09 maggio 2017

Francia. Fra profezie e attualità. E' tempo del Grande Monarca?


San Luigi IX
di Marco Muscillo

Emmanuel Macron dopo la vittoria nel ballottaggio presidenziale si avvia ad insediarsi all’Eliseo ed ombre sempre più cupe calano sui cieli di Francia ed Europa.
Sui social alcuni fanno notare come la scelta del Louvre come luogo per tenere il primo discorso dopo la vittoria non sia casuale: ingresso trionfale con l’Inno alla Gioia di Beethoven, piramide massonica con l’occhio del grande architetto sullo sfondo e Marsigliese a conclusione di tutto.

Ma di questo ci aveva già avvisato Maurizio Blondet quando diffuse la notizia che sette obbedienze massoniche avevano diramato l’ordine di non votare Marine Le Pen. Così si è ripetuto lo stesso teatrino del 2002, quando si costituì il “Fronte Repubblicano” e permise la vittoria di Jacques Chirac su Jean Marie Le Pen.  Come ricordato dallo stesso Blondet, il “Front Républicain” non è un qualcosa che nasce spontaneo, ma è organizzato:
“È un impegno molto preciso ed esplicito: una trentina d’anni fa (mi spiace non poter portare il dato con precisione, non lo ritrovo: ne parlò Le Monde) il Grand Orient de France convocò Mitterrand e Chirac e ingiunse loro sotto giuramento “fra le colonne” di non allearsi mai con papà Le Pen. Mai, mai, e poi mai.

Si sperava che la tattica questa volta non funzionasse, perché il malcontento popolare che aveva permesso a MarineLe Pen e a Jean-Luc Mélenchon di ottenere ottimi risultati al primo turno, potesse anche impedire ai francesi di turarsi il naso e votare il figlioccio di François Hollande. Al contrario, il 66% dei consensi ottenuto da Macron al ballottaggio (contro tutte le previsioni) dimostra che non sia stato molto faticoso per i francesi scegliere l’uomo di casa Rotschild, l’allievo prediletto che Jacques Attali presentò al Club Bildeberg, l’ex Ministro dell’Economia che fece approvare l’odiata “Loi Travail”, sulla “fascista” Marine Le Pen.

Tra un mese circa ci saranno le elezioni legislative nelle quali i francesi saranno chiamati a rinnovare l’Assemblea Nazionale. Alcuni già dicono che il neo eletto Presidente avrà difficoltà a governare e sarà costretto a una “cohabitation” con un’Assemblea ostile composta da una forte componente avversa come quella del FN che probabilmente si confermerà al di sopra del 20% e quella della sinistra radicale di Mélenchon, forte del 19% del primo turno presidenziale.

Non si sa come Emmanuel Macron intenderà impostare la campagna per le legislative: prima di tutto dovrà scegliere un Primo Ministro che sarà anche il leader della lista elettorale alleata del Presidente della Repubblica. Non si sa (ma è molto probabile che accada) se Macron tenterà il tutto per tutto e concorrerà con il suo nuovo partito “En Marche!” che ricordiamolo ha solo un anno di vita e non ha una struttura come quella dei partiti classici.  Affidarsi ai socialisti sarebbe un suicidio: il partito è ormai morto e molti esponenti di spicco, il primo dei quali è Manuel Valls, confluirà nel nuovo partito di Macron. Invece l’attenzione andrebbe spostata verso i repubblicani: un’attenta scelta del Primo Ministro potrebbe garantire al nuovo inquilino dell’Eliseo i voti dell’ala centrista che fa capo Ad Alain Juppé e riuscire a spaccare dopo quello Socialista anche il partito Repubblicano. Tuttavia credo che un Presidente preparato, studiato e calato dall’alto abbia già una strategia per le elezioni legislative, che gli permetterà di poter governare la Francia nel modo desiderato.

