14 maggio 2017

San Mattia, l'apostolo etiope

di Alfredo Incollingo

Giuda Iscariota aveva tradito Gesù e il suo gravissimo peccato aveva suscitato un senso di colpa così forte da indurlo al suicidio. I dodici apostoli erano rimasti in undici ed era necessario ristabilire il numero originario per poter iniziare la predicazione. Dopo l'Ascensione, come raccontano gli Atti degli Apostoli, Pietro convocò l'assemblea dei discepoli per scegliere chi dovesse sostituire Giuda: i candidati erano due, Mattia e Giuseppe, detto Barsabba. I confratelli scelsero il primo che fu quindi assunto tra i Dodici. Così è riportato nelle Scritture:

“In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli (il numero delle persone radunate era circa centoventi) e disse: «Fratelli, era necessario che si adempisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù. Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere. La cosa è divenuta così nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel terreno è stato chiamato nella loro lingua Akeldamà, cioè Campo di sangue. Infatti sta scritto nel libro dei Salmi: La sua dimora diventi deserta, e nessuno vi abiti, il suo incarico lo prenda un altro. Bisogna dunque che tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione». Ne furono proposti due, Giuseppe detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. Allora essi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostraci quale di questi due hai designato a prendere il posto in questo ministero e apostolato che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto da lui scelto». Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.”

Sulla vita dell'apostolo abbiamo poche notizie e per lo più ci provengono da fonti extra evangeliche.

La tradizione vuole che dopo la Pentecoste Mattia abbia iniziato a predicare il Vangelo in Giudea per spostarsi poi in Africa, più precisamente in Etiopia. Viene descritto come un uomo anziano, ma zelante nell'apostolato, a tal punto da sfidare i pagani e i terribili cannibali etiopi. Predicò fino alla sua morte avvenuta per decapitazione ad opera dei pagani recalcitranti. Le sue reliquie furono raccolte da Sant'Elena durante il suo viaggio in Oriente e portate a Roma, dove sono venerate nella basilica di Santa Maria Maggiore.
 

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