23 aprile 2017

Immigrazionismo e misericordia a corrente alternata: ecco la Chiesa di Francesco e Galantino

di Alessandro Rico

Dopo la sparata del direttore di Avvenire sui «tre quarti dei casi» nei quali cattolici e grillini avrebbero «la stessa sensibilità», non poteva non arrivare monsignor Galantino, segretario generale della Cei, a correggere il tiro. È questo uno dei tratti distintivi del pontificato di Francesco: fare e disfare, dire e disdire, dichiarare e smentire.
Si sarebbe potuta persino accogliere con giubilo l’inversione di rotta di Galantino, affidata a una breve intervista al Corriere della Sera. Peccato che, dopo una fugace allusione ai «temi per noi sensibili», che però monsignore si guarda bene dal nominare esplicitamente, la virata del capo dei vescovi si sia concentrata sulla sola ossessione del nuovo corso bergogliano: i migranti. Evidentemente i grillini, che si sono accodati alla platea di indignati accortisi della colossale presa per i fondelli da parte del circo mediatico-sentimentalistico sui naufragi dei barconi, che l’Italia incoraggia a salpare lasciando che le imbarcazioni delle Ong stazionino a poche miglia nautiche dalla costa di Tripoli, sono troppo lontani dall’imperativo no borders sposato dal Vaticano. La Chiesa del nuovo corso vuole abbattere le frontiere, costruire ponti anziché muri e chissenefrega se il Parlamento, dopo aver legittimato matrimoni e adozioni gay, adesso sta battendo la via italiana all’eutanasia, incalzato dalle gite in Svizzera di Marco Cappato.

Davvero curiose le priorità di Galantino, il quale assicura che in Curia nessuno è preoccupato per le sorti dell’8x1000. La Chiesa abbandona famiglie, bambini abortiti nei grembi e malati condannati a morire di fame e di sete, per ricomprarsi la battaglia della sostituzione etnica. Ovvero, per importare un esercito di musulmani – come se la Storia non dimostrasse che dovunque si installa, l’Islam finisce per soppiantare le altre religioni. È una strategia talmente miope, che si fa fatica a credere sia dettata soltanto dalla promessa dei 30 euro a richiedente asilo distribuiti ai vari centri di accoglienza cattolici. Probabilmente i vertici della Chiesa si sono davvero convinti di fare così la volontà di Cristo; un Cristo riadattato a uso e consumo della postmodernità, certamente, un Cristo ecumenico, per il quale una fede vale l’altra, e materialista, perché concepisce il prossimo solo come un fascio di bisogni, anziché come un’anima da strappare alle tenebre dell’ignoranza del Vangelo.

È ben strana pure la misericordia a corrente alternata di papa Francesco: alacre con omosessuali e immigrati islamici, meno entusiasta nei confronti dei cristiani del Medio Oriente o della povera gente del Venezuela, trascinata nella disperazione dall’ennesimo strampalato esperimento socialista di Maduro. Un articolo del Foglio ha anzi fatto notare come Bergoglio, piuttosto che delle violenze perpetrate sulla popolazione dal successore di Chavez, o della sottile persecuzione del clero da parte del boliviano Evo Morales (quello del crocifisso con falce e martello, per intenderci), si sia preoccupato di indirizzare una lettera al presidente brasiliano Michel Temer, che contiene una preghiera tutta speciale: un’invocazione alla Madonna affinché protegga il popolo da «las fuerzas ciegas y la mano invisible del mercado».

Non c’è che dire, quanto a creatività: la preghiera contro il liberismo selvaggio mancava dal repertorio delle bergogliate. Saranno state «le forze cieche e la mano invisibile del mercato» a svuotare i supermercati in Venezuela? O un complotto degli americani? Sarà stata la mano invisibile a indurre l’ex mito della sinistra mondiale, il socialista brasiliano Lula, a farsi corrompere da una compagnia petrolifera, o a fare in modo che nel Paese del samba i protestanti raccogliessero sempre più proseliti, mentre il numero dei cattolici si va assottigliando? Il timore è che se pure in Sud America volessero costruire ponti anziché muri, l’Europa dell’accoglienza non avrebbe posto per i cattolici minacciati dai narcos, bersagliati dai guerriglieri, o ridotti alla fame dal chavismo. Se non sono musulmani, noi non li vogliamo.

 

0 commenti :

Posta un commento