13 maggio 2017

Fatima. Apologia del Santo Rosario

di Federico Catani
In un colloquio con padre Fuentes, il 26 dicembre 1957, suor Lucia affermò: « Dio ha deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male, che sono il Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria ». Si tratta delle due pratiche che la Madonna di Fatima aveva fortemente raccomandato alla veggente nel 1917. In questo numero concentriamoci sul Santo Rosario.

“IO SONO LA MADONNA DEL ROSARIO”
Così come a Lourdes e in altre innumerevoli occasioni, in tutte le sei apparizioni alla Cova da Iria (dal maggio all’ottobre 1917) la Beata Vergine Maria sollecita i tre pastorelli a recitare il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra (in quel periodo anche il Portogallo era impegnato nella Prima Guerra Mondiale). Il 13 luglio, in particolare, la misteriosa Signora vestita di bianco dice a Lucia di recitare quotidianamente il Rosario in onore della Madonna del Rosario, «perché solo Lei vi potrà aiutare». Ed aggiunge che questa preghiera è necessaria per ottenere le grazie durante l’anno. Inoltre, sempre nello stesso giorno, Maria Santissima raccomanda di recitare, alla fine di ogni mistero, la nota preghiera per la salvezza eterna e in suffragio delle anime del Purgatorio, che ancora oggi è di uso comune: “O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia”. Nell’ultima apparizione, il 13 ottobre, quando ci fu il “miracolo del sole”, Nostra Signora – che si era sempre mostrata con la corona del Rosario in mano - finalmente si rivela: « Io sono la Madonna del Rosario». Oltretutto, il 19 agosto aveva chiesto ai pastorelli di raccogliere soldi per la festa della Madonna del Rosario. Che – detto per inciso - si celebra il 7 ottobre, in ricordo della strepitosa vittoria degli eserciti cattolici contro i musulmani a Lepanto, nel 1571. Una vittoria ottenuta proprio grazie alla recita del Rosario e che frenò l’espansionismo islamico, salvando così l’Europa cristiana. A conferma di quanto detto, a Lucia appaiono, in successione, la Sacra Famiglia (con San Giuseppe e Gesù Bambino benedicenti), la Vergine Addolorata (unita a Nostro Signore vestito con la tunica rossa della sua Passione) e la Madonna del Carmelo (con lo Scapolare in mano). Tre immagini che simboleggiano i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi del Rosario.
Uno degli insegnamenti di Fatima, quindi, è l’importanza e la necessità della recita quotidiana del Santo Rosario. Nel 1917, quando la Madonna lo raccomandava, si trattava di una pratica diffusa, comune a tutto il popolo cristiano, senza distinzioni di ceto sociale. A cento anni di distanza, invece, è evidente che nella stragrande maggioranza delle famiglie (e spesso anche nelle chiese) non solo non si prega il Rosario, ma nemmeno lo si conosce. E le conseguenze sulla vita dei singoli e della società si vedono.

