14 aprile 2017

Nell’epoca della menzogna, viviamo la Verità

di Giorgio Enrico Cavallo

Siamo nella Settimana Santa. Giorni che evocano il Tradimento per eccellenza, quello commesso per trenta denari. Quello che costò la vita sia a Cristo che a Giuda, che per la vergogna corse ad impiccarsi. Perché, signori, i tradimenti costano cari. Sempre.
Mi si permetta di sfruttare la Passione di Nostro Signore per introdurre una breve riflessione sul panorama politico mondiale. Un mondo nel quale tutto sembra sottosopra: si respirano venti di guerra sempre più insistenti, specialmente dopo l’incomprensibile cambiamento di barricata di Trump, passato dalla lotta anti-sistema alla passiva sottomissione all’agenda neo-con. In pratica, siamo in una situazione peggiore di quella nella quale ci aveva traghettati il premio-Nobel-per-la-pace Obama: non solo il groviglio siriano si è ulteriormente compromesso, non solo i rapporti con la Russia sono più tesi delle corde di un violino, ma adesso il presidente USA sembra intenzionato ad aprire un nuovo fronte di tensione internazionale andando a stuzzicare la paranoica Corea del Nord. A ciò, si aggiungano gli acrobatici cambi di bandiera della Turchia, i focolai di guerra mai sopiti nel Donbass, le tensioni che già si delineano all’orizzonte con l’Iran. Basterebbero queste notizie per farci prenotare un posto in prima fila in chiesa, perché il mondo ha bisogno ora più che mai delle nostre preghiere.

Notiamo che il grande pericolo per la pace mondiale – che sempre più rivela la presenza del Nemico, Divisore per eccellenza – si alimenta con la menzogna. Menzogne profuse a piene mani dai giornali occidentali, che sembrano fare a gara a chi deforma maggiormente la realtà dei fatti. Menzogne, come quelle che da tempo dipingono la Russia di Putin, verso la quale ci vorrebbero trascinare in una guerra senza speranza. Menzogne, come quelle che circondano ogni avvenimento legato al conflitto siriano. Menzogne, come quelle che ci costringono a credere – dal gender all’immigrazione incontrollata – tanto da farne una specie di religione laica, di Stato.

Il disordine mondiale nasce nella menzogna, vive di menzogna e ci ucciderà per mezzo della menzogna; e questo è vero, se è vero che il padre della menzogna è solo uno: il Nemico, nemico di Dio e dell’uomo. Il grande Solženicyn amava ripetere che la menzogna, per attecchire, ha bisogno della complicità di chi non la denuncia, vuoi per ignavia, vuoi per pusillanimità, vuoi per disinteresse. Dunque, se dalla nostra piccolezza di uomini vogliamo salvare questo mondo che sembra sull’orlo della distruzione, abbiamo il coraggio di denunciare la menzogna. Gridiamo a gran voce la verità, facciamoci suoi portavoce, suoi alfieri, suoi paladini. Altrimenti, saremo dei mentitori anche noi. Saremo dei traditori come Giuda, che consegnò il suo Maestro – che è la Verità – alle mani di chi voleva condannarlo a morte. Altrimenti tradiremo come tradì Pietro, altrimenti tradiremo come tutti coloro che nel momento sommo dell’arresto e della Passione di Cristo erano fuggiti, lo avevano rinnegato o erano intenti a fare altro.

Ma prima ancora, prima di tutto, viviamo la verità. «Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario», diceva Orwell. Non basta, non è più soltanto «dire la verità». Il concetto essenziale è «essere» con la verità, e ciò avviene soltanto vivendo il Vangelo. Viviamo la verità, facciamola entrare in noi, nella nostra quotidianità, nella nostra anima. Viviamola e facciamola nostra riconoscendoci figli di Dio; di quel Dio che in questi giorni che ricordano la sua Passione ci guarda dall’alto della croce, e ci ricorda che lui è morto per darci la libertà dal peccato; libertà che è tutta riassumibile nella parola: verità. Non è morto per cancellare le guerre. Non è morto per sfamare i popoli. Non è morto per portare la giustizia su questa Terra. No: Egli è morto per salvare le anime, e per salvarle portandole su quella Via che è Verità e Vita.
Per questo, contro la menzogna facciamo l’atto rivoluzionario di abbracciare la verità. Sforziamoci di viverla quanto più possibile. Ciò non soltanto per salvare il mondo, ma anche per salvare noi stessi. Viviamo in un’epoca che si può leggere in chiave escatologica; non conviene ritardare il nostro appuntamento con la Verità.
Pensate che ciò non basti? Che non sia sufficiente abbracciare la Verità, viverla e proclamarla? Pensate a cosa fece quella manciata di pescatori della Giudea, che ebbe il coraggio rivoluzionario di proclamare al mondo ciò che aveva visto. Siamo ancora in tempo per cambiare il mondo: basta essere con la Verità.

 

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