04 luglio 2017

I miracoli di Charlie


di Paolo Spaziani

Nel momento in cui scrivo questo articolo non si conosce ancora quale sia la sorte del piccolo Charlie Gard, ma di una cosa siamo certi: abbiamo visto dei miracoli e, come ha scritto la giornalista Raffaella Frullone, “noi ne abbiamo le prove”. “Per molte persone questo bambino non è nulla”, ha scritto la Frullone in un post su Facebook che ha fatto letteralmente il giro del mondo, “Cosa dobbiamo tenere in vita? mi chiedeva una ragazza fresca di medicina. (…) Charlie non sorride, non gattona, non mangia le prime pappe, Charlie semplicemente sta. Eppure semplicemente stando, semplicemente esistendo ha scatenato di tutto”. Quella di Charlie è la storia di un miracolo cui tutti stiamo assistendo a bocca aperta. Un popolo che si è letteralmente alzato in piedi, come ha esortato San Giovanni Paolo II, davanti all’omicidio per sentenza del più indifeso degli esseri umani. Gli effetti di questo risveglio delle coscienze è stato sorprendente e, giorno dopo giorno, ha assunto le sembianze di un fiume in piena che è riuscito a travolgere l’indifferenza e la codardia. In pochi giorni in ogni parte del mondo sono sorte veglie spontanee di preghiera: dalla Polonia al Brasile, dal Belgio alla Francia centinaia di persone si sono raccolte in preghiera per chiedere la salvezza del piccolo Charlie. I centralini di Casa Santa Marta, delle ambasciate inglesi e americane sono stati letteralmente presi d’assalto da migliaia di persone che hanno sollecitato l’intervento del Santo Padre, del governo inglese e del Presidente Donald Trump. I social network hanno rilanciato in modo incessante gli appelli e nella giornata di domenica “Charlie’s Army” si è radunato davanti a Buckingham Palace con un protesta pacifica, che mostrava un cartello inequivocabile “It’s a murder”. “Tentativi da poveri illusi”, alcuni hanno commentato, eppure nelle scorse ore abbiamo visto accadere quello che fino a pochi giorni prima era impensabile: il Santo Padre, tramite un comunicato, ha espresso il proprio sostegno ai genitori che intendono mantenere in vita il proprio figlio e il Presidente Trump si è reso disponibile ad aiutare il piccolo Charlie. Poche ore dopo l’Ospedale Bambin Gesù si metteva in contatto con il Great Hormond Street Hospital confermando di poter accogliere e curare Charlie. Una vera e propria gara di solidarietà che si è scatenata negli ultimi giorni, grazie alle pressioni esercitate da migliaia di persone che non hanno mai perso la speranza. Vedere un popolo che si muove in modo spontaneo, senza ordini di scuderia, è qualcosa di veramente miracoloso. Un popolo che non ha avuto bisogno di un segnale per far sentire la propria voce, ma si è messo a pregare, a chiedere il miracolo in tutti i modi possibili. Quanto accaduto evidenzia una dinamica opposta rispetto a quella di molte iniziative organizzate dalla Chiesa, dai movimenti ecclesiali e dall’associazionismo cattolico. In questi casi il popolo si é mosso anche in forza di un invito a partecipare, nel caso di Charlie, al contrario, è stato il popolo che ha preso l’iniziativa in modo spontaneo riuscendo a “guidare” la Chiesa stessa in un giudizio su quanto stava avvenendo. Il comunicato di Papa Francesco, la nuova dichiarazione rettificata di Monsignor Paglia e la disponibilità dell’Ospedale Bambin Gesù ad accogliere Charlie sono anche il frutto di una forte e spontanea pressione esercitata dal popolo cattolico che ancora ritiene la vita, la famiglia e la libertà di educazione valori non negoziabili. Un popolo spesso bistrattato, appellato nei modi peggiori possibili, ma che è vivo e vegeto. E’ in questa gente semplice, che si è messa a sgranare rosari, a scendere nelle piazze, a telefonare a mezzo mondo che è conservato il seme della nostra fede. In un celebre dialogo tra Gesù e Don Camillo Guareschi scrive: “Signore, io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pudore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l’autodistruzione di cui parlavo. L’uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale (…) Signore, se è questo ciò che accadrà, cosa possiamo fare noi? Il Cristo sorrise: “Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede”. Charlie, il piccolo e inerme Charlie, lui che semplicemente sta, ha mostrato un volto nuovo del popolo cristiano, capace di lottare in tutti i modi per salvare il seme della fede, racchiuso nel corpicino malato di un bimbo dieci mesi. 
Qualcuno vi racconterà che quanto sta accadendo è frutto di semplici coincidenze o di una concatenazione di eventi mediatici. Venerdì scorso alle ore 12 Charlie doveva essere ucciso, eppure i medici hanno deciso di dare alcuni giorni in più ai genitori per stare con il piccolo Charlie. Una decisione inspiegabile, in quanto un eventuale prolungamento dei giorni di vita di Charlie avrebbe inevitabilmente portato ad un aumento del clamore mediatico, così come poi avvenuto. Non ci sono spiegazioni, si tratta semplicemente di arrendersi davanti all’evidenza. “Noi siamo quelli che hanno visto eppure hanno creduto” ha scritto Chesterton, perché i miracoli accadono e noi abbiamo le prove.

 

1 commento :

  1. piango, finalmente piango. Fino ad oggi ho provato solo rabbia e impotenza. Oggi piango di felicità. Oggi ho la matematica certezza che non solo Charlie ce la farà perchè attraverso i popoli, Dio stesso si è mosso per lui...ma anche i popoli del mondo ce la faranno perchè attraverso Charlie, Dio ha risvegliato in tutti la coscienza che si era assopita tra Media, abitudini comode, ignoranza e piaceri. Dio agisce attraverso i piccoli e gli umili e attraverso questa piccola, inerme creatura ha riacceso il fuoco che tutti avevamo ormai spento nel cuore e nell'anima. Charlie, un piccolo inerme " apparentemente inutile bambino " che sveglia interi eserciti dal torpore del tran tran quotidiano conducendoli per mano a credere ancora nella vita e nell'amore . Qualcuno crede ancora che ci siano vite inutili? Qualcuno ha già compreso quanto siano preziose le vite dei disabili? Disabili come Gesù sulla Santa Croce. Preziosissimi come Gesù sulla Santa Croce. Disabili come tutti noi che non siamo perfetti. Preziosissimi come tutti coloro che " STANNO" NELLA VITA E NELL'AMORE. Spero che tanti ,ora, potranno comprendere la diabolica inutile eutanasia. Grazie Dio. Grazie Charlie.

    RispondiElimina