26 maggio 2017

Il “Remilia Pride” che mette alla prova anche la Chiesa.

di Alfredo Incollingo

Il 3 giugno avrà luogo a Reggio Emilia il primo gay pride dell'area mediopadana, il “Remilia Pride”.

L'evento è il più atteso dell'anno nel panorama LGBT, perché per la prima volta l'Arcigay di Bologna, di Parma, di Piacenza, di Modena e di Mantova, coadiuvati dalla locale sezione, la “Gioconda”, e patrocinati dal comune reggiano, sfileranno per le strade cittadine per chiedere il matrimonio egualitario per tutti. Al grido “Si, lo vogliamo!” gli attivisti sono pronti a rivendicare quello che per loro è un “sacrosanto diritto”: una legge che equipari le unioni civili tra persone dello stesso sesso alle normali unioni matrimoniali, godendo degli stessi diritti e degli stessi doveri delle coppie eterosessuali, regolarmente sposate.

Le autorità cittadine hanno mostrato piena solidarietà e si è provveduto con una raccolta fondi a reperire le risorse economiche necessarie per l'organizzazione. A quanto pare l'intera Reggio Emilia aspetta con trepidazione la manifestazione del 3 giugno. Le uniche voci di dissenso sono arrivate dal mondo cattolico, o almeno da una parte di esso, visto che come succede ormai fin troppo spesso, ai cattolici piace adeguarsi al mondo, invalidando gli insegnamenti di Gesù. Il promotore della contro - manifestazione è il “Comitato Giovanna Scopelli”, sostenuto da “Riscossa cristiana”, “Radio Spada”, “Notizie Pro Vita”, “Chiesa e post – concilio”, “Messainlatino” e per fortuna alcune  personalità altolocate del Vaticano.

La processione di ripazione per la pubblica offesa a Dio è stata annunciata da un semplice volantino informativo: “Il peccato impuro contro natura, come insegna il Catechismo, grida vendetta al cospetto di Dio e, quando palesato ed esternato in foro esterno, pubblicamente, attira ancor più l’ira del Signore sopra al popolo”. A diffonderlo è il neonato “Comitato Giovanna Scopelli”, l'unico referente locale del mondo cattolico (dissenziente). La diocesi di Guastalla e di Reggio Emilia, con il vescovo Massimo Camisasca, ha preso le distanze, affermando che non si risponde ad una provocazione con un'altra.

La processione partirà dalla cattedrale cittadina, cui è stato negato l'accesso ai manifestanti, e si snoderà per vie di Reggio fino al santuario della Ghiara. Con il vescovo diversi altri parroci e molti responsabili della pastorale giovani hanno dato il loro diniego alla contro-manifestazione. Alcune personalità altolocate della gerarchia cattolica hanno invece dato il loro assenso. Il cardinale statunitense Raymond Leo Burke, da tempo impegnato sul “fronte conservatore” a difesa della famiglia e del matrimonio, ha benedetto la contro-manifestazione. Non dimentichiamoci poi di Monsignor Antonio Livi, fondatore dell'associazione "Fides et Ratio", che ha pienamente aderito alle iniziative dei (pochi) cattolici reggiani.

E' evidente la profonda spaccatura che si è creata nella Chiesa Cattolica, anche a livello diocesano. La terra di Don Camillo e di Don Giussani ha finito per alimentare l'incendio, metaforico, che è divampato in Vaticano. I giornali nazionali, di fronte alla reazione cattolica, hanno subito parlato di “fronte reazionario” contro le aperture di Papa Bergoglio. Si è probabilmente voluto presentare la processione di riparazione come un fenomeno che attualmente, a quanto pare, è eretico e eterodosso. Non possiamo invece non accorgersi del “moto silenzioso” perseguito in questi casi dalle chiese locali, che fin troppe volte così hanno agito, dando adito a incertezze sulla dottrina attuale.

 

3 commenti :

  1. Il punto non è difendere una posizione il punto è come si fa a vivere? Mi chiedo da cristiano cattolico come un volantino del genere possa far ritornare o far crescere una coscenza cristiana cattolica all'interno di quelle persone che non condividono nulla del cattolicesimo. Alessandro

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  2. Il gaypride è una manifestazione bestiale, incivile, violenta emotivamente e scandalo per i bambini e persone non preparate. Usa una forma di manifestazione offensiva dei diritti altrui, non rispetta il sentimento intimo e religioso del prossimo, potrebbe chiedere i suoi pretesi diritti come fanno i lavoratori che scioperano e sono dignitosi e il sedere volgare esposto qui possono esibirlo nelle rispettive case. Che non succeda che da questi eventi si trasmetta qualche malattia di quelle che in questi individui si verifica spesso che poi il resto dei vestiti glielo togliamo noi. La Chiesa che ha dovuto riparare l' offesa a Dio è quella vera e vera sposa di Cristo, l' altra che era dalla parte di individui privi di ogni regola morale è dalla parte di satana. I dubbisu questo non ci possono essere. Ma colui che disse:"vedevo satana cadere dal Cielo come la folgore" ci farà vedere la fine di questo puzzolente spettacolo precipitandolo in un lampo e bruciandolo nell' inferno per sempre. Allora quel "via da me maledetti nel fuoco eterno" non sarà una bella sentenza ma giusta sì.

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  3. L'unica speranza per costoro è che prima della fine di ognuno di questi, Dio gli dia la possibilità di redimersi, altrimenti la condanna eterna non la evitano d certo. Come il Ladrone, si pentì all'ultimo momento, così costoro avranno la possibilità di farlo, ma se ignorano i suoi richiami, Egli Cristo li ignorerà quando sarà il momento.

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