10 maggio 2017

Fatima e la devozione al Cuore Immacolato di Maria


di Federico Catani
 
L’elemento essenziale e in un certo senso più originale delle apparizioni di Nostra Signora a Fatima è senza alcun dubbio la devozione al suo Cuore Immacolato. Così come nel XVII secolo Nostro Signore era apparso a Santa Margherita Maria Alacoque per chiederle di diffondere e promuovere il culto al suo Sacratissimo Cuore, all’inizio del XX secolo, in piena Prima Guerra Mondiale, la Madonna ha parlato ai tre pastorelli portoghesi della devozione al suo Cuore Purissimo.
In effetti, sebbene tale culto fosse stato sempre praticato a livello privato o locale grazie soprattutto all’apostolato di santi come Giovani Eudes e Antonio Maria Claret e allo zelo di Pontefici quali Pio VII ed il beato Pio IX, è con le mariofanie portoghesi del 1917, esattamente cento anni fa, che ha assunto una valenza tutta particolare ed un riconoscimento universale, sino ad arrivare alla consacrazione dell’intero genere umano fatta nel 1942 da Pio XII, che due anni più tardi estese a tutta la Chiesa la festa del Cuore Immacolato di Maria, fissandola al 22 agosto (dopo la riforma liturgica Paolo VI l’ha trasferita al sabato dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù).

UNA DEVOZIONE PER I NOSTRI TEMPI 

Il 13 giugno 1917, durante la sua seconda apparizione, Nostra Signora disse a Lucia: « Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi la abbraccia, prometto la salvezza; e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da me per adornare il suo trono ». Di fronte alle perplessità e ai timori della bambina, la Santissima Vergine aggiunse: « Non ti scoraggiare. Io non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio ». Come è evidente da queste parole, ci troviamo di fronte non ad una pia invenzione di tre pastorelli, ma ad una richiesta esplicita della Madonna, su mandato espresso di Dio stesso. In un certo senso, sembra quasi che se la devozione al Sacro Cuore era stata richiesta per gli uomini del XVIII e XIX secolo, quella al Cuore Immacolato è rivolta particolarmente ai nostri tempi, così travagliati e confusi. Quanto annunciato a Fatima, infatti, non si è ancora pienamente realizzato e dunque l’invito rivolto ai pastorelli è oggi ancora più attuale e impellente. Quello al Cuore Immacolato è il culto più utile e più gradito in questo attuale momento storico. È quindi nel segno del Cuore Purissimo di Maria che sarà possibile ricostruire la Civiltà Cristiana. È sotto le sue insegne che i cattolici sono chiamati a combattere. D’altra parte, i risvolti temporali del messaggio di Fatima sono evidenti (come del resto quelli delle apparizioni di Gesù a Santa Margherita Maria, quasi tre secoli prima): nel grande Segreto affidato a Francesco, Giacinta e Lucia si parla esplicitamente di consacrazione della Russia e del finale trionfo del Cuore Immacolato. Ma di questo si parlerà in una prossima occasione. Ad ogni modo, Giacinta lo aveva capito molto bene. Poco prima di morire, ricordò alla cugina Lucia cosa avrebbe dovuto fare: « Tu rimani qua per dire che Dio vuole istituire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando ce ne sarà l’occasione, non ti nascondere. Di’ a tutti che Dio ci concede le grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria; che le domandino a Lei, che il Cuore di Gesù vuole che, vicino a Lui, sia venerato il Cuore Immacolato di Maria. Chiediamo la pace al Cuore Immacolato di Maria; Dio la mise nelle Sue mani ». Oltretutto, queste parole ci ricordano un aspetto tipicamente cattolico: la devozione a Maria Santissima nulla toglie all’adorazione che dobbiamo a Gesù Cristo. Anzi, è il Figlio stesso a volere che la sua Madre venga venerata dagli uomini, senza alcuna paura di esagerare, perché nessun mortale certamente La amerà quanto Lui. Inoltre, è Dio stesso ad aver stabilito che ogni grazia ci giunga attraverso la Madonna, Mediatrice di tutte le grazie.

