25 luglio 2017

Un Campari con... Aurelio Porfiri. Due libri fra musica e attualità

Abbiamo incontrato Aurelio Porfiri, compositore di musica sacra e scrittore, reduce da due esperienze editoriali molto interessanti. Per conoscerlo meglio rimandiamo anche al sito aurelioporfiri.com.

Ha appena pubblicato due volumi, che ci può dire al riguardo?
Il primo dei due si chiama "Les deux chemins" (acquistabile qui), scritto in francese con il musicologo Jacques Viret, protestante. È un viaggio musicologico alle radici di quello che la musica è e significa. Il secondo si chiama "Oceano di fuoco", una serie di commenti ad alcune frasi del grande Divo Barsotti (acquistabile qui). Un libro che consiglio per chi vuole dare una boccata d'aria nell'asfissiante atmosfera del politically correct.

In che senso asfissiante?
Lo è in tutta la società, oramai la Chiesa è solo un cascame della decadenza della civiltà occidentale. Assistiamo alla denigrazione dell'umano, all'avvilimento del maschile, all'esaltazione dell'ambiguo.

Le sue posizioni sono spesso sembrate al di fuori di certe divisioni tra progressisti e conservatori...
Io sono per la verità essenziale. Sono un peccatore, ho le mie mancanze, proprio per questo ho bisogno di una Chiesa forte, identitaria. Credo nell'identità, credo che per rispettare le identità degli altri bisogna prima amare la propria, ama il prossimo tuo come te stesso. Prima ama te stesso, quello che sei veramente e non quello che un errato senso di autodeterminazione ti fa pensare di essere.
Per quello che riguarda conservatori e progressisti, il marcio purtroppo alberga da entrambi le parti. Ho conosciuto farabutti sia tra i seguaci di un versante che tra quelli dell'altro. Nessuna differenza. La differenza viene dalla consistenza di verità che esiste in certe posizioni piuttosto che in altre, una verità che precede e supera l'indegnità delle persone e, grazie a Dio, da loro non dipende.

Lei sembra avere posizioni forti verso la Chiesa attuale...
Io non penso che Papa Francesco sia la causa di tutti i mali, i mali vengono da lontano. Ma le cure sono state come quelle di dare ad uno con la cirrosi epatica più liquori. A Joseph Ratzinger viene attribuita questa frase: "La Chiesa sta divenendo per molti l'ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo". Non è forse vero? Se la Chiesa diviene un ostacolo alla fede, meglio tenersi la fede e frequentarla il minimo indispensabile.

In effetti è forte...
Un famoso scrittore cattolico ha detto: se vuoi rimanere cattolico, non frequentare troppo gli ambienti cattolici.

Nel suo libro "Les deux chemins" lei suggerisce che dopo il Rinascimento ci sia stato un decadimento spirituale nella musica...
Spirituale, si badi bene, non artistico. Chi può negare i capolavori musicali nel Barocco, nel Classicismo e via dicendo? Ma nel Rinascimento si sono toccate vette di spiritualità per me insuperate.

Eppure era un epoca in cui la Chiesa aveva la fama di essere gaudente...
E meno male! Sono arrivato ad apprezzare chi non si nasconde dietro i propri peccati in confronto alla finta purezza che va tanto di moda. Se peccavano sapevano anche che avevano bisogno di misericordia e facevano le Chiese belle, ricche di bellezza di ogni tipo. La vera arte nasce da un cuore autenticamente contrito. Oggi la Chiesa è virtuosa? Quando passo a via di Montesanto, entro nella chiesa degli Spagnoli e prego sulla tomba di Alessandro VI, che in materia di fede, a quanto dicono gli storici, fu esemplare. Gli dico: tu che fosti peccatore, insegna ad un altro peccatore a non dare un altro nome al suo peccato. L'ho preso in simpatia.

Quindi lasciavano sempre aperta una porta al bene, proprio perché avevano il senso del loro peccato...
Geminello Alvi in un suo libro dice: "Il Bene salva chiunque gli si affidi; il Male invece perde anche chi solo lo sfiori". E il male, come ci insegna Papa Francesco, è la corruzione, è quella di imporre pesi che non si riescono a portare. Uno dei mali più grandi è la bruttezza.

Ce ne è tanta...
Cito sempre un passaggio da un libro di Marcello Veneziani: "Il guaio è che la bellezza sta, invece il brutto avanza, si muove, parla, fa. La bellezza è inerte, passiva, inerme, mentre il brutto avanza, incede, si agita. La bellezza è un retaggio, un lignaggio, a volte una rovina, comunque declinata al passato o sperduta nell’antico, mentre la bruttezza è un linguaggio, un modo di fare, di intendere e di volere, tra la tecnica e l’amministrazione". Questo è il problema, gli alfieri della bruttezza hanno più mezzi.

Lei ha rilasciato pochi giorni fa un'intervista a La Fede Quotidiana sulla musica sacra, che è stata molto commentata sui social...
Ho sperimentato ancora la tolleranza di coloro che sventolano la bandiera della misericordia. Non cambio idea. Non sono un fanatico, conosco la musica leggera, l'ascoltavo da adolescente, non ho nulla con questo genere di musica. Ho composto due Musicals in cui usavo stili musicali vicini alla sensibilità mondana dei giovani. Ma so distinguere e non userei mai anche i miei pezzi "leggeri" più riusciti per la Messa. Mi hanno attaccato sugli strumenti musicali, sulla chitarra. Rispetto le opinioni degli altri quando sono esposte con garbo. Se non lo sono, ci sono leggi che proteggono dalla diffamazione.
 

1 commento :

  1. Se Ratzinger fosse stato ascoltato prima da teologo-professore e supportato poi da papa, forse non ci troveremmo in questa situazione disperata e disperante e senza apparenti vie d'uscita......io vado in chiesa a pregare quando le trovo vuote, attendo che si compia ciò che deve essere compiuto. Bell'intervista.

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