30 maggio 2017

Santa Giovanna d'Arco, la pulzella che salvò l'onore della Francia


di Alfredo Incollingo

Le ultime elezioni francesi hanno riconfermato la sudditanza della Francia ai diktat di Bruxelles, delle lobby finanziarie e dell'Unione “Germanica” Europea. In questi tempi così bui per la “cattolicissima” nazione francese è necessario guardare al passato per infondere, si spera, un nuovo spirito patriottico ad un popolo che sta subendo pesantemente le ripercussioni della globalizzazione. Torniamo indietro fino al XV secolo, quando la Francia era un regno in guerra. Sul suolo gallico si stava combattendo un conflitto secolare, la “Guerra dei Cent'anni” (1337 - 1453), tra la Corona inglese e la monarchia francese per il predominio in Gallia. Alla morte dell'ultimo re capetingio la corona di Francia era contesa tra due casate legate da vincoli di parentela: i Valois e i Plantageneti d'Inghilterra. Era in ballo l'indipendenza, il prestigio e l'orgoglio di una nazione che per decenni aveva combattuto per difendere la propria identità. I francesi del Delfino Carlo VII erano in difficoltà di fronte all'irruenza dell'esercito inglese e dei loro alleati borgognoni. Parigi era in mano nemica, la strategica città di Orleans era assediata e nulla faceva sperare nella vittoria di Carlo VII. Dalle campagne francesi venne a Chinon, presso la corte francese, una giovane ragazza, povera e analfabeta, che affermava di udire voci celestiali e di vedere l'Arcangelo Michele, Santa Caterina e la Madonna. Si chiamava Giovanna d'Arco e riferì al Delfino di essere stata inviata da Dio per salvare la nazione francese. Carlo, diffidente, decise di sottoporla al giudizio di chierici e di teologi dell'Università di Poitiers e, solo quando si provò la sua sincerità, le fu affidata un'armata in soccorso di Jean, il “Bastardo di Orleans”, che difendeva la città. Nonostante non avesse il pieno comando delle truppe, Giovanni infuse un rinnovato spirito combattivo ai suoi sottoposti (impose la confessione, la preghiera quotidiana intorno al suo vessillo, allontanò le prostitute, vietò saccheggi indiscriminati...), vincendo gli assedianti e liberando Orleans. Le vittorie si susseguirono e gli inglesi miracolosamente perdevano terreno. La “Pulzella d'Orleans”, come fu soprannominata, stava compiendo un miracolo e le città nemiche si arrendevano senza combattere o capitolavano repentinamente. La vittoria francese di Patay (1429) ribaltò le sorti della guerra. Giovanna guidò le sue truppe in battaglia, sempre in prima fila, incitandoli a combattere il nemico e a non cedere alla violenza più brutale. La città sacra di Reims venne liberata e il 17 luglio 1429 Carlo VII fu consacrato re di Francia nella cattedrale cittadina. Dopo decenni la monarchia venne ristabilita e la nazione ebbe di nuovo un sovrano. Dio aveva guidato il popolo francese alla vittoria per ristabilire l'ordine che era stato sconquassato e l'unzione sacrale di Carlo VII parve l'atto finale di questo progetto. Giovanna fu la paladina della riscossa, ma il sovrano la ritenne ormai inutile per i suoi scopi. La Francia stava per essere liberata definitivamente e la “Pulzella” era un peso gravoso. La lasciò sola nelle campagne militari nel Nord e nel tentativo di riconquistare Parigi. Mentre marciava verso la città di Compiegne, Giovanna venne catturata da Giovanni di Lussemburgo, vassallo degli inglesi, e ceduta a questi. A Rouen si tenne un processo per eresia e il 30 maggio 1431, dopo indicibili torture e una falsa confessione estorta con violenza, Giovanna d'Arco venne arsa al rogo. Così tragicamente si concluse la vita terrena di una giovane francese che, per volere divino, aveva sconfitto le armate nemiche e ristabilito l'ordine in una nazione in procinto di capitolare. Eppure il suo spirito patriottico e religioso divenne d'intralcio nel momento in cui il regno di Francia risorse dalle macerie. Si parlò di tradimento da parte di Carlo VII, ma è certo che la lasciò sola senza il minimo aiuto. Fu lo stesso sovrano a indire nel 1453 il processo di riabilitazione della santa, dopo la presa di Rouen, e il 7 luglio 1456 si giunse alla sentenza di assoluzione da tutte le colpe imputatele. Il ricordo della “Pulzella d'Orleans” non si perse e la nazione francese riconobbe sempre il suo tributo alla causa patriottica. Quattro secoli dopo, il 27 gennaio 1894, papa Leone XIII la dichiarò venerabile e avviò il processo di beatificazione che si concluse il 18 aprile 1909 con Pio X. Un decennio dopo, il 16 maggio 1920, Benedetto XV la canonizzò e la proclamò patrona di Francia. Il culto di San Giovanna d'Arco ha sorretto la nazione nei momenti più difficili, soprattutto durante le due guerre mondiali che hanno insanguinato il novecento. Oggi, più che mai, i cattolici francesi la invocano per la salvezza della Patria di fronte a nemici ancora più insidiosi.

 

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