28 maggio 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: Gli Asburgo, i Lanzichenecchi e Clemente VII (Parte XLIV)

di Alfredo Incollingo

Il pellegrino o il turista più attento noterà un ponte al coperto, sorretto da archi, che collega il Vaticano e Castel Sant'Angelo. A prima vista potrebbe sembrere un antico acquedotto romano, ma se aguzziamo la vista ci accorgiamo che è un vero e proprio “passetto”. E' un passaggio che conduce direttamente dai palazzi del papa alla fortezza che per secoli ha difeso il colle pietrino. Il 6 maggio del 1527 papa Clemente VII riuscì a salvarsi dalla furia dei “Lanzichenecchi” attraversando il ponte e rifuggiandosi nell'antico Mausoleo di Adriano. Le truppe mercenarie luterane dell'imperatore Carlo V imperversarono a Roma, saccheggiando e portando morte e distruzione.

Facciamo qualche passo indietro e raccontiamo brevemente questo episodio tragico della storia romana, che ha cambiato le sorti del cattolicesimo e dell'età moderna. Diversi autori cattolici definirono il “Sacco di Roma” del 1527 come un atto provvidenziale, molto cruento sì, ma necessario per svegliare la coscienza della Chiesa Cattolica e farle capire lo stato di degenerazione in cui versava. Qualche anno dopo infatti, nel 1545, papa Paolo III diede inizio ai lavori del Concilio di Trento che concretizzò le spinte controriformiste e ridiede vigore ad un cattolicesimo calante in molte nazioni europee.

Agli inizi del cinquecento la casata imperiale degli Asburgo e i sovrani Valois di Francia si contendevano la supremazia nel continente. Nel 1517 l'Europa era stata ferita dalla Riforma Protestante che di fatto aveva frantumato l'unità spirituale e culturale europea, che la Chiesa Cattolica aveva costituito a fatica. Tensioni, rivalità e il lassismo religioso del papato stavano gettando nazioni intere nel puro caos emotivo e politico. Il conflitto tra Francesco I di Valois e Carlo V d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Spagna, imperversava in ogni dove e non sembrava esserci una soluzione ai loro contrasti. Il sovrano francese aveva perso ampi territori e l'imperatore stava guadagnando terreno, soprattutto in Italia settentrionale. Papa Clemente VII, temendo di ritrovarsi l'imperatore alle porte di Roma, decise di benedire la lega di Stati che si opponeva alle pretese egemoniche di Carlo V.
Naturalmente la Francia di Francesco I, che era appena uscita da una sconfitta inflitta dagli Asburgo e sancita dal Trattato di Madrid (1526), capeggiava l'alleanza anti-imperiale. In questi frangenti la città di Roma dovette far fronte alla sedizione del cardinale Pompeo Colonna e, contrariamente a quanto era avvenuto precedentemente, il papa chiese aiuto all'imperatore. La pace fu ristabilita e, rompendo le promesse fatte a Carlo V per ottenere il suo soccorso, Clemente VII ritornò ad appoggiare il sovrano francese.

La vendetta imperiale non si fece attendere.
Gli Asburgo sguinzagliarono le truppe mercenarie tedesche al comando del generale Georg von Frundsberg. Questi soldati di ventura erano chiamati “Lanzichenecchi”, che in tedesco vuol dire “servo della regione”, intendendo l'insieme di militi ingaggiati a cottimo da principi e da conti. Erano per lo più di fede protestante e la loro marcia su Roma fu avvertita dal mondo riformato come una vendetta che il popolo tedesco protraeva contro la corrotta e oppressiva Chiesa Cattolica. In generale si vide in questo episodio un segnale pericoloso di totale debolezza del cattolicesimo. Quando i “Lanzichenecchi” sfondarono le porte della città, dilagarono in ogni dove, saccheggiando Roma e le sue ricchezze. Fu un evento funesto che è considerato tuttora uno spartiacque importante nella storia moderna.

 

1 commento :

  1. Se all'epoca i lanzichenecchi furono una sorta di sveglia traumatica per la chiesa corrotta di allora, oggidì che ci vorrebbe? Perché anche adesso ci sarebbero molte cose che puzzano di eresia e dei soliti mali, sesso, soldi, potere, alla faccia della primavera.....in attesa della salita agli altari del martire Martin Lutero, vittima della repressione del Sant'Uffizio.....

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