IL ROSARIO RISOLVE OGNI PROBLEMA
Eppure, come disse suor Lucia a padre Fuentes nel 1957, « la Santissima Vergine ha voluto dare, in questa fine dei tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario. Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia, che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o, soprattutto, spirituale, nella vita privata di ognuno di noi, o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie del mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario. Non c’è problema, vi dico, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo il nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime ». Ciascuno può provare la veridicità delle parole di suor Lucia. Limitandoci all’ambito della “vita dei popoli” basti ricordare, tra i tanti fatti storici, la già menzionata battaglia di Lepanto e la liberazione dell’Austria dall’occupazione sovietica, avvenuta pacificamente il 26 ottobre 1955, dopo che per mesi e mesi migliaia di cittadini, compreso il primo ministro, avevano pregato il Rosario e fatto processioni con la statua della Madonna di Fatima sotto la guida del padre Pavlicek. Straordinario è poi quanto accaduto ad Hiroshima e Ngasaki, le città del Giappone con il numero più alto di cattolici. Quando nel 1945 vennero sganciate le bombe atomiche, gli unici edifici a restare intatti furono il convento dei gesuiti di Hiroshima e quello dei francescani di San Massimiliano Kolbe a Nagasaki. Luoghi in cui il Rosario veniva recitato ogni giorno. Alla Cova da Iria, la Mediatrice di tutte le grazie lo ha ribadito a chiare lettere: per ottenere la pace ed ogni grazia bisogna recitare il Rosario. Tutti i giorni.
Nel corso della sua vita suor Lucia non ha mai mancato di sottolineare questo insegnamento. In una lettera inviata ad una consorella nel 1970, la veggente scrisse: « Il Rosario è l’orazione dei poveri e dei ricchi, dei sapienti e degli ignoranti; portar via alle anime questa devozione sarebbe come portar loro via il pane spirituale di ogni giorno. Il Rosario alimenta la piccola fiamma della fede che ancora non si è spenta del tutto in molte coscienze. Anche per quelle anime che pregano senza meditare, il semplice atto di prendere la corona per pregare è già un ricordo di Dio, del soprannaturale. Il semplice ricordo dei misteri di ogni decade sostiene nelle anime il lucignolo ancora fumigante. Perciò il demonio gli ha fatto tanta guerra! Il peggio è che è riuscito ad illudere e ad ingannare anime piene di responsabilità per la carica che occupano... Sono ciechi che guidano altri ciechi... ». In effetti tra gli anni Sessanta e Settanta il Rosario sembrava ormai una preghiera antiquata, da mettere in soffitta. Addirittura, durante il Concilio Vaticano II, la commissione preparatoria incaricata di scrivere il capitolo sulla Madonna della costituzione Lumen gentium si rifiutò di accogliere l’integrazione proposta a nome di centotredici vescovi dal cardinale arcivescovo di Lisbona, Manuel Gonçalves Cerejeira, ovvero di aggiungere alle parole “le pratiche ed esercizi di pietà” (incoraggiati dalla Chiesa), la precisazione “tra i quali si distingue il Rosario”.
Sempre nel 1970, scrivendo ad un’amica, suor Lucia ribadì che « Nostra Signora ha chiesto e ordinato di recitare il Rosario ogni giorno, ripetendolo in tutte le sue apparizioni, come per premunirci contro questi tempi di disorientamento diabolico, affinché non ci lasciamo ingannare da false dottrine ». Non è un caso che tale pratica, nella forma in cui ancora oggi la conosciamo, sia stata ideata da San Domenico per combattere l’eresia catara, assai diffusa nella sua epoca.

PREGARE IL ROSARIO OGNI GIORNO
Per affrettare il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, come promesso dalla stessa Santissima Vergine a Fatima, occorre dunque pregare il Rosario. Rivolgendosi a tutte le Comunità Mariane del mondo, nell’ottobre 2001 suor Lucia ricordò che la Madonna « ci esorta a recitare il suo Rosario con più fede, con più fervore, contemplando i misteri della gioia, della passione e della gloria del Figlio suo che volle associarla al mistero salvifico della nostra redenzione […]. È quando il Rosario scorre nelle vostre mani che gli Angeli e i Santi si uniscono a voi. Per questo vi esorto a recitarlo con profondo raccoglimento, con fede, meditando con religiosa pietà il significato dei suoi misteri […]. Recitatelo privatamente o in comunità, in casa o fuori, in chiesa o per le strade, con semplicità di cuore, seguendo passo passo il cammino della Madonna col Figlio suo. Recitatelo sempre con viva fede per chi nasce, per chi soffre, per chi lavora, per chi muore. Recitatelo unito a tutti i giusti della terra e a tutte le Comunità Mariane, ma, soprattutto, con la semplicità dei piccoli, la cui voce ci unisce a quella degli Angeli. Mai come oggi il mondo ha bisogno del vostro Rosario […]. È stata tante volte la recita di un solo Rosario a placare lo sdegno della Divina Giustizia ottenendo sul mondo la misericordia divina e a salvare tante anime ». Vogliamo far nostro il contenuto di questa lettera, specialmente nell’anno centenario di Fatima che sta per iniziare.

(Ass. Luci sull'Est - "Spunti", Dicembre 2016)  

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