05 marzo 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: la fonte olearia trasteverina (Parte XXXII)


Foto da tesoridiroma.net
di Alfredo Incollingo 

A Trastevere non ci sono solo i coltelli, giovani inquieti pronti alla rissa, bordelli e il clamore popolare. O almeno non è più così da molti decenni. I poeti romani dell'ottocento ci hanno trasmesso questa colorita immagine del noto rione, ma Trastevere, oltre ai locali notturni di oggi, offre tante isole di contemplazione religiosa.

E' il quartiere (ex) popolare più antico della città e qui hanno trovato la morte e la sepoltura diversi martiri durante le tante persecuzioni, come Santa Cecilia (alla quale è dedicata una basilica). Si racconta che nel 38 a.c. nel luogo dove oggi sorge la basilica di Santa Maria in Trastevere zampillò dal terreno una fonte oleosa. Questo miracolo sorprese i pagani che non seppero comprendere le ragioni di quell'evento. Quando il cristianesimo iniziò a penetrare a Roma, i primi fedeli di Gesù capirono il significato di quel miracolo. L'autore era Dio e l'olio che sgorgò dal terreno richiamava l'Unto del Signore: in questo modo si preannunciava all'umanità la venuta di Cristo, ma i pagani non compresero ciò che i cristiani afferrarono immediatamente, illuminati dalla Grazia divina. Nel III secolo d.c. San Callisto I papa fece costruire un oratorio per ricordare il miracolo e, quando le persecuzioni cessarono, San Giulio I papa nel 340 edificò l'attuale basilica di Santa Maria in Trastevere, tra l'altro la prima dedicata alla Vergine. Le spoglie di San Callisto riposano all'interno della chiesa, essendo state traslate lì in epoca medievale. I locali affollano Trastevere e il disordine della movida notturna e alcolica pare riportare alla luce la sciatteria e l'irruenza dei bulli di Belli o di Trilussa. Invece all'interno del rione si trova una delle più antiche basiliche romane e nella sua penombra è possibile trovare la pace necessaria per pregare. Il viaggio continua.  

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