Non andrebbe sottovalutato, invece, il malcontento popolare e il clima di tensione scaturito in scontri vari che stanno mettendo a rischio la tenuta dell’ordine pubblico, soprattutto a Parigi. Il programma di Macron è fatto di austerità, riforme strutturali del sistema economico-sociale francese, riduzione dell’apparato statale, riduzione dei diritti sociali. Già nei suoi due anni come Ministro dell’Economia la disoccupazione è salita alle stelle.  Riforme di questo tipo potrebbero incontrare l’opposizione dei francesi stessi, abituati a lavorare solo mezza giornata il venerdì e orgogliosi del proprio Stato Sociale. Con l’aumento del malcontento popolare, l’accentuarsi della crisi economica dovuto a politiche di austerità, il terrorismo che certamente non avrà fine tutto d’un colpo, la spinta accentratrice del progetto Europeo con la creazione di una “Europa a più velocità” che al primo punto prevede la nascita di una difesa comune e di un esercito europeo che avranno il compito di reprimere manifestazioni “populiste”, la Francia rischia di diventare presto una polveriera. E dopo la crisi dei partiti tradizionali, potrebbe arrivare il turno della crisi della V Repubblica francese.

Come sappiamo questo anno 2017 per noi cattolici è assai importante. È l’anno del Centenario delle apparizioni di Fatima. Senza aprire chissà quali discorsi sul terzo segreto non pubblicato nella sua interezza, cosa che personalmente in grado di fare, il messaggio di Fatima ha alcuni punti essenziali: l’invito alla conversione e alla penitenza, la recita del Santo Rosario, la venuta di punizioni e flagelli nel caso in cui il messaggio di conversione rimanga inascoltato, la promessa del trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima e di “un certo periodo di pace”.

Sappiamo anche che la Francia è centrale quando si parla di profezie. La Madre di Dio ha onorato la Francia con diverse apparizioni: tra le più famose ci sono l’apparizione del 1830 Parigi, in rue du Bac n.140, a santa Caterina Labouré detta della “Medaglia Miracolosa”, quella del 19 settembre 1846 a due giovani pastorelli, Mélanie Calvat e Maximin Giraud su una montagna nei pressi del villaggio di La Salette e infine le apparizioni del 1858 a Bernadette Soubirous a Lourdes. Ognuna di queste apparizioni ha il suo messaggio particolare, ma la denuncia della corruzione del mondo, l’invito alla conversione e alla penitenza, i flagelli che verrebbero in caso di perseveranza nell’errore grave e il messaggio finale di speranza è quasi sempre presente. Soprattutto il messaggio di La Salette sembra avere molte affinità con quello di Fatima.

Ripeto, non sono in grado di dare nessun tipo di interpretazione, nemmeno ho la superbia di osare tanto, ma nella mia umiltà posso dirvi cosa mi aspetto per questo 2017, nel Centenario di Fatima: un grande cambiamento nel mondo, un rinnovamento della spiritualità della Chiesa Cattolica e del mondo tutto, la sconfitta della società anti-cristiana a cominciare da una rinascita della famiglia cristiana,  la messa al bando e l’abrogazione delle leggi inique come quelle sull’aborto, sull’eutanasia, sulle nozze e le adozioni omosessuali, la nascita di nazioni cristiane.

Questo a mio giudizio potrebbe essere l’unica conseguenza possibile in questo mondo del “trionfo del Cuore Immacolato di Maria”. Credo che le cose in questo mondo siano talmente degenerate che solo un intervento divino, manifestazione della Misericordia di Dio (perché i flagelli e le punizioni non soddisfano soltanto la Giustizia, ma sono anche manifestazione della Misericordia. Giustizia e Misericordia non vanno scisse), può riportare il mondo verso Dio.

A mio avviso, quindi, sarà necessario anche un cambiamento nella politica. Chi potrà portare questo cambiamento politico in senso cristiano nel mondo? Potranno farlo Trump, Marine Le Pen, Putin? Non prendiamoci in giro: Donald Trump è un protestante, quindi eretico, è un adultero e un lussurioso. Anche se è apprezzabile il suo impegno in favore della difesa della vita, volendo limitare le pratica dell’aborto, tagliare i fondi a Planned Parenthood e voler porre un freno alla globalizzazione. Marine Le Pen è ovviamente anch’essa apprezzabile per i temi sociali ed economici ma per raggiungere l’ottimo risultato di queste elezioni presidenziali ha dovuto ammorbidire le posizioni del Front National sui temi etici, aprendo più o meno cautamente ad aborto e a unioni omosessuali. E con Trump, la sua vita privata non segue i comandamenti di Dio, soprattutto riguardo al matrimonio. Stesso discorso può valere per lo scismatico Vladimir Putin. Per quanto possano starci a cuore questi personaggi, per realizzare una vera società cristiana e cattolica dovrebbero convertirsi e cambiare alcune delle loro idee.

