03 maggio 2017

Arcivescovi, Arcistar e Arcicocomeri

(OVVERO SNOOPY E I TEOLOGI DEL GRANDE COCOMERO)

«Mi dispiace per gli altri, ma Dio è cattolico» (Jean Guitton).

di Matteo Donadoni

Sarà questo insolito tempo. Saranno le solite brutte notizie. Sarà che sono mesto per aver dovuto sopprimere il mio schnauzer, che ha lottato selvaggiamente per quasi cinque anni contro una malattia che avrebbe dovuto abbatterlo entro sei mesi.
Così, mi sono messo, mogio, a leggere le strisce de “La filosofia di Snoopy”, per tirarmi quasi su. E, proprio qualche ora prima di imbattermi nell’articolo di Costanza Miriano “Aspettando il Grande Cocomero”, al quale vi rimando, per coincidenza sono finito sulla striscia in cui Linus espone a Snoopy la sua grande teoria del sincretismo teologico: «Ho una teoria per cui il Grande Bracchetto e il Grande Cocomero sono la stessa persona!». 

Proprio così, povero Linus, la stessa persona sono il suo idolo Cocomero e il Grande Bracchetto del cane. Ovviamente, come direbbero i positivisti, se i bracchetti pregassero, pregherebbero un dio che si sono creati a propria immagine e somiglianza. In realtà, la critica sarebbe da far risalire a Senofane di Colofone (570 a.C. – 475 a.C.) che denunciava  il  ridicolo  antropomorfismo  della  religione olimpica, perché Dio non nasce, né perisce, né si muove da luogo a luogo. L’uomo creerebbe dio a propria immagine (Feuerbach ante litteram): proiezione antropomorfica di  se  stesso  in  ciò  che  chiama  Dio. «Ma se i buoi (ed i cavalli ) e i leoni avessero mani e potessero con le loro mani disegnare e fare ciò che gli uomini sanno fare, i cavalli disegnerebbero figure di dei simili ai cavalli e i buoi simili ai buoi, e farebbero corpi foggiati così come ciascuno di loro è foggiato». Idem i bracchetti. Da dove spunti poi il cocomero, lo sa Schulz.

Senofane, il primo degli eleati, voleva però purificare il linguaggio, non eliminare Dio. Il linguaggio andrebbe tuttavia purificato anche oggi, dato che tutto questo discorso è riferito alla violenza intellettuale che il “Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso” non ha dimenticato di fare alla nostra intelligenza con il “Messaggio per la festa di Vesah 2017”, tanto che noi, da bravi pointer, la riportiamo: «Gesù Cristo e il Buddha hanno promosso la non violenza e sono stati costruttori di pace» e (§ 3) «[...] insegnare ai nostri rispettivi seguaci come combattere il male nei loro cuori» (§ 6).

A parte il fatto che il Cardinal Prefetto Tauran (o chi per lui) considera il buddismo una religione, mentre è una dottrina (non una filosofia che è genio ellenico e in oriente non esiste) tremenda inventata da Gautama Siddharta, detto Buddha “colui che ha raggiunto l’illuminazione” (vissuto fra 566 a.C. e il 486 a.C.), la quale persegue una salvezza che in realtà, anche se infarcito di vari dolori e bassezze, è solo un banale e tragico annientamento dell’individuo.

Gesù non era venuto a portare una spada? (Mt 10,34). Infatti si chiede giustamente la Miriano: «Ma ci crediamo almeno noi, almeno i Pontifici Consigli, che Dio è solo uno, Padre, Figlio e Spirito Santo? O ci mettiamo alla finestra ad aspettare, tante volte arrivasse il Grande Cocomero che ci dia una parola definitiva? Gesù e Buddha non hanno proposto nessuna via della nonviolenza semplicemente perché non c’è una via della nonviolenza, che brutta parola».

Dio non si è fatto uomo e non è morto in croce per insegnarci lo yoga, l’atarassia, il pacifismo o l’allevamento non violento del pitbull. No, «non l’originalità della dottrina ma la divinità di Cristo determina l’importanza del cristianesimo», risponde Nicolás Gómez Dàvila. Perché solo Cristo è Dio, Buddha non è risorto e non salva un cane. D’altra parte «la religione non è nata dall’esigenza di favorire l’impegno sociale, così come le cattedrali non sono state edificate per incentivare il turismo», sempre il pensatore colombiano. 

Concetto ignoto all’arcivescovo di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo, secondo cui la ricostruzione della Basilica di San Benedetto di Norcia passa attraverso - un concorso internazionale per archistar - la fusione di antico e moderno, «dando vita a una composizione tra quello che c'era prima e che si è salvato e qualcosa di nuovo, anche di ardito, capace comunque di diventare un simbolo e un'attrazione turistica mondiale sia dal punto di vista architettonico che della fede». Tutto molto luminoso, sia chiaro (ANSA).

Sarà che il clero da cinquant’anni a questa parte sembra non capire un beneamato cocomero di estetica. Sarà che i nostri cani ci mancano e che ogni volta che ne muore uno, soffriamo anche per tutti gli altri nostri cuccioli del passato. Soprattutto il primo, il cane forte e protettivo che vegliò sulla nostra infanzia. Sarà che siamo consapevoli che, salvo sorprese da Cieli nuovi e Terra nuova, data la loro anima mortale, non li rivedremo mai più.
Sarà che vi ho detto come comincia la striscia, ma non come finisce! Infatti essa termina con la piccata riflessione del cane: «La cosa più ridicola che abbia mai sentito!» - «Ha l’aria di una specie di nuova teologia!». E Snoopy è solo un bracco, pensate se fosse un pastore...

Ditelo, al Cardinale Prefetto.

 

3 commenti :

  1. Magnifica riflessione.Prego sempre che il Signore mi doni una frazione della fede che la mia dolcissima schnauzer nutre per me "Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente".ROM 8,22-23.Saluti Rosario

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    1. Grazie Rosario. Ci capiamo.
      md

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  2. E' un'offesa per il cocomero essere accostato al clero d'oggidì, ça va sana dire.....

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