggio dei governi occidentali contro i suoi rivali orientali per acquisire la supremazia. Gli occidentali, l'Unione Europea in particolare, applaudirono ai golpisti che nell'agosto scorso tentarono di rovesciare Erdogan. Il leader turco ha dovuto alla fine rivolgersi alla Russia di Putin che si è impegnata nella lotta al terrorismo sostenendo l'Iran e la Siria. Uno scacco matto per una nazione ha provato a vincere.

Cosa emerge da questi interventi? La religione, secondo Negri e Cardini, non è la causa principale dei conflitti mediorientali. I principali moventi del disordine politico e sociale sono l'economia e gli interessi egemonici. Come nel passato, così nel presente, lo scontro tra Europa e Medio Oriente ha una natura prettamente materiale e la religione è una sovrastruttura per giustificare le azioni più nefaste.

 

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