11 maggio 2017

La Rivoluzione ignorante

(OVVERO SULLA NUOVA DOTTRINA DISORIENTANTE)

«Né mai ho letto una sillaba de' libri; ma bene mi fatico a leggere il passionato Christo».
(Beato Tommaso da Olera)


Una capra
di Matteo Donadoni

Quando ho letto su queste pagine il pezzo che citava una pubblicazione dell’Osservatorio Giovani e dell’Istituto di Studi Superiori “Giuseppe Toniolo”,  dal titolo “Dio a modo loro – Giovani italiani e religioni”, non ho potuto fare a meno di notarne le modalità grafiche:

«La religione che vorrei: LIBERA da un opprimente senso del proprio peccato, con un RAPPORTO Più DIRETTO CON DIO, con una minore presenza di mediatori, una religione SERENA E “COLORATA”, come l’induismo.”; ancora: “La religione che i giovani desiderano è INCLUSIVA, PACIFICA, TOLLERANTE DELLE DIFFERENZE, e anche SEMPLICE, senza troppe rigidità e orpelli».

Infatti, la tecnica dell’abuso delle capitali come nemmeno il generale Sherman è identica a quella utilizzata dal nostro “don Ariano” – curioso, deve essere una pratica di costrizione psicologica comune ai neomodernisti e, dato il sintomo da disturbo mentale, sarebbe interessante rintracciare il “paziente 0”.

Ma, a proposito di religioni colorate, “Dio a modo loro” e liturgofobi, in parrocchia, a quanto sento, procede quello che è ormai noto come “Metodo KKK”, che io chiamo “Fascicolo Openshaw”, ovvero la moltiplicazione e distribuzione di semi avvelenati che miete sempre nuove vittime. E si riassume così:

I nuovi pippoli

- Gli angeli non esistono, se mai sono mamma e papà (?).                      
- Non c’è nessun altare, ma - giuro parole testuali - è “una tavola (o tavolo) dove si fa festa e si mangia gnam gnam” (!!).                       
- Non è peccato mortale non andare a Messa la domenica, se mai è peccato andare a certe Messe noiose…
- Esposizione generica secondo cui l'anima individuale non esiste, ma de facto si annulla nell'amore di Dio – una sorta di Nirvana cattolico.
- Il Paradiso non è nell’aldilà, ma nell'aldiqua (sic!). Gesù non ha mai detto che l’inferno esiste, se mai parla di inferi, lo “sheol”(e la “geenna”? Boh).

Ora, il mio psicodramma sta più che altro nel fatto che quei gonzi dei miei paesani si bevono la qualunque, compresi e soprattutto i catechisti (horribile dictu), i quali, avendo insegnato per una vita una cosa, ora ripetono, con assoluta nonchalance, il suo contrario. Una rivisitazione disorientante, anzi, una sovversione del Vangelo, una rivoluzione silenziosa, ma pur sempre una rivoluzione. Anzi, una rivoluzione ignorante. Tipo che neanche i giacobini.
I giacobini a partire dal 1793, tentarono di intraprendere un’opera di scristianizzazione del popolo francese al fine costruire una nuova era libera da quelle che chiamavano superstizioni, dal fanatismo e dall'oscurantismo religioso. Perciò, ad esempio, sostituirono al culto dei santi quello dei martiri rivoluzionari, all'ingresso dei cimiteri posero la scritta "La morte è un sonno eterno" (buonanotte) e profanarono chiese e cattedrali come Notre Dame, il cui altare venne sostituito con una statua della dea  Ragione attorno alla quale avvenivano culti e cerimonie pagane.

Il metodo dei moderni rivoluzionari è di una violenza intellettuale più sottile: l’ignoranza insegnata come dottrina. Ignoranza smerciata subdolamente tramite pirronismo scientifico e pratica dell’epoché in campo teologico ed etico (“chi sono io per giudicare?”), essa non è più solamente un punto di vista, ma il rovescio della medaglia del vecchio culto della ragione in sostituzione della fede cattolica. Non si tratta qui della sapiente ignoranza di Socrate o dell’umile e santa ignoranza di san Francesco d’Assisi o del beato Tommaso da Olera (Olera, 1563 – Innsbruck, 1631), questa diavoleria è un altro modo rivoluzionario di rendere tutti uguali, l’ignoranza tipica dell’indifferentismo della volizione, la sciatteria del relativismo etico. O del relativismo teologico di chi, credendo di essere un sapientone, è passato in carriera dal “vangelo sine glossa”, che lo eccitava tanto, ad una miserabile “glossa sine vangelo”.

