14 luglio 2017

Boia chi trolla: il fascismo è il nuovo tormentone dell’estate


di Giorgio Enrico Cavallo

Settant’anni dopo, l’estate è fascista. Fascista, il lido di Chioggia, ove si concedono meritato riposo i militi dell’Impero. Fascisti, i chiacchiericci su una ben nota piattaforma della propaganda d’oltreoceano detta Faccialibro, sulla quale si trastullano gli oziosi balilla e anche certuni uomini politici. Fascismo, virilissimo e romanissimo fascismo. Che non c’è. Perché, al di là del linguaggio roboante (a proposito, spero abbiate letto intonando come in un cinegiornale Luce) il fascismo è morto. Morto. M-o-r-t-o. Non c’è più, perché non appena in Italia sono giunti gli alleati, tutti hanno cambiato bandiera, eccetto pochi irriducibili che, quando è andata loro male, sono finiti contro un muro. Gli altri, che magari salutavano romanamente fino al giorno prima, hanno improvvisamente millantato una patente di militanza partigiana. Sono diventati tutti intellettuali antifascisti. Sono saltati tutti sul carro dei vincitori. E questa è la storia, signori: il regime aveva perso, chi poteva si salvava la vita applaudendo ai partigiani.
Dunque, a distanza di oltre Settant’anni, di che fascismo stiamo parlando? Di quello immaginato da qualche fantasioso revanscista? Più che fascismo, è folklore. Ma no, tutto fa brodo, perché con questo folklore è possibile ripescare dal cassetto dei ricordi lo spettro del fascismo per farne il nuovo tormentone dell’estate. Altro che canzoni spagnoleggianti sulla Riviera Romagnola. Nel 2017 si parla – udite, udite – dell’urgenza di una legge contro l’apologia di fascismo. Quello morto da 70 anni. Ed ecco la bagarre con tifo da stadio tra fanta-fascisti e vetero-comunisti (quelli ci sono ancora, ma sono come i dinosauri: una specie quasi estinta; a sinistra, gli altri hanno stretto il patto con il diavolo ed ora fanno i fighetti con la Porsche). Una bagarre paradossale: in un paese gravato da problemi immani, con una lista di debiti lunga come quella di Paperino con zio Paperone, aggredito alle frontiere, sbeffeggiato in Europa, con la crescita demografica ridotta ai minimi termini, lorsignori parlano di fascismo. Di una legge per vietare il fascismo. Che poi c’è già, è la legge Scelba, del 1952.
Lo sappiamo: il fascismo è il troll della politica italiana, che si diverte a provocare gli altri utenti di quel social chiamato Parlamento. È lo spettro evocato da chi non ha argomenti. È il babau sotto il letto che viene periodicamente portato allo scoperto da chi non sa come risolvere i problemi del paese. E pensa di combattere contro uno spettro. Contro i morti. Contento lui, si dirà, contenti tutti. Peccato che questi qui con la storia del fascismo sempre redivivo e sempre da combattere abbiano un tantino stancato. Ma solo un poco, eh. Perché con tutti i problemi del paese (problemi urgenti) questi qui se la passano comodi a parlare di come tappare la bocca ai fascisti. Che non esistono.
Ma state pur tranquilli, i fascisti esistono nella loro testa. Perché c’è gente così malata da pensare che una spiaggia gestita da un signore un po’ pittoresco sia espressione del fascismo più brutale. Roba che nemmeno Mussolini da piazza Venezia. Più che una legge liberticida, è una legge patetica, proposta da chi vive in un mondo ideologico, convinto che roba come fascismo e comunismo siano ancora attuali mentre appartengono all’altro secolo. Sono morti, entrambi, solo che del fascismo è stato celebrato un tragico funerale, mentre il comunismo è attualmente in un ospedale, in stato comatoso. Cosa li abbia sostituiti, è ancora difficile da dire.
Che poi sia una legge pericolosa, è indiscutibile. Una legge contro le opinioni? Certo. Una legge che può ritorcersi contro chiunque non ossequi il politicamente corretto? Certo. Ma è essenzialmente una legge frutto del peggiore proibizionismo in salsa italica, che se la prende con il merchandising e con le immagini del duce. Vi trovano in casa il cimelio del nonno, soldato in Abissinia? Fascisti. Avete acquistato su internet un oggetto storico legato al fascio? Vergognosi fascisti. Ascoltate musiche fasciste in macchina o sotto la doccia cantate Faccetta Nera? Ignobili fascisti. D’altronde, se da una parte i legislatori italiani stanno cercando da tempo di imbavagliare le voci dei dissidenti, dall’altra (lo sappiamo) i giudici sono particolarmente creativi nell’interpretare le leggi. Insomma, spolverare lo spaventapasseri del duce è un ottimo modo per portare in cascina una disposizione contro la libertà di espressione, che viene dipinta come doverosa e giusta.
Finché non sarà approvata, tuttavia, quella Fiano resta una proposta di legge contro i fantasmi (e contro i gestori delle spiagge in quel di Chioggia). Una legge sulla fuffa, che rivela il perché l’Italia è nelle condizioni in cui è. Al posto che pensare al futuro, con politiche rivolte ai giovani per incrementare il numero dei figli, per garantire un lavoro duraturo e per ridare speranza al paese, il Pd e i suoi soci pensano al passato. A settant’anni fa. «Il passato e già dietro le nostre spalle. L'avvenire è nostro», diceva “lui”. Per il Pd, «Il passato è nostro. Voltiamo le spalle al futuro». Anche questa frase, mi raccomando, leggetela come una radiocronaca Luce…
 

1 commento :

  1. Come disse Churchill, "Non capisco, in Italia fino al 7 settembre c'erano 45 mln. di fascisti, il giorno dopo 45.mln. di antifascisti, non mi tornano i conti, dovrebbero essere 90, invece sono sempre 45". Quando si farà una legge che condanni i crimini comunisti in tutto il mondo, che furono ben peggiori, sarò d'accordo, intanto faccio notare che da ben 72 anni siamo sotto un sinistro regime, di nome e di fatto, che ci sta trascinando alla rovina, altro che duce......

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