16 luglio 2017

#NoViaLutero. Un Campari con... il Comitato bergamasco

In merito alla spinosa questione dell'intitolazione di una via a Martin Lutero a Bergamo, si è costituito un comitato che, tenuto conto dei gravi limiti del personaggio in questione, sta esprimendo una forte contrarietà. I promotori hanno già raccolto molte adesioni. Abbiamo intervistato il portavoce Lorenzo Vitali.
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1. Bergamo vogliono intitolare una via a Martin Lutero. Voi siete contrari in un’ottica laica o religiosa?
Coerentemente – e forse un po’ provocatoriamente – iniziamo con una domanda dal sapore smaccatamente luterano! [ride] Da Cattolico non posso parlare di una «ottica laica» contrapposta ad una «ottica religiosa», perché l’uomo è una realtà unica ed inscindibile, e come tale va giudicato. È invece una argomentazione tipica della dottrina luterana quella di separare la ragione dalla fede.
La nostra campagna ha l’obiettivo di difendere la verità morale, umana e reale, cioè di ristabilire la verità storica integrale, in quella unità che il Luteranesimo ha disconosciuto: Martin Lutero è un personaggio storico che non si può indicare come modello.
Da Cattolico ritengo che la fede non sia un «sentimento» che isola le persone – come afferma, invece, il Luteranesimo – ma una Verità data da una realtà che unisce i fedeli. Il nostro obiettivo, con questa campagna, è il ristabilimento della Verità storica e dottrinale, evidenziando l’indegnità del personaggio storico nei suoi comportamenti, nei suoi scritti, nei suoi insegnamenti e nelle conseguenze della sua predicazione.
Penso alle conseguenze, ad esempio, della negazione del libero arbitrio e della responsabilità, che oggi sta dispiegando i suoi più tragici effetti, giungendo a negare la libertà dell’uomo. O ancora la negazione della possibilità di miglioramento dell’uomo dalla sua condizione, dalla quale può risollevarsi grazie al libero arbitrio. E la definitiva rottura dell’οἰκουμένη, l’ecumene, dell’unità morale, spirituale e liturgica dei popoli europei, con la creazione di vere e proprie «chiese di Stato», che hanno consegnato la Chiesa ai poteri del tempo, iniziando e giustificando la subordinazione del potere spirituale al potere temporale e dando il via alle guerre di religione.
Ecco, con la nostra azione di informazione e di sensibilizzazione, noi desideriamo semplicemente servire la Verità, che non è né laica né religiosa.

2 Si possono brevemente spiegare i motivi della contrarietà?
Come lei ben sa, chiedere ad un avvocato di essere breve e sintetico è un atto di estremo coraggio… [sorride]
Il testo della lettera inviata al Sindaco di Bergamo ed al Presidente del Consiglio comunale è molto circostanziata e contiene – sia pur per sommi capi – molti degli elementi storici sulla base dei quali, inequivocabilmente, non è possibile indicare il personaggio Martin Lutero quale esempio per i cittadini.
Mi permetta, però, alcune considerazioni. Innanzitutto la critica non è rivolta né alla religione luterana né ai fedeli luterani, ma all’uomo, alla figura storica, al suo pensiero, ai suoi gesti ed alle conseguenze dei suoi insegnamenti. La proposta approvata dal Consiglio comunale, infatti, non è di intitolare una via alla «Riforma luterana» (che, da Cattolico, non posso che considerare un’eresia, anzi «la somma di tutte le eresie», come insegna San Pio X) o ai «Cittadini luterani», ma a «Martin Lutero»: solo su di lui – ripeto – si concentrano la nostre osservazioni.
Inoltre le critiche mosse nella lettera – poi ripresa nella petizione – non si fondano su sentimenti personali, ma su documenti condivisi dalla comunità scientifica: le opere autografe di Lutero e gli studi di eminentissimi storici (peraltro, nel caso specifico, tutti luterani). Abbiamo riportato fedelmente studi e documenti storici e volutamente non ci siamo soffermati – né abbiamo fatto cenno – ad elementi sui quali gli storici ancora non concordano del tutto (l’esempio più noto è sulle circostanze della morte) o afferenti alla sfera più intima.
Di Martin Lutero si può certo affermare – senza possibilità di smentita – che fosse un omicida, un guerrafondaio, un antisemita, un violento, un uomo dedito ai vizi, un bestemmiatore, e di tutto ciò impenitente fino all’esalazione dell’ultimo respiro. E non dimentichiamo le conseguenze devastanti della sua predicazioni sulla politica europea: il Luteranesimo ha rappresentato l’inizio della «rivoluzione» morale, sociale, politica ed antropologica che sta giungendo ora alle sue estreme – e speriamo ultime – conseguenze.

3. Secondo voi, la recente infatuazione per Lutero è un cedimento culturale?
È evidente che ci sia un problema di cedimento culturale che va avanti da tre/quattrocento anni: nella società e nella Chiesa c’è un avanzamento del pensiero luterano! Così come la didattica scolastica è improntata quasi esclusivamente sulle ideologie marxiste e luterane, le quali hanno monopolizzato la manualistica ed estinto la visione critica dei docenti e dei discenti. Ecco perché credo che l’approvazione della proposta da parte del Consiglio comunale di Bergamo – all’unanimità! – sia essenzialmente frutto di ignoranza storica: ignoranza pur sempre colpevole.
Sul punto mi piace ricordare le parole con le quali il Beato Papa Paolo VI (un Papa che certo non si può tacciare di integralismo religioso né di tradizionalismo bigotto!) si confidò all’amico filosofo Jean Guitton l’8 settembre 1977, pochi mesi prima di ritornare al Padre: « C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell'Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia ».
È peraltro indubbio che, oggi, il mondo luterano sia in costante declino ed i Paesi protestanti stiano perdendo la fede e, con essa, i capisaldi ed i riferimenti antropologici (la vicenda più recente della famiglia Gard, cattolica, ne è solo l’ultimo esempio).

4. Quante persone si sono già associate alla vostra presa di posizione?
In questa società di eterna festa (in cui tutto è bello e tutto è facile), è meraviglioso e confortante scoprire che vi sono ancora persone che – di fronte all’unanimismo del «pensiero unico dominante» – si fermano a pensare e creano una reazione popolare, si impegnano e ci mettono la volontà.
Un grande maestro, alcuni anni fa, insegnava che in una situazione di post-peccato come quella umana, già il combattere è una vittoria: una vittoria contro la paura, contro la ritrosia; il combattere è una elevazione: la battaglia è sulla Verità, non sui numeri.
E forti della certezza della Verità abbiamo deciso di iniziare questa campagna culturale di sensibilizzazione.
In pochi giorni ne abbiamo messo per iscritto le motivazioni, abbiamo creato una pagina su Facebook e domenica scorsa [9 luglio 2017] abbiamo provato a raccogliere le firme con un banchetto: pressoché tutte le persone incontrate, brevemente informate dell’iniziativa, non solo vi hanno aderito, ma a loro volta hanno richiesto il materiale (tutto prodotto e stampato con la buona volontà) da far firmare ad amici e parenti. Il giorno dopo abbiamo provato a caricare on-line la petizione e, già nelle prime ore, solo attraverso il passaparola, abbiamo raccolto centinaia di adesioni.
Ora pensiamo a continuare la nostra opera di sensibilizzazione culturale a servizio della Verità: la raccolta delle firme prosegue per tutta l’estate e in autunno non escludiamo di organizzare una conferenza sul tema (probabilmente la prima non celebrativa dell’eresia luterana nella nostra provincia).  

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