Quando dunque don Ariano imbastisce una catechesi per spiegare che la religione è un’invenzione dell’avidità sacerdotale e che, ad esempio, Dio non permette il male in funzione catartica, per trarne un bene maggiore, e che sostanzialmente il male fisico e spirituale in questa povera vita umana, in definitiva, non ha senso, non fa altro che elevare la dea Ignoranza sull’altare della religione, in sostituzione di Cristo. Dire, infatti, che il male non ha un significato, nemmeno metafisico, vuol dire gettare la gente nella disperazione.

La stessa cosa fa Bergoglio, quando dimostra di tenere in scarsa considerazione la dottrina che dovrebbe custodire, per improvvisare poi continue quanto barbose reprimende su presunti pettegolezzi in cui sarebbe giorno e notte affaccendato l’intero popolo cattolico. Come se il problema della Chiesa fosse il pettegolezzo. Le parole, già, i concetti sono palle, moschetti le parole, e «quando si perde la battaglia delle parole si perde anche quella delle idee» (Georges Bernanos).

Visto che siamo nell’anniversario delle apparizioni di Maria a Fatima possiamo, invece, ricordarne il messaggio, che è, fra le altre cose, la sana vecchia penitenza e che nulla ha a che vedere con problematiche puerili come il pavoneggiarsi o far del pettegolezzo maligno o altro cicaleccio sconsiderato, come l’accoglienza degli immigrati, che, nella battaglia persa (dai cattolici!) delle parole, son diventati migratori come le rondini.
A proposito di situazioni disorientanti: suor Lucia in una lettera a un amico ha scritto: «Lasciate che la gente dica il Rosario ogni giorno, Nostra Signora lo ha ripetuto in ogni Sua apparizione, per fortificarci in questi tempi di diabolico disorientamento, per non farci trarre in inganno da false dottrine», non ha parlato di orpelli dunque.
«Sfortunatamente la gente è per la maggior parte ignorante in fatto di religione e si lasciano condurre ovunque. Da questo, la grande responsabilità di coloro che hanno il dovere di guidarli», non si richiede una minore mediazione del clero, ma si denuncia una deficienza del clero.
«Un disorientamento diabolico sta invadendo il mondo, ingannando le anime! E' necessario affrontare “il demonio”», ecco qui chi è il vero capo delle gravi negligenze pastorali - quando non di ignoranza militante - da parte delle gerarchie. Iniziano ad essere in molti a pensarlo, così come appare ormai evidente che il terzo segreto di Fatima riguardasse in realtà l’apostasia generale della Chiesa, a partire dai suoi vertici: devo qui limitarmi a citare Padre Alonso, archivista ufficiale di Fatima: «E' quindi assolutamente probabile che il testo del Terzo Segreto faccia allusioni concrete alla crisi della fede nella Chiesa e alla negligenza degli stessi pastori».

Dunque i semi gettati dalla nuova parabola apocrifa del seminatore ignorante sono ormai caduti ovunque nella gran parte delle nostre parrocchie, hanno attecchito fra i cattolici disorientati e presto daranno i propri frutti disgraziati. Ora, dato che le idee sono anche come semi, se in filosofia chi semina ignoranza raccoglie protesta - lo abbiamo visto nel ’68 -, in teologia, chi semina questa sapienza perversa in senso lato, raccoglie condanna. E anche io come San Paolo «mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo» (Galati 1,6-7). Perciò «non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato.  Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna» (Galati 5,7-8).

Inutile fuggire, a che pro, infatti, imbarcarsi su una Lone Star che non raggiungerà mai a Savannah?
 

2 commenti :

  1. Grazie per l'articolo. Purtroppo non ho capito il riferimento al generale Sherman contenuto nel terzo paragrafo del citato articolo (... Infatti, la tecnica dell’abuso delle capitali come nemmeno il generale Sherman...).
    Sarei grato di ricevere una spiegazione.
    Distinti saluti

    Giovanni

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  2. Gentile Giovanni, mi riferivo al criminale di guerra https://en.wikipedia.org/wiki/William_Tecumseh_Sherman
    e alla sua famigerata marcia, con un gioco di significati sul termine "capitale".
    md

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