02 giugno 2017

I Vescovi della Costa d’Avorio condannano la Massoneria

di Enrico Maria Romano
 
Da quando il cardinal Ratzinger dichiarò che il giudizio della Chiesa sulla Massoneria non era punto variato, e rimaneva di contrarietà, sono passati molti anni, anzi decenni. Era infatti il 1983, e il giudizio di colui che sarebbe diventato Pontefice, era occasionato dalla promulgazione del nuovo Codice di diritto canonico, da parte di Giovanni Paolo II. Nel nuovo Codice infatti, per ragioni redazionali, non era esplicita la disapprovazione della massoneria, come lo era nel Codice più antico, promulgato da Benedetto XV nel 1917.

Dal 1983 ad oggi, fatta salva qualche dichiarazione di singoli prelati, non c’è mai stata una nuova e motivata riaffermazione della incompatibilità tra Chiesa e Loggia. E ciò non stupisce. Poiché nella Chiesa, a partire almeno dal Concilio Vaticano II (1962-1965), si è fatto strada un clima di ecumenismo, dialogo interreligioso, apertura al mondo contemporaneo, approvazione della laicità dello Stato e attenzione ai segni tempi, tutti valori sinteticamente e alquanto riduttivamente letti nel senso della non-condanna di nulla e di nessuno per principio.

Proprio per ciò va salutata come rara e coraggiosa la chiara disapprovazione espressa alcuni giorni fa, esattamente il 21 maggio, dalla Conferenza episcopale della Costa d’Avorio a riguardo della massoneria e delle sette affini. I presuli africani costatano che “molti cristiani per ignoranza, curiosità o desiderio di ascesa sociale si lasciano sedurre dalle teorie sviluppate da queste società segrete (…). Tra questi movimenti esoterici, la Massoneria merita che venga fatta chiarezza sull’amalgama che viene fatto circa la sua compatibilità con la fede cattolica”.

I vescovi precisano che il prossimo gennaio del 2018 in occasione della Assemblea episcopale sarà pubblicata una lettera pastorale più ampia e precisa sulla questione della Massoneria. Intanto, i presuli ricordano, a scanso di equivoci e con un linguaggio fattosi rarissimo, che “la posizione della Chiesa sulla Massoneria è stata chiara nell’intero corso della storia. La Chiesa ha condannato in modo pressoché immediato ogni forma di massoneria”.

Taluni, in ambito cattolico, tendono a distinguere una massoneria cattiva, in quanto atea e anticristiana, identificata soprattutto con le logge anticlericali francesi, e in una certa misura anche spagnole e italiane. E una massoneria buona, o almeno compatibile con la fede, che coinciderebbe con la massoneria deista e filo-cristiana, di tradizione americana e anglosassone. I vescovi della Costa d’Avorio, rigorosamente, si oppongono a questi distinguo, validi semmai nella vita pratica, ma in nessun modo in teoria. Infatti, aggiungono i presuli, “i loro principi, ovvero i principi delle variegate massonerie mondiali, sono sempre stati considerati come inconciliabili con la dottrina della Chiesa”.
In nome della prassi, in nome della pastorale, in nome di tutto e del suo contrario, una buona parte di teologi e pastori d’Occidente, vorrebbe cambiare i principi del matrimonio cristiano per venire incontro alla mentalità di oggi, ignorando bellamente la dottrina, ossia l’insegnamento del Vangelo. Il papa nero, cioè il superiore generale dei gesuiti, in una intervista di poche settimane fa, ha bellamente dichiarato che la parola “dottrina” non gli piace, anche perché nessuno aveva un registratore per registrare esattamente cosa Gesù ha detto, circa il matrimonio e più in generale sui temi che dividono…

Se siamo arrivati a tanto, e nessuno ha ripreso il preposito generale della Compagnia di Gesù, che guida decine di migliaia di sacerdoti nel mondo, si capisce meglio il valore oggettivo e universale della presente dichiarazione anti-massonica.

I vescovi non hanno paura di ledere i presunti diritti di alcuni battezzati del loro paese e dichiarano così che i massoni, se non pentiti ovviamente, non possono né ricevere la comunione né avere il funerale ecclesiastico. Di più, per i vescovi l’anima della filosofia massonica è il relativismo, e il concetto di Grande Architetto dell’universo è in realtà “un contenitore vuoto”. Secondo tanti teologi invece esso era né più né meno che il Dio cristiano, rivelato da Gesù. Stessa distanza tra fede e cattolica e massoneria si registra sulla figura di Cristo, venerato dai cristiani come redentore e dai massoni al massimo stimato come figura etica d’eccezione, e sull’idea stessa di salvezza, svuotata nelle logge.

I prelati concludono con alcuni appelli sentiti e toccanti rivolti partitamente ai giovani, agli uomini di cultura, ai responsabili parrocchiali, al clero e ai seminaristi. La richiesta è per tutti chiara e netta: bisogna rompere con la massoneria e denunciarne l’intrinseca opposizione al cristianesimo. Anche perché, come scrivono i successori degli apostoli, “a che serve all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la propria anima? (Mc 8,36)”.


Per approfondire: "No ai funerali in chiesa per il capo della massoneria della Costa d'Avorio", paese dove molti ministri sono apertamente massoni.

Per approfondire: "L'Africa spartita fra logge francesi e americane"  

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