29 agosto 2017

CL: hegelismo al capolinea


di Amicizia San Benedetto Brixia

Il 23 agosto scorso ho avuto modo di partecipare al Meeting dei Popoli a Rimini. Un'occasione interessante, anche per l'opportunità di toccare con mano l'inarrestabile declino di CL o almeno delle sue gerarchie.
Parlo da persona esterna al movimento eppur interessata alla proposta di fede e cultura da esso incarnata.
Già l'anno scorso mi aveva profondamente stupito il discorso di don Carron, specialmente per la nonchalance con cui andava strumentalizzando frasi del fondatore, Giussani, allo scopo di imporre un new deal scandito dai mantra retorici dei muri da abbattere e dei ponti da costruire. Praticamente un Anti-Giussani di gusto grottescamente ciellinapocalittico.
Quest'anno invece ho ascoltato Vittadini in una conferenza dedicata al tema della scuola, Una scuola da grandi. L'intervento del fondatore della Compagnia Delle Opere è stato semplice e diretto, con la perentorietà e i toni un po' trasandati che gli sono propri Vittadini ha sentenziato - cito a memoria - "non voglio essere un muro, ma un materasso". Una maniera curiosa di fare muro contro i muri. E continuando ha illustrato il suo ideale di scuola: una scuola in cui il professore agnostico a fine anno si scopre un po' credente e il cattolico un po' comunista, con l'auspicio che ogni posizione si contamini e ogni ideale si scolori - una specie di transgender culturale insomma. Addio identità, benvenuto relativismo. C'è poco da commentare e, se non vi fidate della mia ricostruzione, potete trovare on line il discorso, Vittadini delira nei minuti di chiusura (il clou da 1h.39’ ca).

Tre osservazioni. La prima a mo' di boutade: CL ha davvero perso la bussola o ha solo bisogno dei soldi dei vescovi e del loro appoggio, ragione per cui si svende inneggiando al peggio franceschismo?
La seconda inevitabilmente ironica. Quasi commovente la performance di questo Vittadini in perfetto stile Vattimo: più deboli si fanno l'identità e il pensiero e più arroganti si fanno i toni del discorso. Non abbiamo nulla da invidiare ai miscredenti rivoluzionari!
Terza considerazione filosofeggiante circa le sorgenti e il futuro dei ciellini: CL nasce imbevuta di idealismo, un caso pulito pulito di idealismo cristiano iniettato nella tradizione cattolica. Più precisamente, ho sempre avuto l'impressione che, come il marxismo è stato il rovesciamento secolarista del sistema hegeliano, così CL è il contro-rovesciamento cristiano-immanentista del sistema marxiano. Il che non è un male assoluto, di buono c'è che mentre il Concilio non ha osato esprimersi sul comunismo, CL almeno ha provato a rispondergli potentemente sul piano tanto politico quanto culturale. Interessante ma non ineccepibile, l'impianto idealista di fondo infatti non promette nulla di buono. Esso si presenta per definizione gravido di mostri e pieno di lacune. Il primato della libertà e del desiderio mina l'ancoraggio alla verità oggettiva, lo priva di argini fissi e indiscutibili, lo espone al rischio dell'irrazionalismo: CL è infarcito di slogan e di spirito di corpo: se esso smette di essere ammansito da un governo saggio le conseguenze possono essere infelici. E infatti oggi lo sono. Questa la mia diagnosi breviter su CL. Così appunto mi spiego come mai stia avvenendo la deriva incontrastata. Il germe irrazionale che cova nel seno del movimento impedisce una reazione opportuna.
Siano queste o altre le ragioni del disastro, resta palese il deragliamento di prepotenza imposto dai capoccia, così sicuri nel loro autoritarismo da non accorgersi nemmeno del fatto di essere andati ben oltre l'affermazione della pluralità, e di trovarsi ormai in guazzetto nel marasma della contraddizione e della rivoluzione. Se pure la CL delle origini ha retto alla calata bolscevica, ora il barcone di Carron pare soffocare tra le spire degli eredi arcobaleno & Co., siano essi dentro o fuori la Catholica.

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10 commenti :

  1. L'articolo lancia accuse molto pesanti nei confronti di una realtà ecclesiale. Vorrei sapere (senza fare polemica, ma per amore alla verità) se l'autore del presente articolo ha letto gli scritti di mons. Giussani, e se può portare esempi e argomentazioni a sostegno della tesi portata di presunto idealismo, primato della libertà e del desiderio, e tendenza all'irrazionalismo. Concludo dicendo che prima di accusare fratelli nella Fede, io ci penserei due volte. Si rischia di fare più danno.

