12 marzo 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: Santa Francesca Romana (Parte XXXIII)

di Alfredo Incollingo

Venendo dal Colosseo, lungo Via dei Fori Imperiali, possiamo ammirare sullo sfondo la basilica di Santa Francesca Romana, edificata sulle rovine dell'antico tempio di Venere e di Roma. Non può sfuggire allo sguardo del turista né del romano perché emerge dalle rovine di quella che una volta era il Foro Romano. La sua posizione ideale la esclude dal contesto cittadino e dal suo disordine e pare un'isola di contemplazione tra le placide rovine.

La chiesa venne edificata nel IX secolo con una diversa titolazione, Santa Maria Nova, su una precedente costruzione religiosa, forse un oratorio. Quando nel XV secolo le spoglie di Santa Francesca Romana furono traslate al suo interno, la basilica assunse l'attuale intitolazione.

Ma chi era Santa Francesca Romana? Era una nobildonna, appartenente ad un ricco e potente casato trasteverino. A soli dodici anni fu costretta a contrarre un matrimonio con un uomo più grande di lei, Lorenzo de' Ponziani, imparentato con papa Bonifacio IX, rinunciando probabilmente ad una sentita vocazione religiosa. Questa unione le avrebbe assicurato grandi onori e ingenti ricchezze. Nel 1425 si offrì comunque come oblata della Vergine Maria nella chiesa di Santa Maria Nova, insieme a nove compagne. Continuarono a vivere presso le loro famiglie per anni, in castità e rinunciando ai beni terreni, fino al 1433 quando la stessa Francesca, rimasta vedova, acquisì una residenza nel rione Campitelli, alle pendici del Campidoglio, per fondare una propria comunità monastica, le Oblate di Santa Francesca Romana tuttora esistente. Oggi è possibile recarsi a pregare a Santa Francesca Romana sulla tomba della santa o è ancora possibile visitare e partecipare alla funzioni religiose nel monastero di Tor de' Specchi, dove sono conservate alcune reliquie (i vestiti e un dito della santa).
 

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