Perciò, chi potrebbe rifondare la società su basi cristiane? Siamo abituati a leggere, soprattutto in questo periodo, alcuni passi tratti dalle visioni della Beata Anna Katherina Emmerick: oltre alle visioni della dolorosa Passione di Nostro Signore, delle vite di Gesù e Maria che danno una testimonianza straordinaria e integrano e arricchiscono di nuovi e meravigliosi elementi i racconti evangelici, la monaca agostiniana viene citata soprattutto riguardo alle visioni sui due Papi e  sulla “chiesa stravagante” che vengono messe in relazione ai tempi in cui stiamo vivendo. C’è un passo che viene citato assieme a quelli, ma su cui non si pone mai la giusta attenzione:

“Ebbi una visione del santo Imperatore Enrico. Lo vidi di notte, da solo, in ginocchio ai piedi dell’altare principale in una grande e bellissima chiesa… e vidi la Beata Vergine venire giù da sola. Ella stese sull’altare un panno rosso coperto con lino bianco, vi pose un libro intarsiato con pietre preziose e accese le candele e la lampada perpetua…
Allora venne il Salvatore in persona vestito con l’abito sacerdotale…
La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine. Quando la Messa fu terminata, Maria si diresse verso Enrico e stese la sua mano destra verso di lui dicendo che questo era in riconoscimento della sua purezza. Allora lo esortò a non avere esitazioni. Dopo di ciò vidi un angelo, esso toccò il tendine della sua anca, come Giacobbe. Enrico provava grande dolore, e dal quel giorno camminò zoppicando… “. (12 luglio 1820)

Il passo viene citato per la descrizione della Messa, che non segue più il rito tridentino ma quello uscito dal Concilio Vaticano II. Ma cosa c’entra l’Imperatore Enrico in questa visione? Pare si tratti dell’Imperatore Enrico II il Santo, della dinastia ottoniana, incoronato Re di Germania, Re d’Italia e quindi Imperatore del Sacro Romano Impero nell’anno 1014. Cosa c’entra l’Imperatore Enrico con la Messa post-conciliare? E perché la Vergine Maria lo esorta a “non avere esitazioni”? Senza parlare poi del significato di tutta la scena di cui è protagonista, del “riconoscimento della sua purezza”, il toccargli il tendine dell’anca per zoppicare come Giacobbe, a cui io per primo non saprei dare risposta.

Sembra però che l’Imperatore Enrico sia stato investito di una missione celeste da svolgere nella nostra epoca. Ma quale non si sa. Eppure la beata monaca di Dülmen non è la sola a parlare di un “Grande Monarca” che guiderà la cristianità assieme a un “Papa Santo”, i quali, insieme, saranno artefici di un cambiamento e portatori di un periodo di pace. Tanti Santi mistici e veggenti riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa, o che hanno avuto l’approvazione del vescovo locale, concordano su queste due figure.

Alcuni hanno collegato questo “Grande Monarca” a Vladimir Putin che dopo la caduta dell’URSS e la parentesi infelice di Eltsin, ha preso in mano le redini della Russia e l’ha fatta rinascere sia dal punto di vista politico e sia dal punto di vista spirituale. Putin viene visto come attuale “katéchon” la forza benefica, il potere che frena le forze dell’Anticristo fino al giorno del ritorno di Cristo. Ma le profezie sul Grande Monarca non parlano di un Presidente democraticamente eletto, parlano di un “Monarca”, un Re, un Imperatore nominato da un Papa Santo, che guiderà non una democrazia ma un Regno, un Impero. Inoltre, quel che non tutti sanno è che il “Grande Monarca” sarà francese.

