28 luglio 2017

I fondamenti dell'esistenza

(tratto da S. Pinna - D. Riserbato (curr.), Ubi fides ibi libertas. Studi in onore di Giacomo Biffi, Cantagalli, Siena 2016, pp. 303-304) 

di +Giacomo Biffi (vescovo)
1. Tre verità
Nel progetto predisposto da Dio per la salvezza degli uomini, ci sono tre pilastri che reggono tutto l’edificio della nostra esistenza. Se essi cedono, il crollo di tutti i valori è immancabile.
Sono anche le verità che è indispensabile accogliere, se ci si vuol chiamare cristiani. Queste verità sono: Dio, nostro Padre e amico; Gesù Cristo, inviato e Figlio di Dio; la Chiesa, come popolo dei salvati e comunità di coloro che sono in attesa del Regno di Dio.

2. Tre verità connesse
Queste verità sono tra loro così legate che se una si smarrisce, o presto o tardi anche le altre si perdono.
La storia di questi ultimi secoli lo dimostra. Quattro secoli fa per la prima volta in Europa si mise in discussione l’idea di Chiesa, pur conservando una profonda fede in Cristo, Dio e salvatore. Dopo qualche secolo però, dove si era persa l’idea giusta di Chiesa, si finì per scoronare Cristo della sua divinità e pensarlo come un puro uomo, sia pure grande e geniale. E divenne un luogo comune pensare a lui solo come al «primo socialista», a un liberatore degli oppressi, a un predicatore di giustizia terrestre. Affascinanti idiozie: se Gesù non fosse veramente il Figlio di Dio, sarebbe solo un esaltato e un uomo fallito.
Corrosa la fede in Cristo, anche l’idea di Dio, che sembrava vivissima, a poco a poco cominciava a sbiadire. E, per la prima volta nella storia, fece la sua comparsa l’ateismo di massa.

3. La fine dell’uomo
Sembrò in principio che anche senza l’idea di Dio si potessero salvare gli ideali umani di giustizia e di moralità. Qualcuno, più intelligente, vide invece dove si andava a finire: «Se Dio non esiste, tutto è lecito», dice un personaggio di Dostoevskij e arriva a giustificare l’omicidio.
Oggi ce ne stiamo convincendo a nostre spese. Questa società presuntuosa, che ha demolito i suoi fondamenti, non riesce più a stare in piedi: niente sembra più avere significato, nessun valore sembra sostenersi. Siamo di fronte a un mondo senza senso, che si avvia inesorabilmente alla disperazione.

4. La nostra speranza
Naturalmente alla disperazione noi non arriviamo, perché a noi è stata data una grande speranza e ogni celebrazione pasquale ce ne ripropone il motivo e ce ne ridona la freschezza e la vitalità.
Purché restiamo ben consapevoli dei tre «pilastri» e della loro necessaria concatenazione: non si riesce a salvare una esistenza umana degna di questo nome, senza la fede in Dio; non si riesce a credere in Dio che ci è Padre e non ci abbandona, senza la contemplazione di Gesù crocifisso e risorto, nel quale l’amore di Dio si è rivelato; non si arriva a conoscere veramente chi è Gesù, se non ci si mantiene nella Chiesa, «colonna e fondamento della verità», «Sposa senza macchia e senza ruga», come dice san Paolo.
Coi fondamenti della nostra esistenza non si può scherzare: chi ci verrà a tirar fuori dalle macerie dei nostri pretenziosi castelli?

 

1 commento :

  1. Ottimo articolo!... Giudizio molto di parte di chi ha dedicato al card. Giacomo Biffi una pagina web con diverse registrazioni in mp3 di sue catechesi (alcune disponibili anche in podcast). Vedi il link:
    http://www.medvan.it/mp3.asp

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