19 marzo 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: Carità, Sassoni e “mignotte” (Parte XXXIV)


di Alfredo Incollingo

Il cristianesimo è stata una rivoluzione, la più grande per Benedetto Croce. Questo stravolgimento della storia non è avvenuto con le armi o cavalcando ideologie disumane, ma nel segno della carità e della fratellanza. Fede, speranza e carità sono i tre presupposti della rivoluzione cristiana e i Vangeli fanno della Parola di Dio la sostanza di questa cambiamento. Non furono semplici parole, ma “verbi incarnati” nella persona di Gesù, quindi non erano e non sono concetti astratti, ma vivi e carnali.
La predicazione e i miracoli di Cristo sono “exempla”, moniti ai suoi apostoli e a quanti lo seguivano affinché accogliessero con fede (e con le opere) la Parola di Dio.

La Chiesa Cattolica nacque all'insegna della carità: quale corpo manifesto di Cristo agì in suo nome, costruendo il più vasto e efficacie “Stato sociale” della storia. Si trattava di una rete di conventi, ospizi, ospedali e case d'accoglienza che davano aiuto e ristoro ai poveri e ai derelitti. Mentre le società pagane avevano ignorato un sentore di fratellanza e di carità, con la civiltà cristiana si afferma il valore sacro del mutuo soccorso sociale, la necessità di alleviare (e non annullare) le piaghe dell'umanità: con grande realismo si cercava di arginare la miseria dove tendeva a manifestarsi.

Fu così che nel 1198 iniziò a Roma la costruzione di un primo ospedale della storia europea, il Santo Spirito in Sassia, nel Borgo di Santo Spirito, tra il Tevere e il Vaticano. Al suo interno per secoli furono ricoverati infermi, malati e furono ospitati gli orfani che le donne romane lasciavano in affidamento. Il termine romanesco “mignotta” deriva dalla definizione “mater ignota” (madre ignota) che indicava i piccoli ospiti senza famiglia.

La nascita del Santo Spirito in Sassia, il primo di una rete di ospedali dedicati alla Terza Persona della Trinità, fu possibile per diretto interessamento di papa Innocenzo III e del frate Guido di Montpellier. Lo stesso anno di fondazione del nosocomio il papa aveva approvato l'Ordine di Santo Spirito, inaugurato dal religioso francese nella sua città natale, che si occupava in Francia, in Italia e nel resto dell'Europa di portare soccorso agli ultimi. Montpellier guidò per tutta la sua vita questa straordinaria macchina caritativa, non equiparabile alle moderne Ong: il personale, per esempio, era costituito non solo da medici ma anche da infermieri che aveva scelto di dedicarsi interamente alla cura dei malati. Non si trattava di moderni stipendiati, ma di missionari. Allo stesso modo le Suore del Santo Spirito si occupavano di accogliere gli infanti che in anonimato le donne romane lasciavano in ospedale. Oppure tramite una ruota girevole esterna, la Ruota degli Esposti, era possibile lasciare inosservati il figlio non voluto. Si poneva il neonato al suo interno e la si girava: una volta dentro l'edificio le suore recuperavano il bambino in fasce.
Il viaggio continua.

 

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