"Verrà in soccorso delle province un principe che è stato esiliato in gioventù e che riacquisterà la corona dei gigli. Questo principe estenderà il suo dominio sull’intero universo. Nello stesso periodo ci sarà un grande Papa che sarà eccelso in santità e perfetto in ogni qualità. Questo Papa avrà al suo fianco il Grande Monarca, un uomo di grandi virtù, che sarà un discendente della santa stirpe dei re francesi. Il Grande Monarca assisterà il Papa nella riforma di tutta la terra. Molti principi e nazioni che stanno vivendo nell’errore e nell’empietà si convertiranno e una mirabile pace regnerà fra gli uomini per molti anni, perché l’ira di Dio sarà stata placata con il loro pentimento, la penitenza e le buone opere. Ci sarà una legge comune, una sola fede, un battesimo, una religione. Tutte le nazioni riconosceranno la Santa Sede di Roma e tributeranno il giusto omaggio al Papa..."

VI secolo, profezia di San Cesario di Arles

"La Francia precipiterà in una spaventosa anarchia. I francesi avranno una disperata guerra civile nel corso della quale anche i vecchi prenderanno le armi. I partiti politici, avendo esaurito il loro sangue e la loro rabbia senza essere stati capaci di arrivare ad alcuna soluzione soddisfacente, si accorderanno, come ultima risorsa, per far ricorso alla Santa Sede. Allora il Papa invierà in Francia un legato speciale... A seguito delle informazioni ricevute, Sua Santità in persona nominerà un Re molto cristiano per il governo della Francia."
"Quando tutto sarà in rovina a causa della guerra; quando i cattolici saranno attaccati duramente da traditori della stessa religione ed eretici; quando alla Chiesa e ai suoi servi verranno negati i loro diritti, le monarchie saranno state abolite e i loro sovrani uccisi, allora la mano di Dio Onnipotente opererà un meraviglioso cambiamento, qualcosa di apparentemente impossibile, secondo la ragione umana...
Sorgerà un valoroso re consacrato da Dio. Sarà un cattolico e un discendente di Luigi IX, ma anche un discendente di un’antica famiglia imperiale germanica, nato in esilio. Egli regnerà sovrano nelle questioni temporali. Nello stesso tempo, il Papa regnerà sovrano nelle questioni spirituali. Le persecuzioni cesseranno e la giustizia regnerà..."

XVII secolo, profezia del Ven. Bartolomeo Holzhauser

"La rivoluzione si propagherà ad ogni città francese. Ci sarà una grande strage. Questa rivoluzione durerà solo pochi mesi ma sarà terribile; il sangue scorrerà dappertutto perché la malizia dei malvagi raggiungerà il suo culmine. Le vittime saranno innumerevoli. Parigi sembrerà un mattatoio... I malvagi saranno i padroni per un anno e qualche mese...
A questo punto, il popolo francese si rivolgerà a Dio e implorerà i Sacri Cuori di Gesù e di Maria Immacolata... Il popolo francese invocherà il buon sovrano. Colui che fu scelto da Dio. Egli verrà; questo salvatore che Dio ha tenuto in serbo per la Francia. Questo re che ora non vogliono perché è caro al Cuore di Gesù. Egli ascenderà al trono. Libererà la Chiesa e riaffermerà i diritti del Papa.
Il Concilio si riunirà di nuovo dopo la vittoria. Ma questa volta gli uomini saranno obbligati ad obbedire. Ci sarà un solo gregge e un solo pastore. Tutti gli uomini riconosceranno il Papa come padre universale, re di tutti i popoli. Così l’umanità sarà rigenerata."

Profezia del XIX secolo, l’Estatica di Tours

"Per salvare il mio popolo e la Francia, ci sono solo Io, attraverso un miracolo. L'uomo che la deve salvare, nessuna creatura lo conosce. [...] Colui che deve portare [lo scettro] è nascosto nel segreto di Dio. [...] Dio darà [a questo sovrano] tutte le grazie e i lumi necessari che gli faranno conoscere i mezzi con i quali dovrà mettere tutto in opera per la rigenerazione dell'umanità, così come Dio la vuole. Questo sarà un Re bianco, un nuovo San Luigi, più grande e più santo. Sarà mantenuto santo e salvo, perché la Madre di Dio lo protegge come un proprio figlio. Ella l'ha salvato per essere l'erede di una corona meritata e che gli è stata tolta. E' un discendente del ramo reciso dei Gigli di Francia dei capitani rappresentante sul trono di Francia."

"Uscirà dal Mio Sacro Cuore... colui che è destinato a portare la pace. Con la sua incoronazione tutti i mali finiranno. Egli discende dal ramo di San Luigi [...]"

