25 aprile 2017

San Marco, il leone d'Oriente


di Alfredo Incollingo

San Marco è uno dei quattro evangelisti e, come Luca, non ha mai conosciuto Gesù, ma ne ha comunque raccontato la vita terrena nel suo Vangelo. Nacque in Palestina o a Cipro, in una data poco certa, perché, come spesso accade, non si hanno prove certe per ricostruire una biografia esatta.

Sappiamo che era di famiglia benestante, cugino di Barnaba, un discepolo di San Paolo e viaggiò per il Mediterraneo orientale insieme all'Apostolo delle Genti e a San Pietro. Fu proprio quest'ultimo a battezzarlo a Roma, molto probabilmente, come risulta negli Atti degli Apostoli. Fu un missionario e, pur non avendo conosciuto Gesù, ebbe fede nel Signore e predicò con lo stesso zelo dei due apostoli.

Mentre questi credettero per aver visto Cristo, San Marco fa parte di quella generazione che per prima credette alla Parola di Dio. Per tale motivo l'evangelista scrisse il suo Vangelo, verso il 50. Raccolse i racconti di San Pietro e di San Paolo, che l'apostolo aveva sentito, ma che era necessario mettere comunque per iscritto affinché i posteri potessero giovarne.

Un'altra curiosità legata all'evangelista è il simbolo cui è accostato, il “leone”. Perché proprio il leone? Il Vangelo di San Marco presenta numerose profezie di Gesù sulla Sua Resurrezione e l'animale è accostato all'evangelista in quanto simbolo di rinascita. Questo spiega questo legame, per molti ignoto, tra San Marco e il felino delle savane. A Venezia il santo evangelista è il patrono.

Secondo la leggenda il santo naufragò nella laguna veneta e un angelo, apparsogli, gli avrebbe profetizzato la sepoltura a Venezia, dove tuttora riposano le sue spoglie. La tradizione del leone alato è invece antica e non se ne conosce l'origine. Sta di fatto che la Repubblica Serenissima ha per secoli issato la bandiera di San Marco, assicurando protezione, ricchezza e vittoria.
La ricorrenza si celebra il 25 aprile.

 

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