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  2. "Interessante ma non ineccepibile, l'impianto idealista di fondo infatti non promette nulla di buono. Esso si presenta per definizione gravido di mostri e pieno di lacune. […] lo espone al rischio dell'irrazionalismo."

    Beh non mi sembra acqua di rose! Mi sembra una sparata sul metodo di un movimento al quale l'autore dell'articolo si dice estraneo per sua stessa ammissione. Fate vobis.

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  3. Nick, prima di partire lancia in resta a difendere i tuoi (motivo nobile e comprensibile). Fai così:

    1) Leggiti i due articoli del 2013 di Roberto De Mattei:

    http://www.ilfoglio.it/articoli/2013/11/12/news/liquefazione-della-chiesa-56337/
    http://www.robertodemattei.it/2013/11/27/processo-ai-nuovi-modernisti/#more-904
    (qui la replica di Mons. Negri che è più una puntualizzazione che una smentita.
    http://www.ilfoglio.it/articoli/2013/11/20/news/teologia-ciellina-56459/)

    2) Leggiti l'enciclica di Montini sul senso religioso cui giussani si ispirò per scrivere il suo libro:
    http://www.gliscritti.it/blog/entry/3732

    3) Ti rileggi il Senso religioso a mente sgombra e ti fai domande tipo: ma cos'è il "criterio adeguato" , chi decide se è adeguato? Ma perchè se tutti hanno un "senso religioso" la gente per millenni ha sacrificato i bambini sugli altari o perchè in Africa non fanno un plissè a sbudellare un albino? ecc. ecc. ecc.

    Poi secondo me avrai il sentore non degli ERRORI di Giussani, ma delle "lacune" comunicative di Giussani, della immanentità ontologica del suo insegnamento che spiega sia la sua grandezza del passato sia la generazione di mostri quali Vittadini allo stato attuale.

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    1. Grazie Flambeau. Chiedevo una risposta di questo tipo: di solito bisogna portare prove a sostegno di un'accusa, quale essa sia (lo so! Un articolo di giornale non è il massimo, ha i suoi spazi).
      Comunque tranquilli, non ho bisogno di difendere i "miei".

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  4. Non sono accuse pesanti, sono giudizi trancianti, un po' come quelli cui sono adusi i ciellini. E' vero, partono da un'intuizione, dall'aver sentito e visto operare i membri del movimento, non dall'aver letto libri. Del resto, se questo è il frutto dei libri qualcosa che non gira anche in essi ci sarà! Ringrazio Flambeau che ha portato le citazioni utili a sostegno delle mie dichiarazioni (mai letta quella roba prima d'ora) e ringrazio Nick che a fronte dell'esperienza chiede testi - ottima dimostrazione dell'istinto profondamente idealista e non realista impresso nei cuori ciellini. E comunque io al Meeting mi diverto, leggo volentieri Tracce e Tempi, continuo a frequentare molti amici di CL. Conchiudo: il fatto che i commentatori (qui e sui social) si siano indispettiti per la punzecchiatura al Gius, mentre abbiano bellamente ignorato la mia stroncatura al Concilio è la situazione più divertente che potessi aspettarmi

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    1. Nella sua risposta si nota un bel cortocircuito. Se nell'articolo lei sostiene che l'impianto ciellino è fondamentalmente idealista, cosa devo chiedere come prove? Sensazioni? E poi non ho chiesto solo scritti, ma prove concrete (onere della prova all'accusa). Accusare di idealismo chi chiede scritti non fa onore a tutti quelli che fanno apologetica, quindi ci si tira la zappa sui piedi. Sulla stroncatura al Vaticano II taccio: non ho mai letto per intero i documenti. E certe polemiche non mi interessano. Comunque mi sto divertendo tantissimo. Vi prego continuate!

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    2. Non sensazioni ma fatti, i quali pare diano ragione ad ASBB. Sui testi, De Mattei argomenta bene. Per il divertimento, lo lasciamo a Vittadini.

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    3. No no voglio divertirmi anch'io! Divertitevi e credete al Vangelo! Comunque non conosco bene, se non citati a tratti, i teologi criticati da De Mattei (De Lubac eccetera). Si può comunque citare qualcuno senza farne un maestro di vita. Io cito il divino Silvio, o Andreotti, ma non li seguirei per niente. Spero vivamente che non ci sia questa mutazione di CL della quale alcuni parlano, anche se vi sono fatti preoccupanti. Buon lavoro a tutti!

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    4. Io spesso cito pure Rocco Siffredi...
      :)

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