"Chiamerò in aiuto alla Francia il mio servo Henri. [In altri messaggi della Jahenny, questo sovrano viene anche chiamato «Enrico della Croce»; N.d.R.]"

XIX-XX secolo, messaggi di Gesù a Maria Giulia Jahenny, Blain in Francia

"D'un tratto vedo una persona con una corazza, a cavallo. Allorché domando chi è, ricevo la risposta: «Giovanna d'Arco» (Giovanna d'Orléans). Dietro di lei sorge improvvisamente una grande cattedrale. Domando di che chiesa si tratta e interiormente sento: «È la cattedrale di Reims». In seguito vedo una processione di uomini che si muove verso la chiesa. È una processione di altri tempi. C'è qualcuno a cavallo. Porta uno scudo e una spada ed è attorniato da molti scudieri. Sento: «Borbone!». Ho l'impressione che ciò sia per più tardi."

3 gennaio 1946, visione di Ida Peerdeman, la veggente delle apparizioni di Amsterdam

Ricapitolando, senza avere presunzioni di alcun genere, come se si tenesse la verità in tasca, e avendo rispetto anche per gli stessi veggenti che hanno prodotto tali messaggi, cerchiamo di fare un riassunto: ci saranno tumulti, una “rivoluzione” in Francia, nessuno saprà ripristinare l’ordine pubblico e a quel punto sarà il Papa, un Santo, che nominerà un Monarca, un Re “discendente del ramo reciso dei Gigli di Francia” , “un discendente di Luigi IX, ma anche un discendente di un’antica famiglia imperiale germanica”. Egli si chiamerà probabilmente Enrico, uscirà dal Sacro Cuore di Gesù, “la Madre di Dio lo protegge come un proprio figlio”, governerà sull’Europa probabilmente assumendo anche il titolo di Imperatore e convertirà tutti i popoli che fino a quel momento vivevano nell’errore.
Sarà questo il “certo periodo di pace” promesso dalla Madonna del Rosario a Fatima? Saranno il Papa Santo e questo Grande Monarca a realizzare il “trionfo del Cuore Immacolato” di Maria? Sarebbe un bellissimo dono della Misericordia divina.
Ed è già bello solamente sperarci e sognare, tra la recita di un rosario e un altro, il ritorno del Re.

 

3 commenti :

  1. Io non son certo di cosa ci si possa aspettare dal trionfo del Cuore Immacolato di Maria, se trionferà in modo così umano (mi si passi il termine), da come sembra traspaia dall'articolo.
    Come cristiani cattolici, però, dobbiamo tenere anche presente che il trionfo di Cristo è la Croce e il trionfo della Chiesa è la persecuzione. Dal Sangue sparso sulla Croce, infatti, viene lo Spirito Santo e i Sacramenti che fanno la Chiesa. Ed il sangue sparso nella persecuzione, perché unito al Sangue di Cristo, è seme di nuovi cristiani. Dunque solo la Chiesa perseguitata è santa e feconda. (Certamente non una Chiesa che puttaneggia col mondo!)
    Alla luce di ciò, allora, bisogna chiedersi con maggior realismo e con uno sguardo più teologico, in cosa consista veramente il trionfo del Cuore Immacolato di Maria (posto, naturalmente, che solo la storia c'è lo dirà e che le profezie sono state comprese sempre e solo post hoc).

    P. Francesco, passionista

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    1. Ovviamente l'articolo non voleva dare un'interpretazione esclusivamente "umana" al Trionfo del Cuore Immacolato. E'evidente che questo ha un significato ben più grande e particolare, che si riferisce alla salvezza delle anime.
      Il Cuore è il Centro spirituale. Consacrarsi ai Cuori Santi di Gesù e Maria significa riportare la propria vita verso il Centro e li trovare Dio.

      Quindi sposo certamente le sue osservazioni, aggiungendo che qualsiasi cosa avvenga nel piano spirituale ha una conseguenza anche nel mondo umano e sensibile.
      Per cui è possibile anche che venga a costituirsi una nuova società cristiana, quando gli uomini torneranno a cercare Dio, il suo Cuore, il Centro.

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  2. I tempi sono maturi...!
    http://ultimacrociata.ddns.net

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