16 aprile 2017

La Santa Pasqua e il risveglio della luce e della natura

di Roberto De Albentiis

La solennità pasquale, in cui si rivive e commemora la Resurrezione del Santissimo Signor nostro Gesù Cristo, cade sempre, per singolare disposizione provvidenziale ed ecclesiale, nei mesi di marzo/aprile, ovvero quando le giornate sono via via più lunghe, luminose e calde e quando la natura, dopo il freddo inverno, si risveglia con i suoi colori e la sua vitalità.

Ciò è perfetto per accogliere la rinascita e il trionfo del Signore della Vita, del Dux vitae mortuus regnat vivus. Anche liturgicamente assaporiamo ciò: dopo il viola e il nero dei paramenti della Quaresima e della Settimana Santa, soprattutto del Venerdì Santo, dopo le chiese buie per l’ufficio delle tenebre e per la veglia, vediamo il trionfo delle luci e delle candele accese, del cero pasquale, dell’oro e dell’argento dei paramenti pasquali, delle campane che suonano a festa.

Non c’è nessuna preoccupazione o tristezza che possa distoglierci da questa gioia, non contano i peccati e le aridità del passato periodo quaresimale, e non contano i nostri sconforti: Cristo è risorto, e questa è l’unica cosa che conta, l’unica cosa che fonda la nostra fede e in generale fonda la nostra vita.

La gioia cristiana non è una sciocca e vuota gioia mondana (così come l’amore cristiano nulla ha a che vedere con l’amore mondano), non è che non si riescono a vedere o vivere le sofferenze, proprie o altrui, ma proprio grazie alla luce della Resurrezione, e della passata Passione, riusciamo a vedere il vero e ultimo senso di tutto, anche di ciò che non capiamo. In questo mondo che ha scordato Dio, in cui la stessa Sua Chiesa oggi pare aver paura di portare la lieta notizia del Regno e della Resurrezione, e in cui la cultura della morte predomina come non mai, la Resurrezione è l’antidoto al male, come lo è stato 2000 anni fa e come lo sarà per sempre, come lo è per le nostre deficienze personali così come lo è per i guasti della vita pubblica.

“Signore, l’ora è vicina, la Vostra luce sta per risplendere improvvisamente sulla collina. Noi ci troveremo là, nonostante tutto: vergognosi e tristi. Date ardore ai nostri cuori con la Vostra sfolgorante dolcezza, dateci il calore e la purezza di quel fuoco divino da cui Voi scaturite. Noi stiamo prostrati al limitare del Vostro Sepolcro. Signore, fate sprizzare nelle nostre anime vinte la scintilla della Resurrezione!” come scriveva Leon Degrelle nel suo “Militia”.

A tutti i lettori di Campari & de Maistre, una santa Pasqua di Resurrezione, che Cristo possa regnare e vivere dentro di noi, per rendere la nostra vita una gioia perché Cristo è risorto! “Cristo è risorto, con la Sua morte ha distrutto la morte e ha ridato la vita a coloro che giacevano nei sepolcri ”, come canta la Chiesa d’Oriente, Oriente che, da Pasqua fino a Pentecoste, fa sostituire i normali saluti con un “Cristo è risorto, è davvero risorto!”.  

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