26 marzo 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: la meridiana degli Angeli (Parte XXXV)

di Alfredo Incollingo

Nell'antichità i sapienti erano soliti sfruttare le posizioni privilegiate dei templi pagani per scrutare il cielo e le stelle. Il moto degli astri sembrava fornire ai sacerdoti gli indizi indispensabili per prevedere il futuro: gli esiti di importanti battaglie, le decisioni di governo o la prosperità della città. Il cristianesimo ribaltò l'idea che i corpi materiali avessero un'anima e tanto meno fossero in grado di fornire agli uomini le tracce per comprendere il loro destino. Lo studio della natura poteva dimostrare razionalmente la presenza di un Creatore che aveva creato e ordinato ogni cosa. Il Dio cristiano non è però riducibile a un Grande Regista, ma è anche quel Dio d'Abramo o d'Isacco che ci parla e ci fa dono della sua Misericordia e che si è incarnato per salvare i suoi Figli. Più di un dio pagano e più di un Ente trascendente e matematico, Dio è un Padre.

Anche le chiese cristiane ospitarono al loro interno per secoli antichi e noti osservatori astronomici. Prima della fondazione dei primi centri scientifici ufficiali, che risalgono agli inizi del settecento, le cattedrali, grazie alle loro elevatezze, fornivano agli studiosi un punto d'osservazione importante. Gli astronomi potevano scrutare le stelle e formulare le prime teorie astronomiche che avevano un carattere prettamente pratico: la scienza, più che semplice speculazione, come oggi, era rivolta a soddisfare le esigenze pragmatiche dell'uomo medievale e moderno. Fu così che l'astronomia, per esempio, serviva a perfezionare gli strumenti utili per la navigazione.

Sempre nelle chiese furono condotti i primi studi per calcolare con esattezza matematica il calendario gregoriano. A Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica, vicino la stazione ferroviaria di Roma Termini, si trova una delle prime meridiane costruite per risolvere i problemi di calcolo del calendario.

Fu costruito nel 1700 per volere di papa Clemente XI e fu commissionata al religioso e astronomo Francesco Bianchini in occasione del Giubileo di quell'anno. La meridiana servì alla commissione incaricata dal papa per vagliare la correttezza del calendario gregoriano: in gioco vi era la definizione del giorno della Pasqua, che varia ogni anno. I protestanti, così come gli ortodossi, avevano mantenuto in auge il calendario giuliano per contestare in questo modo la presunta egemonia cattolica anche nel definire la cronologia dei riti e delle festività liturgiche annuali. L'Europa quindi si ritrovò spaccata tra le nazioni protestanti (e ortodosse) giuliane e quelle romane invece gregoriane. Cosa emerge da questa vicenda? La storia, naturalmente, le contrapposizione tra le varie confessioni cristiane, ma anche un altro aspetto: il mecenatismo scientifico dei papi, quali Clemente XI, e di tante altre autorità della Chiesa che hanno permesso il progresso della scienza.
Il viaggio continua.  

0 commenti :

Posta un commento