06 giugno 2017

René Girard: La religione come strumento di Satana. 2/9: La via larga

di M. Hercule Flambeau

Una strada molto battuta nel rispondere alle insinuazioni viste nella prima parte (link), è quella di estrapolare e successivamente smentire quanto di falso si trova nella tesi riportata. Si prendono i singoli casi citati in precedenza, si studia il tema e si contrappone forza dialettica a forza dialettica.

In questo modo si può scoprire che è ridicolo paragonare il mito di Krishna con la storia di Cristo. Il primo è nato come ottavo figlio dal rapporto tra Devaki e Vasudeva, tanto che anche gli Hare Krishna rigettano l’ipotesi della sua nascita da una vergine, il secondo è nato da Maria Vergine. Il corpo di Krishna non era in tutto e per tutto paragonabile ad un corpo umano visto che, se non per un punto debole nel tallone, era invulnerabile. Krishna non ha mai camminato sulle acque o moltiplicato pani e pesci, cosa invece attribuita (ma con riconosciuta derivazione cristiana) a Madhva (1199 – 1274/76), fondatore di un movimento indù sorto proprio nella zona indiana che maggiormente aveva subito un processo di cristianizzazione. [6]

Non regge nemmeno il paragone con il mitraismo. Mitra nacque già adulto da una roccia (lasciando probabilmente dietro di sé una grotta) e non da una vergine in una grotta. La confusione con la nascita da una vergine discenderebbe dal fatto che la roccia stessa è chiamata, nel mito, “materia primordiale” o anche “prima madre”, “materia vergine”. È tuttavia chiaro come solo a seguito di un’asinina confusione lessicale si possano confondere tra loro la materia inanimata e una donna vergine. [7]

Vogliamo poi davvero paragonare il mito di Horus con la storia di Cristo? Iside e Osiride erano sposati e nessuna fonte esplicita il fatto che non avessero consumato il loro matrimonio. Il concepimento di Horus fu miracoloso, questo è vero, ma perché, dopo l’uccisione di Osiride da parte di Set, Isis ricompose i pezzi del marito e giacque con lui. Horus inoltre nacque o l’ultimo giorno del mese di ‘Khoiak’ ovvero il 15 Novembre o, secondo altre fonti, il 25 agosto e non certo il 25 dicembre. Horus aveva quattro discepoli (chiamati Heru-Shemsu) mentre una sola referenza parla di 16. Al dio egizio non vengono mai attribuiti miracoli differenti dalle guarigioni, mentre di Gesù ci sono stati tramandati la moltiplicazione dei pani e dei pesci, il placare le tempeste, il tramutare l’acqua in vino, il resuscitare i morti o l’esorcizzare i demoni. [8]

Gli studi sulla diffusione del culto del dies natalis solis invicti, hanno fortemente ridimensionato la teoria legata alla sostituzione di una festa pagana. Il Natale potrebbe aver fatto la sua prima apparizione nell’Africa donatista piuttosto che a Roma, forse tra il 243 e il 311. L’analisi dei calendari legati ai turni sacerdotali del Tempio aprono, d’altro canto, altre interessanti prospettive. La nascita di Gesù alla fine di dicembre potrebbe essere coerente con una data ricavata sulla base di una serie di calcoli congiunti: quindici mesi dopo l’annuncio a Zaccaria, nove mesi dopo l’annunciazione a Maria, sei mesi dopo la nascita di Giovanni il Battista. Se non è definitivamente accertato, tuttavia non è assolutamente escluso che la collocazione di questa festività il 25 dicembre abbia seguito un proprio percorso, indipendente dalla festa del sole. [9]

Ogni termine di paragone, dunque, ha livelli differenti di analogia con la storia di Cristo e, in alcuni casi, ci si basa su mere supposizioni in mala fede, teorie spurie spacciate per vere o vere e proprie fallacie ad ignorantiam.

Tuttavia diciamoci la verità: vi ho veramente convinto? Fino in fondo?
Avrete notato che non tutte le affermazioni riportate sopra sono supportate da riferimenti bibliografici e anche le mie stesse fonti potrebbero essere sottoposte a critica. Ho inoltre trascurato di confutare qualche punto, mentre ulteriori (e forse definitive?) prove riguardo la comparabilità del “mito” di Cristo con gli altri miti potrebbero emergere in futuro. Avremo dunque bisogno di una intera vita di studi sulle religioni comparate per raggiungere la ragionevole e mai definitiva certezza che Cristo non sia un mito associabile a tutti gli altri?
L’evidenza ci mostra che abbiamo, eliminato alcuni tralci d’edera, ma non abbiamo ucciso la bestia del dubbio. Molte, forse troppe, sono le coincidenze: umanità e divinità, morte e resurrezione, cannibalismo rituale… Si giunge ad un momento in cui nemmeno la più sensazionale dialettica unita alla più alta erudizione (e non è il mio caso) riescono a trarre in salvo la differenza dalla netta e indefinita sensazione di identità che si propaga.

[6] http://www.perfettaletizia.it/archivio/infomazione/miti/krishna.htm
[7] Cfr http://www.apologeticacattolica.it/ges%F9_mitra.htm; Proceedings of the First International Congress of Mithraic Studies. G. Bardy La conversione al cristianesimo nei primi secoli
[8] http://dallaragioneallafede.blogspot.it/2009/11/gesu-non-e-la-copia-di-divinita-egizie.html. Rodney Stark, Il trionfo del cristianesimo
[9] http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=39&page=1;
http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=39&page=3. Messori, ipotesi su Gesù  

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