07 luglio 2017

Il Sacro timor di Dio

di Donizetti

Dio apprezza i meriti di chi sa lottare per conquistare, mantenere e diffondere la fede cattolica in momenti in cui la fede è presa in giro e perseguitata, a volte persino all’interno della Chiesa stessa.
Sugli apostoli terrorizzati dal mondo che li odiava, e rinchiusi a doppia mandata letteralmente, assieme a Maria, nel cenacolo, la terza persona della Trinità, lo Spirito Santo, discende e li “equipaggia” dei suoi sette doni; rivestiti di forza dall'alto gli apostoli andranno in tutto il mondo senza paura, ma con coraggio, per evangelizzarlo fino alla morte, fino al martirio.
Uno dei sette doni dello spirito santo é Il Sacro Timor di Dio, questo ormai sconosciuto o malcompreso. 

Oggi il credente subisce questo pensiero del Tentatore: “Sì, vado a messa… sì ogni 4/5 mesi se va bene mi confesso, faccio sempre la Comunione, senza bisogno di un approfondito esame di coscienza, ma decidermi per Dio nella concretezza della mia vita... dai non fa per me! Le trasgressioni le fanno tutti, non essere fedeli al Vangelo, lo fanno tutti, chi mi vede...Dio? Ma Dio é misericordioso e mi perdonerà questo peccato, ... Dio? Quando gli devo chiedere qualcosa, sì di Lui mi ricordo....”

S. Bernardo parlava spesso sulla necessità del timore di Dio, per avvicinarci sempre più a Lui e capire se un comportamento è o no peccaminoso; oggi ci risponderebbe: Certo!, “il timore di Dio e l'amore sono le due braccia con le quali abbracciamo Dio” (S. Bernardo)

Per amare Dio, per essere cattolici é necessario il timore di Dio che passa per il pentimento: l'uomo deve rinnegare le sue passioni, perché o noi le dominiamo o ne saremo dominati e se l’anima non riconosce le proprie colpe perché le vede scusate senza pentimento e penitenza confonderà il peccato, e così oggi il male é chiamato bene e il bene, male. C’è un bisogno assoluto di questo Timor di Dio, filiale, che non vuole più arrecare dolore al Padre col peccato.

Un grande peccatore pentito, Sant’Agostino, ci dice: “Beata l’anima di colui che teme Dio, perché è forte contro le tentazioni del demonio (…). Beato l’uomo al quale è stato dato di aver sempre dinanzi agli occhi il Timor di Dio. Chi teme il Signore si tiene lontano dalla cattiva strada e dirige i suoi passi sulla via della della virtù. Il Timor di Dio fa l’uomo attento e vigilante per non peccare. Dove non c’è timor di Dio regna la vita dissoluta” (S.Agostino, Discorso sull’umiltà e timor di Dio).
L’amor di Dio e il Timore filiale di Dio son due aspetti di un’unica realtà.
Invocare questo dono dello Spirito Santo oggi, nel 2017 significa aver paura di perdere la verità che é Cristo, nel mare del relativismo delle verità. Invocare oggi questo dono significa aver bene le idee chiare sul perché della Vita e della esistenza, sul senso della nostra vita, e sulla verità della fede cattolica. Temiamo di perdere Dio, di stare lontani da Lui, perché lontano da Dio l'uomo si trasforma in bestia, e lontano da Dio nell'oscurità, ha un cuore freddo e smette di amare non avendo, perché ha perso il suo Creatore, un cuore acceso come quel sacro cuore di Cristo, bruciante di amore prima per il Padre e poi per l'umanitá intera.  

0 commenti :

Posta un commento