29 aprile 2017

San Caterina da Siena, la mistica domenicana


di Alfredo Incollingo

E' proprio vero che l'Europa è stata edificata dai santi! Senza di loro le divisioni e i rancori avrebbero prevalso. Dio aveva per il continente grandi progetti di grandezza e di santità, ma gli uomini hanno preferito tradire la Sua Parola. Il medioevo cristiano si avviava verso la sua fine nel XIV secolo, quando i primi bagliori dell'umanesimo e del Rinascimento iniziavano a mettere in discussione il rapporto tra l'uomo e il Signore. Santa Caterina da Siena è probabilmente la protagonista di quest'epoca, o quanto meno è stata una personalità carismatica, capace di lasciare la sua orma nella storia. Era senese, come si può ben intuire, figlia di tintori che l'avevano fin da ragazza destinata ad un matrimonio vantaggioso per l'intera famiglia. La giovane Caterina inaspettatamente aveva continue visioni di Cristo e della Vergine Maria e volle consacrarsi totalmente a Dio. Come spesso accade nelle biografie dei grandi santi, la famiglia si oppose a tal punto da rinchiuderla in casa, ma la sua fermezza alla fine prevalse. Divenne una “Terziaria Domenicana”, una “Mantellata”, come erano chiamate le sue consorelle per il mantello nero che copriva le loro vesti bianche. La preghiera e la carità occuparono la loro vita e insieme alla “Bella Brigata” compiva opere di bene e seguiva lunghe ore di contemplazione. Le visioni non cessarono, ma anzi continuarono e furono raccolte dal suo confessore, il domenicano Raimondo da Capua. La Vergine e il Signore le parlavano della triste situazione in cui si trovava la Chiesa (era il periodo della Cattività Avignonese) e le nazioni, scosse da guerre e tensioni politiche. Caterina non fu solo una mistica, come tante, né una monaca dedita totalmente alla contemplazione: fu una donna attiva che si impegnò nel correggere gli errori degli uomini, come Dio voleva. Scrisse a cardinali e re e si rivolse anche al papa dell'epoca, Urbano VI, affinché ritornasse a Roma. La sue lettere infuocate erano tanti moniti che la donna rivolgeva al successore di San Pietro, descrivendogli cosa sarebbe successo se avesse disatteso alla sua missione (e vocazione). Il papa ritornò a Roma e con lui la santa, dove morì tra le braccia del Signore.

 

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