SACRIFICIO E RIPARAZIONE

Pertanto, quello al Cuore Immacolato di Maria non è un culto melenso, minimalista e infantile. Non è una devozione sentimentalistica. La Madonna ai tre pastorelli (e pertanto a chiunque si dichiari cattolico) ha chiesto molto di più: ha raccomandato il sacrificio, la penitenza, l’espiazione e la riparazione. Concetti oggi ritenuti da molti superati, fondamentalisti e persino “pagani”: eppure il Cielo non ha mai parlato di misericordia a buon mercato, ma sempre condizionata al pentimento e al proposito di cambiare vita. Il 13 luglio, data della terza apparizione, la Beata Vergine Maria invitò i veggenti a sacrificarsi, accompagnando le loro penitenze con questa preghiera: « O Gesù, è per Vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria ». La Madonna chiede cioè atti di riparazione per le offese che riceve il suo Purissimo Cuore, tradizionalmente sempre raffigurato trafitto da una spada (come profetizzato da Simeone) e circondato di spine: la Madre di Dio infatti ha cooperato in maniera tutta speciale all’opera della Redenzione e, soffrendo indicibilmente sotto la Croce, è divenuta la Corredentrice, insieme e subordinatamente al Figlio suo.

I CINQUE PRIMI SABATI

Nostra Signora ha spiegato in che modo possiamo riparare, suggerendo la pratica dei cinque Primi sabati del mese.
Il 10 dicembre 1925, a Pontevedra, suor Lucia ebbe la visione della Santissima Vergine e del Bambino Gesù. Questi le disse: « Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre ricoperto di spine conficcate in continuazione dagli uomini ingrati, senza che vi sia nessuno che compia un atto di riparazione per toglierle ». Subito dopo, prese la parola la Madonna: « Vedi, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati mi conficcano in continuazione attraverso la bestemmia e l’ingratitudine. Almeno tu cerca di consolarmi e dì a tutti che per cinque mesi, ogni primo sabato, si confessino e si comunichino, recitando un Rosario e mi tengano compagnia per quindici minuti, meditando sui misteri del Rosario, allo scopo di alleviare il peso che porto. In cambio prometto di assisterli nell’ ora della loro morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza delle loro anime ».
Quindi, per sintetizzare, nei primi sabati di cinque mesi consecutivi la Madonna raccomanda di:
- fare (bene, cioè in grazia di Dio, dopo una buona confessione) la Santa Comunione;
- farLe compagnia per (almeno) un quarto d’ora, recitando il Santo Rosario e meditandone i misteri;
- compiere il tutto con l’intenzione di riparare per i peccati che affliggono il Cuore Immacolato di Maria.
A chiunque, con devozione sincera, compirà questa pia pratica, Nostra Signora ha promesso di assisterlo particolarmente nell’ora della morte, garantendogli la salvezza eterna.
Gesù stesso poi ha chiarito che il numero di cinque sabati è dovuto alle cinque specie di offese e bestemmie rivolte contro il Cuore di Sua Madre: le bestemmie contro l’Immacolata Concezione; le bestemmie contro la sua Verginità; le bestemmie contro la sua Maternità divina, rifiutando al tempo stesso di riconoscerla come Madre degli uomini; le bestemmie di coloro che cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l’indifferenza o il disprezzo o anche l’odio nei riguardi di questa Madre Immacolata; le offese di coloro che la oltraggiano direttamente nelle sue sante immagini.
Purtroppo, nonostante sia trascorso un secolo, quella dei cinque Primi sabati è una devozione ancora poco diffusa e conosciuta. In questo Centenario di Fatima appena iniziato, dunque, sarebbe quanto mai opportuno e consigliabile riprendere o iniziare, promuovere e spiegare tale pratica in cui peraltro sono strettamente congiunte devozione mariana e devozione eucaristica (le due colonne della Chiesa e della spiritualità cattolica, come affermava San Giovanni Bosco).

L’ULTIMO RIMEDIO

Parlando con il padre Fuentes, suor Lucia confessò che Dio ha deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male: il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Si tratta delle ultime due armi per emendare le nostre condotte ed evitare (o mitigare) il castigo annunciato a Fatima. Come detto da suor Lucia, tale devozione consiste nel considerare Maria come sede della clemenza, della bontà e del perdono, e come sicura porta attraverso cui entrare in Paradiso. Che cosa aspettiamo ad esaudire quanto richiestoci dalla nostra Madre celeste?

(Ass. Luci sull'Est - "Spunti", Febbraio 2017)
 
 

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