06 luglio 2017

René Girard: La religione come strumento di Satana. 6/9: vita e morte di Gesù: il trionfo di Satana.

di Hercule Flambeau
Se l’occultamento nel sacro dell’uccisione di un innocente sull’altare della pacifica convivenza sociale è opera di Satana, il suo capolavoro si compì, per un istante, sul Calvario. Già nella storia ebraica tutta l’umanità è stirpe di Caino, il fondatore della civiltà è l’uccisore del fratello innocente ma l’apice della violenza mimetica contro un essere indifeso, lo si raggiunse con il sacrificio dell’agnello più puro (o, a scelta, del giovane capro espiatorio) [38], nel realizzarsi sul Golgota dell’empio vaticinio di Caifa, degno figlio di Satana:

Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: ‘Che facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione’. Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: ‘Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera.’ Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.” [39]

Gesù, per chi se lo fosse perso , nacque a Betlemme e crebbe a Nazareth; visse da uomo integro, fece bene e si fece volere bene, diede a Cesare ciò che era di Cesare e nessuno ebbe nulla da eccepire finché, verso i trent’anni, cominciò anche a dare a Dio ciò che è di Dio. Allora cominciò a parlare con autorità, a compiere miracoli, a rimettere i peccati e a resuscitare i morti. Venne preso, giudicato, schernito e torturato; ucciso come l’ultimo dei malfattori.

Già nella legge mosaica il popolo ebraico sceglieva due capri per il rito: il primo, di Dio, veniva immolato sull’altare, il secondo, di Satana, veniva abbandonato libero nel deserto carico dei peccati del popolo. Gesù o Barabba? Gesù e Barabba. Egli fu ammazzato per il timore del potere, politico e religioso, che la sua permanenza nel mondo dei viventi portasse ulteriore scompiglio e ribellione. Il giusto fu immolato come vittima per placare gli animi, ucciso per la buona pace e prosperità del regno dei potenti.

La violenza della folla e del governo contro di Lui saziò la brama di sangue del popolo e ristorò il desiderio di ordine delle autorità. Per una volta tutti furono d’accordo: il popolo e il governo. “Tutti erano contro di lui. […] In modo che il governo gliene voleva come l’ultimo dei carrettieri.” Gran brutto affare. [40]

Spesso si ricorda come l’atto più ecumenico della storia della Chiesa sia stato, al suo inizio, il tradimento del Maestro da parte di tutti i suoi discepoli. Nessuno escluso. Nell’ottica in cui abbiamo analizzato gli eventi, questo particolare non fu né secondario né incidentale. Anche nel caso della morte di Cristo operava, potente, quella che fin qui abbiamo definito unità mimetica, la forza che coagula tutti gli uomini contro un unico capro espiatorio.

Il Demonio, in ogni caso, è uno spirito pragmatico : non richiese necessariamente che tutti prendessero parte attiva all’omicidio, fu sufficiente che non si opponessero alla volontà popolare eccitata dalle menzogne del potere. Al Demonio bastò che gli uomini di buona volontà si accontentassero di non fare nulla, era sufficiente che si rinchiudessero per paura dei giudei in qualche sala congressi, ad ammuffire nel ricordo di quell’uomo vissuto da grande ma condannato e ucciso dagli uomini. [41]

Satana scaccia Satana e ristabilisce il suo regno iniquo. Addirittura due Vangeli su quattro ci riportano il grido di Cristo dalla croce: “Eloì, Eloì, Lemà Sabactani” che vuol dire: “Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?” [42] È il momentaneo ed effimero trionfo del Demonio. [43] È il tempo in cui Pilato e Caifa divennero amici, quando i poteri di questo mondo si riequilibrarono per un attimo facendo calare una cappa di quiete e di morte sul mondo; una pace finalmente ristabilita sulla docile menzogna. [44]
[38] Louis Charbonneau-Lassay, The Bestiary of Christ. Translated and abridged by D.M. Dooling. P. 83
[39] Giovanni 11,45-53
[40] “Tutti erano contro di lui. Tutti volevano la sua morte. È strano. Mondi che di solito non erano insieme. Il governo e il popolo. In modo che il governo gliene voleva come l’ultimo dei carrettieri. Tanto quanto l’ultimo dei carrettieri. E l’ultimo dei carrettieri come il governo. Tanto quanto il governo. Era essere sfortunati. Quando si ha l’uno per sé, l’altro contro di sé a volte se ne scampa. Ce la si cava. Si può cavarsela. Si può scamparla. Ma lui non se la sarebbe scampata. Sicuramente non se la sarebbe scampata. Quando si hanno tutti contro di sé. Cosa aveva dunque fatto a tutti. Ve lo dirò: Aveva salvato il mondo.” C. Peguy, Il mistero della carità di Giovana d’arco.
[41] “Bad men need nothing more to compass their ends, than that good men should look on and do nothing” John Stuart Mill, Inaugural Addresse, Delivered to the University of St. Andrews: Feb. 1st 1867
[42] “Nella “Chute”, Albert Camus fa osservare al suo personaggio principale che l’«Eli, Eli, Lama Sabachtani» è stato «censurato» da due Vangeli su quattro (17). Come si rivela più profonda Simone Weil nel giudicare la presenza di questa frase negli altri due Vangeli come un segno palese della loro origine soprannaturale: per assumere così radicalmente il carattere naturalistico della morte, il testo evangelico deve poggiare sull’incrollabile certezza di una trascendenza estranea a questa morte.“ [delle cose nascoste fina dalla fondazione del mondo, p. 128]
[43] Vedo Satana cadere come la Folgore
[44] “La produzione desiderante è l’utopia di un mondo senza conflitti, una grande nube d’inchiostro destinata a nascondere una capitolazione senza condizioni.” Il risentimento
 

1 commento :

  1. voglio scriverlo, questi articoli che avete iniziato a proporre sul pensiero di Girard li trovo molto interessanti. Non solo sul contenuto, ma anche sullo stile che avete usato, non troppo lunghi, con ampie note ed uno stile di scrittura non difficoltoso, mai noioso. Un piacere settimanale.

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