02 luglio 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: il martirio di Santa Prassede (Parte XLIX)


di Alfredo Incollingo

Quando l'apostolo Pietro giunse a Roma intorno al 42 d.C., trovò un primo nascondiglio nella villa del senatore Pudente e delle sue figlie, Pudenziana e Prassede. La tradizione annovera questa famiglia tra le prime convertite da San Paolo e ricorda il loro impegno nella predicazione del Vangelo e nelle opere di carità. Nel 64 d.C. l'imperatore Nerone diede inizio alle sue terribili persecuzioni, che causarono la morte di San Pietro e di San Paolo (i santi patroni di Roma, venerati il 29 giugno). Tra le vittime eccellenti ci fu anche il senatore Pudente, catturato e ucciso in odio alla fede. Nonostante il martirio del padre, le due sorelle perseverarono nell'apostolato, esponendosi direttamente al pericolo di essere arrestate e uccise. Nei pressi della loro villa fecero erigere un battistero per la conversione dei tanti pagani che nel frattempo si stavano avvicinando al cristianesimo. Lo zelo missionario delle due sorelle non sfuggì all'attenzione delle autorità imperiali: Pudenziana venne infatti arrestata e martirizzata durante le persecuzioni dell'imperatore Antonino Pio.
La morte della sorella non arrestò la vocazione apostolica di Prassede. Utilizzò tutto il suo patrimonio per edificare un “titulus”, un primitivo luogo di culto cristiano, dove accolse e nascoste i tanti cristiani che subivano la violenza delle autorità romane. Si dedicava alla loro assistenza e si preoccupava di seppellire nelle catacombe di Priscilla (oggi sulla via Salaria) i tanti confratelli che trovavano la morte nelle arene. Nel corso dei secoli il “titulus” di Santa Prassede divenne meta di pellegrinaggio e di un'accesa devozione popolare. Nel 780 secolo papa Adriano I ricostruì l'antico luogo di culto e nel 817 papa Pasquale I edificò l'attuale basilica, che nel corso dei secoli divenne un'opera architettonica di straordinaria bellezza.
Una curiosità: all'interno di Santa Prassede è conservato il tavolo in legno che serviva a San Pietro per celebrare l'Eucarestia.
Il viaggio continua.


 

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