18 giugno 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: i santi dottori (Parte XLVII)

di Alfredo Incollingo
Nel 303 d.C. i fratelli e i medici Cosma e Damiano furono decapitati a Cirro, in Siria, durante le terribili persecuzioni dell'imperatore Diocleziano. In quei tragici frangenti furono molti i santi martiri che trovarono la morte. Come spesso accade per le personalità vissute nell'antichità, le loro origini sono ignote e sono alle volte ammantate da tratti leggendari. C'è chi li vuole natii dell'Arabia e chi della Turchia, ma queste disquisizioni sono nulla rispetto alla santità delle loro opere di carità.

E' certo che provenissero da una ricca famiglia, potendosi permettere gli studi di medicina. La loro professione era una delle più ambite, anche perché all'epoca i medici scarseggiavano e il profitto era di conseguenza molto elevato. Nonostante il loro mestiere così prestigioso e remunerativo non svalutarono la loro fede in Gesù Cristo, preferendo seguire gli insegnamenti del Vangelo piuttosto che Mammona. Curavano gratuitamente chi non poteva permettersi di pagare le cure, compiendo numerosi miracoli. Cosma o Damiano riuscirono miracolosamente a rimarginare una gamba in cancrena, per esempio. La loro carità, in odore di santità, li rese noti e la fama causò l'arresto e la morte. Il martirio, vissuto con gioia, ebbe dell'incredibile e del divino. Furono dardeggiati, torturati, crocifissi e lapidati, ma i colpi dei persecutori non sortirono ferite e sofferenze. Protetti da Dio i due santi fratelli resistettero, fino a quando i soldati romani non li decapitarono.

Il culto dei Santi Cosma e Damiano ebbe una rapida e capillare diffusione in tutta l'Impero Romano. A Roma nel VII secolo papa Felice IV edificò una basilica in onore dei due santi martiri, sulle rovine del Foro della Pace, in prossimità del Tempio di Roma e del luogo di culto dei Dioscuri (Castore e Polluce). Il papa volle così porre fine alla devozione verso costoro e inaugurare il cristianissimo culto di Santi Cosma e Damiano.

Il Viaggio continua.  

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