01 maggio 2017

Un Campari con... Marco Tosatti. Fatima e quel segreto non svelato

Cento anni dopo, Fatima non cessa di far discutere. Del resto è stato Benedetto XVI nel 2010 a dire che la missione profetica della rivelazione mariana non si è ancora conclusa. Ma nel 2000 con la pubblicazione del terzo segreto non era stata messa la parola fine? Non ci era stato detto che si trattava delle persecuzioni alla Chiesa, culminate con l’attentato a Giovanni Paolo II? Ne parliamo con Marco Tosatti, di cui sta per uscire l’edizione aggiornata del suo “Il segreto non svelato”.

Quali sono gli argomenti inseriti nella nuova edizione del libro?
"Chorabooks l’ha pubblicato proprio in questi giorni. Con poca modestia mi sembra di poter dire che è un libro veramente centrale per chi – senza essere uno specialista – vuole farsi un’idea di tutto ciò che è stato, ed è ancora, il problema Fatima. Per la Chiesa e per il mondo. La prima edizione, anni fa, ebbe il merito di mettere in evidenza le contraddizioni e le omissioni di un secolo. Quest’ultima opera, pur mantenendo la struttura originale, e lo sguardo non solo cattolico sul fenomeno Fatima, è aggiornato fino alle ultime settimane; e in particolare si parla di Ratzinger, e della perizia grafologica su quello che potrebbe essere un documento veramente problematico. Insomma, Fatima continua a riservarci questioni e sorprese…"

Ad un occhio attento e ragionevole non sembra proprio che la gestione della pubblicazione della terza parte del segreto di Fatima sia stata chiara e limpida. In molti ritengono che non sia stato detto tutto. Qual è la sua opinione?
 Per capire la gestione del fenomeno Fatima, da parte di pontefici, segretari di stato e altre personalità di Chiesa bisogna sempre tenere presente che la Chiesa con la “C” maiuscola nutre una profonda prudenza, per non dire diffidenza, verso le manifestazioni private del sovrannaturale, e ancora di più verso le persone dei veggenti. Il segretario di papa Wojtyla, quando in un viaggio in Africa gli chiesi di Fatima, mi rispose – cito a memoria – “Non è sempre chiaro quello che dice la Madonna e quello che dice suor Lucia”. Ora nel corso dei decenni ci sono state testimonianze di persone che hanno visto il segreto, altre che hanno visto la busta in cui era racchiuso uno dei messaggi di suor Lucia, altri che hanno scritto sulla busta per conto di Giovanni XXIII…e tutti questi pezzi non sono stati fatti combaciare, nelle varie spiegazioni ufficiali. Può essere – dico può essere, non dico che sia avvenuto – che un documento scritto da suor Lucia sia stato giudicato magari di ispirazione non sovrannaturale. Quello che è evidente però è che persone che sono state in contatto col problema hanno parlato di più messaggi, e di uno di essi che avrebbe riguardato l’apostasia nella Chiesa. E’ difficile credere che si siano inventati tutto…ma anche di questo si tratta nel libro.

Oltre agli inviti alla penitenza, al sacrificio e alla preghiera, in fondo comuni a molte apparizioni mariane, in Portogallo la Madonna ha dato anche un messaggio “politico” e in seguito disse a suor Lucia che la terza parte del segreto avrebbe dovuto essere divulgata nel 1960. Proprio il periodo in cui fervevano i preparativi per il Concilio Vaticano II… Sarà per questo che il Vaticano sembra aver paura di Fatima?
Che Fatima contenga un messaggio politico in senso lato è evidente e chiaro. Che il richiamo, ripetuto, all’anno 1960, faccia nascere un possibile riferimento al Concilio Vaticano II, foriero di interpretazioni lontane da quelle che erano le intenzioni di Giovanni XXIII e di molti dei Padri conciliari, continuità con la storia della Chiesa, non frattura, è solo naturale. E se un qualche documento eventuale di suor Lucia avesse fatto menzione dell’apostasia…beh, non bisogna essere particolarmente acuti per immaginare come potrebbe essere stato accolto in Vaticano nel dopo Concilio…E come potrebbe esserlo anche adesso, se è per questo.

La consacrazione della Russia, così come chiesta dalla Madonna, è stata fatta? Cosa pensava realmente suor Lucia al riguardo?
Nel libro dedico un capitolo proprio a questo tema. E bisogna ammettere che suor Lucia su questo punto è stata molto oscillante. Ci sono stati momenti in cui sembrava pensare che la consacrazione non fosse stata compiuta; e nell’ultima parte della sua vita invece sembra aver accondisceso ad ammettere che la consacrazione fosse stata eseguita in maniera soddisfacente. Di più non credo che si possa dire, per il momento. Se e quando saranno desecretati i documenti e i diari contenuti nella cella a Coimbra saremo in grado di avere le idee più chiare…

Le apparizioni di Fatima e di Civitavecchia sembrano fra loro strettamente collegate. E' un'analisi corretta?
Per quanto si possa analizzare un tema così difficile e sfuggente come quello delle rivelazioni private e personali, mi sembra di poter dire che non solo Fatima e Civitavecchia sono collegate, ma anche Medjugorje, e altre manifestazioni mariane, come Akita e Kibeho, secondo me fanno parte di una linea di attenzione sovrannaturale verso un mondo che sembra sempre di più rinnegare le sue basi umane.

In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede… Cosa può voler dire sulla base dei suoi studi e ricerche?
E’ una delle frasi più enigmatiche del messaggio. Perché, apparentemente, non è che il Portogallo sembri differire molto dal processo di secolarizzazione divampante in Europa. Ma nella logica del messaggio, un’affermazione del genere sembra implicare che altrove questo non avverrà. Però nella parte “rivelata” della profezia di questo non si parla più. E’ certamente uno degli elementi di maggior forza per ipotizzare che un'altra parte riguardasse proprio questo, e cioè l’apostasia nella Chiesa di cui hanno parlato Ottaviani e Ciappi e altri ancora.

“Possano questi sette anni che ci separano dal centenario affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria” disse Benedetto XVI nella sua omelia del 13 maggio 2010 a Fatima. Semplice augurio o qualcosa di più? Lei si aspetta qualcosa per questo 2017?
I tempi del sovrannaturale non sono i nostri, e le vie del sovrannaturale non assomigliano a sentieri umani. Ho fiducia che la vittoria sarà di Colei che ha schiacciato la testa del serpente. Quando questo avverrà, non sono certo io a poterlo immaginare. Magari fosse presto!  

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