12 maggio 2017

Lettera a un vescovo


Vostra Eccellenza,

Le scrivo preoccupato per ciò che ho letto in alcune testate, riguardo l’iniziativa di svariate diocesi di tenere nelle parrocchie delle veglie ideologicamente schierate. Se ne parla in questi articoli (qui e qui).
Ora, se siamo giunti a questo punto è perché ci siamo messi a parlare il linguaggio del mondo, e usando i suoi slogan abbiamo perso di vista Cristo e la Sua Parola di Vita. Non Le sto a ripetere che la Chiesa distingue tra gli atti omosessuali e la persona omosessuale etc. Lei queste cose le conosce meglio di me, essendo uomo di fede. Il problema che Le segnalo non è questo, ma il fatto che ormai molti uomini di Chiesa sono schierati con la varie ideologie del mondo, e adottano certe “iniziative” con il solo scopo di evitare di dispiacere al mondo, il quale è ormai del tutto anticristiano. Non “post-cristiano” o “scristianizzato”: proprio anticristiano, odia Cristo e la Parola di Dio, e vuole che anche noi ci vergogniamo di Gesù e della Salvezza da Lui operata (la porta stretta del Vangelo).

Lei è persona intelligente, e comprende che non è il messaggio cristiano ad essere “omofobo” (qualunque significato abbia questo termine spauracchio che si usa per condannare gli avversari ideologici), e che la Chiesa non accetta la violenza su chiunque, e quindi figuriamoci la violenza sugli omosessuali. Ma il mondo ci odia, e vuole farci vergognare di Gesù e farci “aggiornare” il Vangelo – questo può sperimentarlo chiunque apra un giornale qualsiasi in un giorno qualsiasi. L’iniziativa di veglie anti omofobia dentro le parrocchie ha un doppio significato ideologico:
- molti uomini di Chiesa seguono le ideologie del mondo;
- qualunque rifiuto verso le ideologie del mondo è “inaccettabile”;
il primo punto è a Lei più chiaro di me, vedendo certe situazioni dall’interno. Il secondo invece è una trappola nella quale ci siamo cacciati. Già per come è stata posta la questione dai giornali: in pratica, se qualcuno si rifiutasse di sostenere queste carnevalate ideologiche (che sono solo la bandierina della vittoria del mondo anticristiano) presterebbe il fianco all’accusa di essere a favore dell’omofobia e quindi della violenza etc.; viceversa se accettasse tali iniziative il messaggio che passa (non solo sui giornali, ma in ogni persona che voglia trovare un senso in queste cose) è “la Chiesa apre all’omosessualità”, e quindi tradisce il Vangelo di Gesù Cristo.

Ora, Lei sa meglio di me che è già il modo di porre la questione che è radicalmente erroneo: la Chiesa si oppone ad ogni for ma di violenza, e al contempo condanna gli atti omosessuali ma non la persona che li compie. Impostata in questo modo la faccenda si evita di cadere nelle maglie dell’ideologia radicale di sinistra e si resta al contempo fedeli a Cristo, senza vergognarci del Suo Vangelo.

Io non intendo chiederLe nulla, Le segnalo solo il disagio mio e di molte altre persone per queste iniziative che lanciano un messaggio radicalmente anticristiano, e ci mettono nell’incapacità di esporre la dottrina di Cristo. Per favore, non cada in questa trappola: il giudizio è già nei termini del discorso, e alla fine il Giudizio più importante è quello che Gesù Cristo ha di noi: se ci vergogniamo di Lui, anch’Egli si vergognerà di noi.

In fede,
Riccardo Zenobi  

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