05 giugno 2017

San Bonifacio. Il vescovo evangelizzatore dei germani

di Alfredo Incollingo

La decadenza dell'Impero Romano d'Occidente sembrava aver compromesso l'evangelizzazione dei popoli dell'Europa settentrionale, ancora immersi nella barberie. Le invasioni dei germani continuavano a imperversare e la civiltà perdeva continuamente terreno di fronte all'irruenza di questi uomini così truci. In questi frangenti così disperati, mentre il mondo laico cercava di difendere l'antica tradizione romana, la Chiesa Cattolica prosperò. Con più vigore di prima, conscia di dover guidare una società in pieno sconvolgimento, evangelizzò i popoli barbari che si riversavano in Italia o nell'Europa occidentale.

Santi missionari si addentrarono nelle foreste della Germania e nelle terre del Nord Europa per portarvi la Croce di Cristo. San Bonifacio era un frate benedettino di origini anglosassoni, ma predicò ai germani della Frisia, dell'Assia, della Turingia e della Baviera. Ispirato dalla Regola di San Benedetto da Norcia, fondò monasteri nelle terre più aspre del continente, portando la luce della civiltà e della fede nelle paludi e nei boschi tedeschi. Le difficoltà non erano poche. Non esisteva una chiesa locale né una gerarchia né un corpo di missionari formato e motivato. Si recò quindi a Roma per ricevere dal papa l'autorità necessaria per costruire diocesi e per consacrare nuovi vescovi. Nel 722 Gregorio II lo nominò nunzio apostolico e vescovo e nel 732 Gregorio III gli conferì il titolo di arcivescovo. Con i suoi pieni poteri edificò la chiesa tedesca (la stessa che con Lutero tradì Roma).

Fino al 745, quando divenne vescovo di Magonza, Bonifacio si impegnò attivamente per cristianizzare la Germania. Fondò chiese, diocesi e monasteri benedettini; nominò sacerdoti, missionari, vescovi e abati. I suoi confratelli educarono i germani al Vangelo, combattendo le usanze pagane che continuavano a persistere. Non si ebbero persecuzioni (come quelle romane) o violente (come quelle protestanti) per arginare il paganesimo. San Bonifacio, in linea con la Chiesa Cattolica, tollerava le tradizioni rurali germane e nello stesso tempo incoraggiava i fedeli ad abbandonarle con la confessione, spiegando la negatività della magia e delle pratiche spiritiste. Questi meriti lo resero un sant'uomo, lodato dai grandi dell'epoca, Carlo Magno, per esempio, e, solo con il suo zelo e con la sua fede, quelle genti “feroci e ignoranti”, come le definì, conobbero Cristo. Eppure quelle genti, nonostante i benedici acquisiti, lo uccisero il 5 giugno 754 nei pressi di Dokkum, nei Paesi Bassi.

Oggi, ci chiederemo, cosa resta della Germania cristiana? Il martirio di San Bonifacio non ricorda il colpo di grazia inferto da diversi porporati tedeschi al cattolicesimo negli ultimi tempi?  

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