15 maggio 2017

Dimissioni di Benedetto. Ecco il segreto...di Pulcinella


di Paolo Maria Filipazzi

Vi invitiamo a leggere tutto l'articolo che segue, non tanto per prendere atto di "cosa" viene svelato, ma per prendere atto di "chi"avalla questa tesi.

 “Le frizioni tra Chiesa e Stati Uniti non sarebbero venute meno neanche con la scomparsa di Giovanni Paolo II. Avrebbero invece avuto un seguito durante il pontificato di papa Ratzinger, nel corso del quale ad acuirle non sarebbe stato soltanto l’investimento fatto da Barack Obama e Hillary Clinton sull’ islam politico della Fratellanza musulmana durante le cosiddette primavere arabe, ma altresì la ferma volontà di Benedetto XVI di pervenire a una riconciliazione storica con il patriarcato di Mosca, che sarebbe stata nelle sue intenzioni il vero e proprio coronamento religioso di un progetto politico di integrazione euro-russa sostenuto con convinzione dalla Germania e anche dall’Italia di Silvio Berlusconi – ma non da quella, più filo-americana, che si riconosceva in Giorgio Napolitano.
Com’è andata a finire, è noto a tutti. Governo italiano e papato sarebbero stati simultaneamente investiti da una campagna scandalistica, coordinata, di rara violenza e priva di precedenti, alla quale si sarebbero associate anche manovre più o meno opache nel campo finanziario, con l’effetto finale di precipitare nel novembre del 2011 l’allontanamento di Berlusconi da Palazzo Chigi e, il 10 febbraio 2013, l’abdicazione di Ratzinger. Al culmine della crisi, l’Italia avrebbe visto progressivamente chiudersi le porte d’accesso ai mercati finanziari internazionali, mentre l’Istituto per le Opere di Religione (Ior) sarebbe stato tagliato temporaneamente fuori dal circuito Swift (4).
(4) Lo Ior sarebbe stato escluso dal sistema internazionale dei pagamenti dal 1° gennaio all’11 febbraio 2013 sulla base dell’accusa di concorrere ad attività di riciclaggio, con l’effetto di indurre Deutsche Bank a bloccare il funzionamento dei bancomat in tutto il territorio dello Stato della Città del Vaticano. La notizia venne data in Italia da la Repubblica, il 3 gennaio 2013, quando Fabio Tonacci pubblicò un pezzo con questo titolo: “ Vaticano, stop a carte e bancomat. Sospesi i servizi di pagamento”. All’indomani dell’annuncio dell’abdicazione di papa Ratzinger, la Santa Sede otterrà da una banca svizzera il ripristino dei servizi interrotti” .

Conclusa questa lunga citazione, passiamo ad indicarne la fonte. Maurizio Blondet? Antonio Socci? Gli hacker russi? Ebbene no, i dati bibliografici sono i seguenti: Germano Dottori, Perché ci serve il Vaticano, in Limes – Rivista italiana di geopolitica, n.4/2017 (aprile), pagg. 151-158 (in particolare, le frasi riportate sono a pagina 154).

Insomma, leggendo l’ultima uscita della più autorevole testata italiana nel settore della geopolitica, una testata cui viene riconosciuto un ruolo tale che ogni numero viene presentato, non senza una certa solennità, dal suo direttore, sulla televisione di Stato, possiamo apprendere le seguenti informazioni:

1) Il successo politico della Fratellanza Musulmana (cioè dell’ Islam integralista) in seguito alla “primavere arabe” non è stato, come molti potrebbero pensare, un effetto non voluto dal progressismo deficiente di Obama, ma qualcosa di voluto;
2) Benedetto XVI ha perseguito con “ferma volontà” il disegno di riconciliare la Chiesa Cattolica con il Patriarcato di Mosca;
3) Questi due fattori hanno acuito le frizioni fra Chiesa e Stati Uniti iniziate nell’ultima fase del pontificato di San Giovanni Paolo II;
4) Il Governo Berlusconi sosteneva il disegno di Benedetto XVI in ottica filorussa;
5) In questo si è alienato le simpatie degli americani, il cui uomo in Italia era nientemeno che l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano;
6) Le campagne scandalistiche simultanee subite in quegli anni da Berlusconi e da Benedetto XVI erano coordinate fra loro, volte a colpire due personaggi che, nell’ottica statunitense, erano evidentemente troppo filo-russi ed assai poco obbedienti alla Casa Bianca;
7) A questa campagna denigratoria si accompagnarono manovre finanziarie opache sia contro l’Italia (ricordate lo spread?), sia contro il Vaticano (confermando quanto già lasciato intendere in precedenza da altre fonti);
8) Tutto questo ha portato alle dimissioni di Berlusconi (e fin qui, niente che già non fosse notorio) ed anche, udite udite, a quelle di Benedetto XVI.

Come carico da novanta, Limes è da sempre edito dal medesimo gruppo editoriale di la Repubblica, vale a dire dell’organo di stampa che fece da apripista a quella doppia campagna scandalistica “coordinata, di rara violenza e priva di precedenti”. Insomma, lo sanno…

Che dire? Ci eravamo sempre voluti tenere fuori da polemiche di tipo “complottista” su quanto accaduto negli ultimi tempi del papato ratzingeriano e dalle dietrologie sulle sue dimissioni. Lo faremo anche stavolta. Ci limitiamo a segnalare quanto affermato da una stimata ed autorevole testata, non certo accusabile di vicinanza alla “kuria conservatrice” e nemmeno ai “quattro gatti” tradizionalisti. Ci permettiamo di segnalare il passaggio in cui si dice: “Come è andata a finire, è noto a tutti”.
Altro che “gombloddo”. Qui si tratta di un segreto di Pulcinella…   

1 commento :

  1. Mai avuto il benché minimo dubbio che Ratzinger se ne fosse andato sua sponte, diciamo che gli hanno fatto capire di togliere il disturbo......a me è puzzata assai la hollywoodiana uscita di scena di Papa Benedetto in mondovisione, sembrava la trama di un film studiata da tempo, poi, conoscendo il carattere schivo e tutt'altro che da showman di Ratzinger, aveva un che di artificiosa forzatura, tranne le lacrime, quelle sì sincere, dell'autista e del segretario personale.....e la storia continua...

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