11 agosto 2017

6 minuti, una riflessione postuma su Charlie Gard


di Mattia Spanò

Il diavolo è nei dettagli. Come quello raggelante che racconta la madre di Charlie Gard, Connie Yates, al Daily Mail: “Ci avevano avvertito che ci avrebbe messo 5-6 minuti a morire. Ma ce ne sono voluti 12 perché il suo cuore smettesse di battere”. È stato il personale del Gosh ad avvertire i genitori. Sei minuti. Ma ce ne ha messi dodici.
Immaginate di avere un guasto alla macchina e di andare dal meccanico. Che questi facendovi un preventivo vi dica: ci vogliono tre giorni e 300 euro. Voi fate i vostri conti e dite: va bene, mi ripari la macchina. Dopo un po’ il meccanico vi richiama e vi dice: in realtà ci metterò sei giorni e la riparazione vi costerà 600 euro.
Oppure trovate un’offerta strepitosa per le vacanze. Capri all inclusive 1000 euro a settimana per quattro persone. Tutti giulivi prenotate e vi imbarcate armi, bagagli e marmocchi per la vacanza della vita. Arrivati a Capri vi dicono che in realtà potete restare tre giorni, e la vacanza vi costa 2000 euro perché non avete letto bene i termini dell’offerta, e se li avete letti non li avete capiti.
Da ultimo, immaginate di fare la spesa al supermercato. Avete 100 euro cash e buoni sconto per altri 100 euro. Felici e beati comprate solo quei prodotti dei quali avete i buoni e vi dirigete alla cassa, dove vi comunicano che i buoni, sbiellata la sonda e cazzata la randa, non sono validi. O spendete i 100 sacchi che avete fino all’ultimo centesimo, altrimenti la porta è quella.
I tre esempi citati, scialbi finché si vuole ma comunissimi, dicono la stessa cosa: errori madornali. Errori del 100%, come nel caso di Charlie. La non piccola differenza è che non muore nessuno.

Il personale qualificato del Gosh, l’ospedale londinese che aveva in cura il povero Charlie, ha sbagliato la previsione del 100%. Eppure trattasi di personale scientificamente e tecnicamente preparato, con tonnellate di letteratura medica disponibile e migliaia di tonnellate di corpi visti morire o curati. La sindrome patita da Charlie implica il deterioramento progressivo delle capacità muscolari: il cuore è un muscolo, e i polmoni funzionano grazie a muscoli e qualità meccaniche intrinseche. Un organismo aerobico complesso senz’aria, specie debilitato, muore più o meno rapidamente, ma non sopravvive il doppio del tempo previsto.

Si dirà che sei minuti in più sono un’inezia. Sono un’inezia se hai davanti quarant’anni di vita, per lo meno su base statistica. Anche se ne hai venti, o persino soltanto dieci, o appena due. Ma se hai un’aspettativa di vita di sei minuti – l’indicazione “5-6 minuti” implica uno scollamento del 20%, tutto sommato accettabile – altri sei minuti sono un’enormità.
Sono un’inezia se hai alcune funzioni fondamentali normali, non se hai i muscoli in pappa e una capacità polmonare ridotta come quella di un neonato. Sono un’inezia se hai vent’anni, non undici mesi. Sono un’inezia se sei seduto sul pitale a completare la peristalsi, non se stai soffocando.
Provate a pagare la rata del mutuo o della carta di credito un minuto in ritardo, un giorno in ritardo, una settimana dopo. O a versare le tasse il giorno dopo la scadenza del limite convenzionalmente ed unilateralmente stabilito. Siete in salute e produttivi, non moribondi. Né lo Stato né le banche vanno falliti e quel mese, quel giorno, quell’ora, quel minuto rapportati ad un mutuo trentennale o quarant’anni di contributi cosa sono? Un’inezia. Provate a spiegare alla banca o all’Agenzia delle Entrate “avevo detto che avrei pagato oggi alla scadenza, vi pago domani mattina”. Provate a sbagliare del 100% il tempo del saldo di un debito. Provateci. Sapete cosa succede? Che la pagate cara. Molto, molto cara. Eh signora mia: è la legge.

Giudicateli bene, quei sei minuti in più di Charlie. Perché uno Stato (e no, non prendiamoci in giro: lo Stato non sono io, non siete voi) che ogni due anni vi allunga la vita produttiva di uno-due anni prima della pensione per pagarvi il più tardi possibile, e che quando siete spremuti come limoni progetta di farvi secchi al primo malore utile per restituirvi il meno possibile dei soldi che avete dato, perché “soffrite” o perché ve la fate addosso e la vita “non è dignitosa”, o che se fate il postino e la donna delle pulizie e avete un figlio malato lo fa fuori per decreto di un giudice, bene: sappiate che è uno Stato di ladri e assassini. Prima ladri e poi assassini.

Guardateli bene, quei sei minuti in più di Charlie. Quelli del mestiere gliene avevano dati cinque o sei. Ha vissuto il doppio, cioè quanto o più di una persona normale impossibilitata a respirare. Aveva accettato di morire, aveva capito che una vita così non è degna di essere vissuta? Direi di no. Era così terminale, così spappolato nelle sue povere membra, così incurabile? Sembrerebbe di no. Soffriva tanto? Anche fosse, si è attaccato alla vita come una tellina ad uno scoglio.
Non voglio cadere nello sciocco dileggio della scienza medica e della scienza in generale, non è questo il punto. Tuttavia se l’esperto di turno, che sia un medico, un meccanico, un enologo che fa raccogliere l’uva una settimana troppo presto o troppo tardi, l’ingegnere che progetta il ponte che crolla e uccide chi passa in quel momento sbaglia la previsione del 100%, beh: Sgarbi saprebbe a quale sottofamiglia dei bovidi iscriverlo. La vita è fatta anche di errori, sviste, fallacie, imprudenze, equivoci, per qualcuno perfino di peccati a certificare quanto poco sappiamo, quanto niente capiamo, quanto bisogno abbiamo di Dio e di rimetterci alla Sua Volontà.
Pesateli bene, quei sei minuti in più di Charlie. Quando saranno i nostri, nelle mani di medici, parenti e magari servi sciocchi del Leviatano ebbri d’immonda disperazione, preghiamo di usarli al meglio.

 

2 commenti :

  1. Non vorrei innestare polemiche, ma il tanto esaltato DJ Fabo ci ha messo 1/2 ora a morire, fra sedativi e veleno inoculato in vena, sono balle sulla bella e giusta morte, è come l'esecuzione in USA dei condannati a morte, niente più, niente meno e soffrono terribilmente, la smettessero con queste balle, anche Eluana ci ha messo un sacco a morire e ha patito le pene dell'inferno, ma questo non si può dire eutanasia X tutti, aborto x tutti è bello e moderno W il gaio mondo che muore suicida, neanche gli Stoici lo farebbero.....

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  2. Pur di farlo morire, avrebbero volentieri rivestito di arroganza la loro ignoranza, ipocrita al punto di spacciarla per clemenza, anche conoscendo che sarebbe occorso tempo triplo, quadruplo ..

    Che Gesù Cristo ci renda forti e ben svegli per non farci confondere da questi ladri assassini (prima ladri e, poi, assassini!).


    Sia lodato Gesù Cristo.

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